#BeyondtheLyrics – “Wind of Change” degli Scorpions

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#BeyondtheLyrics – Wind of Change degli Scorpions

#BeyondtheLyrics – Wind of Change degli ScorpionsUn fischiettio sospeso nel vento: nel 1990, in Europa (quell’Europa divisa tra Est ed Ovest) soffiava una nuova brezza, un vento che sembrava aver finalmente abbattuto muri e regimi. Wind of Change, il vento del cambiamento risuonava forte e chiaro nelle stazioni radio, nelle televisioni sparse per il continente (e per il mondo), sui palchi di numerosi concerti. In realtà quel vento soffiava da un po’ e c’era chi l’aveva già capito: nonostante venga automatico pensare che il brano sia stato composto solo successivamente a quel famoso 9 novembre del 1989, Wind of Change vide la sua genesi molto lontano da quei 106 km di calcestruzzo.

Klaus Meine, cantante e front-man del gruppo tedesco Scorpions, in un’intervista a Rolling Stone ricordò:

Quando aprimmo il concerto con Blackout ricordando il Moscow Music Peace Festival dell’estate dell’89 –  tutti i soldati dell’Armata Rossa, tutti i membri della sicurezza, si sono girati verso il palco e hanno lanciato in aria i loro berretti e le loro giacche. È stato fantastico. Era come se il mondo stesse cambiando proprio sotto i nostri occhi. In Unione Sovietica molti ragazzi percepivano che l’epoca della Guerra fredda sarebbe finita presto. C’era una sensazione di speranza: ed è quella che ho cercato di esprimere in Wind Of Change.

La canzone trae ispirazione da una serie di concerti realizzati a partire dal 1988 nell’Unione Sovietica (da qui l’unico chiaro riferimento fisico nei primi versi al fiume Moskva e al Gorky Park).

I follow the Moskva

down to Gorky Park

listening to the wind of change

#BeyondtheLyrics – Wind of Change degli ScorpionsDiscretamente conosciuti e con alle spalle brani come Still Loving You e Rock You Like a Hurricane, gli Scorpions vennero contattati per organizzare una serie di concerti, cinque a Mosca e cinque a Leningrado. Mentre i concerti a Mosca saltarono per motivazioni politiche (come affermò successivamente la band), quelli a Leningrado vennero reiterati, facendo ottenere alla band un’importante notorietà, presentandosi come LA band che riuscì a penetrare nella cortina di ferro. Nonostante la censura artistica imposta in quel periodo dal KGB, durante uno dei concerti Meine affermò:

Noi tedeschi, prima siamo venuti qui con i carri armati, ora con le chitarre, questa è la nuova Germania!

La popolarità ottenuta spinse le autorità sovietiche ad invitare il gruppo tedesco nell’estate del 1989 al Moscow Music Peace Festival,  primo festival di musica rock tenuto in Unione Sovietica e uno degli appuntamenti musicali più importanti mai avvenuti, paragonabile al celebre festival Woodstock. Il palco venne condiviso con artisti del calibro di Bon Jovi, Ozzy Osbourne, Mötley Crüe ed altri, davanti a un pubblico di oltre 250.000 sovietici.

Durante il nostro soggiorno a Mosca si sentiva una nuova energia nei giovani sovietici, volevano essere parte del resto del mondo, e questo mi ha motivato a comporre la canzone nel settembre del 1989.

Due mesi dopo, il muro di Berlino si sgretolava. Un anno dopo, la canzone celebrava sì i  cambiamenti politici in atto a quei tempi nell’Europa dell’Est – come la caduta del Muro di Berlino, l’aumento della libertà nel blocco comunista (che avrebbe presto portato alla distruzione dell’URSS), la chiara e imminente fine della guerra fredda. Ma Wind of Change celebrava soprattutto il profumo della rivoluzione, di ciò che si avverte nell’aria alla vigilia di un cambiamento. Wind of Change celebrava la riconciliazione di due mondi all’apparenza distanti (l’Ovest con Elvis, i jeans, i chewing-gum e l’Est con la riluttanza alla novità, con il suo balalaika, popolare strumento russo a corde), divenendo la canzone simbolo della pace e  di una speranza concreta cantata a voce alta senza più censure, senza più paure.

The world is closing in,

did you ever think

that we could be so close,

like it brothers?

#BeyondtheLyrics – Wind of Change degli ScorpionsA distanza di 27 anni, Wind of Change è un monito più che attuale. In un clima di continue tensioni internazionali, di paura, di terrorismo, di barriere innalzate, di imbarazzanti emendamenti esecutivi che tentano di risolvere una situazione alquanto delicata, sembra essere quasi tornati agli anni della Guerra Fredda: di fatto si respira la stessa aria.

E allora viene facile pensare che probabilmente ancora oggi sia necessario questo ricordare questo brano, la sua forza, la potenza e l’energia scaturita da chi non vuole accettare passivamente la realtà e si nutre si speranza: la speranza che un futuro più roseo sia all’orizzonte , la speranza che i bambini di domani condividano spensierati i loro sogni, la speranza che suoni la campana della libertà.

La speranza che il vento del cambiamento torni a soffiare.

I follow the Moskva

down to Gorky Park

listening to the wind of change

An August-summernight,

soldiers passing by

listening to the wind of change.

The world is closing in,

did you ever think

that we could be so close,

like it brothers?

The future’s in the air

I can feel it everywhere

blowing with the wind of change.

Take me to the magic of the moment

on a glory night,

where the children of tomorrow dream away

in the wind of change.

Walking down the street

Distant memories

are buried in the past forever.

I follow the Moskva

down to Gorky Park

listening to the wind of change

Take me to the magic of the moment

on a glory night,

where the children of tomorrow dream away

in the wind of change.

The wind of change

blows straight into the face of time,

like a stormwind that will ring the

freedom bell

for peace of mind.

Let your Balalaika sing

what my guitar wants to say

Take me to the magic of the moment

on a glory night,

where the children of tomorrow dream away

in the wind of change.

Eleonora Vergine per MIfacciodiCultura

 

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