6 gradi di separazione: ovvero come conoscere Scarlett Johansson

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6 gradi di separazione: ovvero come conoscere Scarlett Johansson

6 gradi di separazione: ovvero come conoscere Scarlett JohanssonQuasi 90 anni fa, più precisamente già nel 1929, uno scrittore ungherese Frigyes Karinthy formulò l’affascinante teoria dei 6 gradi di separazione: ogni persona può essere collegata a qualsiasi altro individuo sulla faccia della terra mediante soli 5 intermediari.

Questa teoria, destò da subito un grande interesse tanto da trovare riscontro anche in campo artistico con la trasposizione cinematografica che il regista Fred Shepisi realizzò nel 1993.

Nel 1967, lo psicologo statunitense Stanley Milgram decise di condurre un esperimento sociale molto interessante. Si trattava di dimostrare l’ipotesi, tutta teorica, formulata circa 40 anni prima da Karinthy. Immaginiamo che un nostro generico amico, lo chiameremo Mario, sia innamorato di Scarlett Johansson, e che sia suo desiderio poterle consegnare una lettera in cui possa dichiararle tutto il suo amore.

Bene, a meno che non voglia passare per uno stalker, e cadere nel goffo tentativo di seguirla durante gli spostamenti blindatissimi tra set cinematografici e apparizioni varie, correndo il rischio di farsi cambiare i connotati dalle onnipresenti guardie del corpo, le chance di riuscire nell’impresa sembrerebbero ridursi davvero al lumicino.

Ma ecco allora che entra in scena la teoria dei 6 gradi di separazione.

Milgram partì considerando una persona qualunque, presa a caso sul globo che chiameremo per l’appunto Mario, proprio come il nostro amico innamorato. Egli verificò che tra la cerchia delle amicizie di Mario ci fosse almeno una persona che conoscesse Paolo che, a sua volta, avesse tra gli amici qualcuno che conoscesse Jack, e che questi conoscesse almeno una persona che conoscesse Susan, che a sua volta annoverava tra gli amici qualcuno che conosceva Peter e che, esattamente quest’ultimo, conoscesse a sua volta proprio Scarlett Johansson. Ed ecco che siamo arrivati a Lei. 6 passaggi. Solo 5 esseri umani si trovano in mezzo tra un ragazzo e la consegna di una lettera d’amore. La realizzazione del sogno di Mario è a sole 5 passi da lui.

6 gradi di separazione: ovvero come conoscere Scarlett JohanssonL’avvento di internet e la tecnologia hanno prodotto un innegabile cambiamento nel nostro modo di intendere i rapporti sociali. Quando Milgram – e già tempo prima Karinthy – realizzarono i loro studi, non avevano fatto ancora i conti con la rivoluzione che Facebook avrebbe apportato. Ebbene sì, la comparsa del social network più famoso e diffuso del mondo ha cambiato anche la “distanza” che ci separa dalle altre persone.

Infatti, proprio un paio di mesi fa, la società con quartiere generale a Menlo Park ha dichiarato di aver condotto uno studio volto a calcolare la distanza tra due persone tipo iscritte al social “Zuckerberghiano”. Il risultato è stato sorprendente: i gradi di separazione medi erano scesi addirittura a quota 3,57.

È ovvio però che la realtà è ben diversa dalla teoria. Se pure Facebook ha accorciato le distanze tra le persone, moltiplicando la capacità di connetterle e tenerle in contatto, tale intento è stato raggiunto solo parzialmente.

Oggi un utente medio, infatti, ha circa 200 amici, amico più amico meno. Ma questa media non rispecchia il vero livello di profondità di relazione che forse qualche decennio prima Milgram intendeva. Spesso un facebook friend altro non è che un mero conoscente, una persona incontrata a una festa e mai più rivista, un interesse subitaneo e presto sopito come un’effimera fiammella.

Fatto sta che questi amici più o meno virtuali si accumulano come una collezione di informazioni accantonate in uno spazio altrettanto virtuale ma di cui Facebook ci ripropone ogni giorno foto, pensieri in pillole, scelte di vita, film e cibo; insomma, un surrogato di rapporti sempre più svuotati di significato e sempre più “time-consuming”.

Se è pur vero quindi, che siamo tutti più connessi, in realtà i nostri livelli di vicinanza sono molto relativi. Forse i 6 gradi di separazione calcolati dallo psicologo americano erano superiori in numero a quelli che oggi l’azienda di super-Mark ci racconta, ma identificavano comunque dei rapporti veri, reali, basati sulla condivisione di un tempo speso insieme e che aveva come cardine una presenza più fisica e sostanziale.

https://www.youtube.com/watch?v=rWbmPJ1rfXUA ogni modo, al di là delle riflessioni e della analisi, i 6 gradi di separazione restano comunque una teoria affascinante. L’idea che in fondo siamo tutti strettamente connessi e correlati ci dovrebbe spronare a comportarci meglio e con maggior rispetto gli uni verso gli altri. Anzi, dovremmo ricordarci che, abitiamo tutti per un breve lasso di tempo su un pezzo di terra incastonata nell’universo.

Chissà allora come saranno domani i nostri rapporti interpersonali, con un’evoluzione tecnologica sempre più inarrestabile e questo desiderio di rifugiarsi in una virtualità protettiva ma anche asociale.

Dal canto mio spero solo che tutti i Mario, dopo quest’articolo, possano trovare spunto per continuare incondizionatamente, a scrivere le loro lettere d’amore, pensando che in fondo, la loro “Scarlett Johansson” non è poi così distante.

Stefano Mauro per MIfacciodiCultura

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