Brutto panzone, sei un costo sociale! (o un problema esistenziale?) – Parte 1

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Brutto panzone, sei un costo sociale! (o un problema esistenziale?) – Parte 1

Nessuno si fa beffe di chi fuma. Eppure, i fumatori compulsivi sono assurdi e patetici, aggrappati con mille atteggiamenti stereotipati diversi a microscopici cazzetti sui quali amano pure disquisire, sapori, filtri e sigarette light – filtri che non filtrano un beato niente, sapori indotti da additivi chimici, light non ne parliamo proprio. Il tutto, per tacer di quei deficienti che si sono messi a fumare la Montblanc convinti che faccia meno male e/o sia più sexy.

Nessuno si fa beffe di chi vive ad aperitivi, spriz e prosecchi: 1 su 1000 di quelli per cui la cosa mette a rischio immediato il fegato viene spedito in qualche centro, ma nessuno pensa di ridere di queste patetiche figure ammantate di couperose che vagano per bar, enoteche e locali assortiti a rinnovare di continuo la loro peretta di alcool, giusto quel tanto che basta per non avere mai, ma proprio mai, una percezione del tutto lucida di una realtà triste e squallida che fa rabbrividire, ugh! Non è risibile che si debbano per forza percepire aromi e retrogusti, lodare i colori, annusare invecchiamenti, annusare profumi di qualcosa che peraltro è frutto di fermentazione, e cioè il risultato di qualcosa che, in fondo, è marcito quanto le foglie di un sottobosco?

Però, nessuno si fa problemi a farsi beffe di chi è grasso. Obeso. Ciccione. Panzone.

Un grasso, lardoso panda. Magari in forma gentile, scherzosa, per carità. Ma ti toccano la pancia e ti chiedono di quanti mesi sei. Se ti sei mangiato il cinghiale intero o gli zoccoli li hai sputati. Se riesci a vederti il pisello. Se non sei preoccupato quando arriva il periodo di ammazzare il maiale, come i tacchini a Natale e gli agnelli a Pasqua. Battute sulla marea quando entri in acqua. Battute sulle taglie dei vestiti, ché più su si passa al reparto camping, settore tende canadesi. E tutti che si improvvisano cerusici e comminano sentenze/battute su polistirolo, tre criceti, spaziano sul diabete, narrano di anche deformate. I grassi fanno ridere, vero?

Sicuro, Oliver Hardy, Hitchcock, Orson Welles John Candy, John Goodman, Aldo Fabrizi, Gino Bramieri, quante persone spassose e quante altre ancora – Buddha, il Papa Buono, 7 chili in 7 giorni. Certo, guai ad avventurarsi a fare un autoparagone con uno di questi personaggi: «Beh, ma tu sei MOLTO più grosso di Gerry Scotti!». Certo, sono come un ippopotamo, magari un po’ piccolo.

Il Cancelliere tedesco Helmut Kohl teneva sempre, ma proprio sempre, in tasca una salsiccia che ogni tanto tirava fuori per darle un morso: la versione ufficiale era politica e cioè il corpulento statista voleva far vedere al mondo “come mangia un vero tedesco”. Balle.

Essere esposti ad una pletora di banalità pseudo-umoristiche, venire palpeggiati e massaggiati sulla pancia come una donna incinta, non vedersi il pisello quando si orina, vedere il proprio ventre coperto di smagliature, vedere che le gambe sono depilate per l’abrasione continua della stoffa tirata contro la pelle, così che le clave che hai al posto dei polpacci hanno l’appeal della testa di uno struzzo, vedere con angoscia una rampa di scale, vedere con angoscia i vestiti tirati, i bottoni che saltano, il tessuto infracoscia che diventa rapidissimamente liso, il pallido lardo che si è fatto strada, odiare le spiagge, vivere ballando una macabra danza per le strade per evitare le vetrine e non vedere la propria immagine da tre o quattro Dorian Gray assieme, all’improvviso, insopportabilmente. Evitare per tutta la vita specchi e affini, nemmeno quando si va a comperare vestiti; andare a comperare vestiti, che il cielo mi aiuti!, sbagliando sempre la taglia per difetto, quante più X ci sono prima della L meglio è signorina ahahahah.

Fine prima parte

Vieri Peroncini per MIfacciodiCultura

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