Festival della Parola di Chiavari – Tra Tenco e Simenon la parola torna a splendere

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Festival della Parola di Chiavari – Tra Tenco e Simenon la parola torna a splendere

Fino al 7 maggio la musicalità del linguaggio abiterà le strade di Chiavari: giunge alla sua IV edizione il Festival della Parola di Chiavari, dove il moderno si incontra con l’antico in un viaggio alla riscoperta dell’importanza della parola, di cui giornalmente facciamo uso, smodato e logoro, senza soffermarci mai a pensare sulla sua vera potenza.

Sono due i simboli dell’edizione di quest’anno: da un alto c’è Luigi Tenco, di cui quest’anno si ricordano i 50 anni dalla morte. Quel suicidio su cui ancora molto si vocifera, molto è stato detto e molto si dirà, forse senza mai trovarne risposta. L’altro accompagnatore spiriturale del Festival è George Simenon, fortunato padre letterario del commissario Maigret: non potevano mancare quindi le pellicole su di lui realizzate per la regina di Cino Cervi, di cui il caso volle che proprio Tenco pose la sigla finale, Un giorno dopo l’altro, nel 1966.

Sono due le mostre quindi che si svolgono durante le giornate del Festival e che accostano questi due grandi luminari dell’uso della parola: entrambe a palazzo Rocca, Simenon e il caso Maigret e Luigi Tenco, il giovane idealista portano il visitatore a ripercorrere le vite di due personaggi della cultura di cui, forse, non si ricorda troppo spesso il valore.

Per quanto riguarda Luigi Tenco, è stata anche realizzata una strada, fatta di musica e parole: per tutte le giornate del festival si potranno sentire le canzoni di Luigi risuonare (dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle ore 15.00  alle 18.00) per via Martiri della Liberazione, grazie ad un impianto di diffusione che proporrà 212 brani. Di questi, 85 sono canzoni cantante da Tenco, mentre le altre sono cover di artisti dagli anni ’60 ad oggi: non è certo un caso che giovedì 5 proprio Morgan abbia aperto le danze, suonando e parlando di un autore che spesso ha ricordato e cantato nella sua carriera (musicale e non).

Luigi Tenco

Ma accanto a le eccellenze di Tenco e Simenon vi sono dei protagonisti di tutto rispetto al Festival della Parola: gli studenti. Dalle medie alle superiori i giovani ragazzi si esibiranno in performance teatrali, musicali, dibattiti e laboratori dove potranno mostrare il loro punto di vista e mettersi in gioco, dimostrando quanto il mondo dei giovani che tanto tendiamo ad ignorare abbia ancora molto da offrire. E da imparare.

Non è certo un caso che due personalità come Tenco e Simenon siano il filo rosso di tutta la manifestazione: chi più di un cantautore e di uno scrittore potrebbero simboleggiare il potere – positivamente inteso – della parola?

Eraclito (circa 540 a.C. – circa 480 a.C.), filosofo dell’antica grecia, pensava che il logos, il discorso dotato di senso, fosse alla base di tutto il pensare, di tutto l’agire, di tutto l’esistente: è la legge universale cui soggiaciono tutte le cose, dal divenire alla legge degli opposti. Quale potrebbe essere il più grande strumento nelle mani dell’uomo, se non proprio il linguaggio? Sembra essere proprio qui, heideggerianamente parlando, l’autenticità dell’essere umano: quella radura nascosta, quel luogo misterioso che possiamo vedere ma non nella sua pienezza, quel piccolo spiraglio di luce nella foresta, lì si trova il mistero e il potere dell’Essere.

Eppure, quanto abusiamo oggi della parola? Che uso degenerato ne facciamo? Questa comunicazione così veloce, tra smartphone e messaggi vocali che riducono l’esigenza delle telefonate, ci ha resi schiavi di una comunicazione light, sovrappensiero, senza riflessione. Addirittura, sono i nostri smartphone che ci suggeriscono le parole che vogliamo dire, scrivendole per noi.

Simenon

Il pensiero si fiacca, la mente è troppo abituata a qualcuno che le dica cosa pensare, cosa fare, cosa dire. Quelle poche volte che si intavola una discussione, anche nella vita vera, ci si abbandona alla degenarata comunicazione da commentatori folli che si abbandonano a stereotipi, notizie sentire un po’ per caso, informazioni smart di cui si è letta solo la notizia, ma non il contenuto.

Ormai è questo l’uso della parola che facciamo. Superficiale, nel vero senso del termine: ci fermiamo alla superficie, alla prima sfacettatura di ciò che sentiamo. Non approfondiamo, non conosciamo. Non leggiamo. Non ascoltiamo.

Forse Tenco e Simenon proverebbero un brivido a vedere in che società, oggi, ci troviamo a leggere e ascoltare le loro parole.

Ma, per fortuna, ci sono ancora Festival come questo che ci ricordano, di soppiatto, che dopo tutto rimaniamo umani. E forse, a quella umanità, dovremmo tornarci.

Qui potete trovare nel dettaglio il programma del Festival Della Parola di Chiavari

Qui invece la lista degli ospiti

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

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