Biobag, la placenta artificiale che potrebbe salvare milioni di nati prematuri

0 1.188

Biobag, la placenta artificiale che potrebbe salvare milioni di nati prematuri

Biobag, la placenta artificiale che potrebbe salvare milioni di nati prematuriUna svolta epocale per i bambini prematuri di (quasi) tutto il mondo: la placenta artificiale o biobag.
È stata ricreata da gruppi di ricercatori americani e consta di una sacca piena di liquido amniotico (che riproduce quello materno) e di un tubo contenente la vena e le due arterie ombelicali artificiali che collegano il feto ad un polmone artificiale, che ossigena il sangue e lo rimanda nel flusso fetale. Il circolo è mantenuto dal cuore del bambino, nessuna pompa esterna lo sostituisce. Questa, ovviamente, è una descrizione estremamente semplificata utile però per capire l’enorme vantaggio di questa creazione che permette di ossigenare il bambino senza ricorrere alla ventilazione meccanica.

I bambini nati prematuri, in particolare tra la 28esima e la 37esima settimana, non presentano organi interni completamente sviluppati e funzionanti, in particolar modo i polmoni: quando questi sono immaturi, sono anche fragili e non resistono a lungo alle tecniche di ventilazione meccanica, molto invasive. Inoltre non riescono a portare sufficiente ossigeno in circolo, compromettendo funzioni cerebrali, cardiache, e così via.
La placenta artificiale potrebbe salvare quindi l’ingente numero di bambini che nascono prematuri: l’Oms stima che siano 15 milioni ogni anno, di cui 1 milione non sopravvive a causa di complicanze.

Biobag, la placenta artificiale che potrebbe salvare milioni di nati prematuriPer il momento gli esperimenti si svolgono, come di consueto, su animali e sono stati mantenuti in vita per ben 5 settimane agnelli nati estremamente prematuri. Successivamente, degli 8 esemplari usati solo uno è rimasto in vita e oggi ha più di un anno. Gli altri? Soppressi poco dopo la rinascita per studiare a fondo gli effetti della permanenza nella placenta artificiale. Nei prossimi anni i ricercatori puntano a migliorare il progetto per testarlo anche sui bambini nonostante gli interrogativi siano ancora tanti: ci si chiede quali possano essere gli effetti a lungo termine di questa pratica e se effettivamente questo ambiente artificiale può ovviare ai problemi di salute tipici dei nati prematuri.

Pollici in su quindi per gli americani, ancora una volta? Nei prossimi anni avremo il verdetto e, chissà, forse la prima causa di morte neonatale in America verrà sconfitta. Sarebbe di certo un enorme sollievo per le mamme e le famiglie che possono usufruire di un servizio sanitario e i vertici della sanità si sfregherebbero le mani in attesa del prossimo traguardo (la creazione di una vita a partire da un embrione?).

È certo che questo enorme bagliore che la scienza ci offre fa cadere ancora più nell’ombra realtà che sono pericolosamente attuali: da un lato quindi abbiamo ricercatori che brevettano una placenta artificiale per salvare i prematuri, dall’altro abbiamo bambini che spesso non hanno speranza di sopravvivere nemmeno se nati al termine.

Biobag, la placenta artificiale che potrebbe salvare milioni di nati prematuriParliamo di bambini fortemente malnutriti, che non hanno medicine di base, vaccini o acqua potabile; bambini che non piangono perchè non hanno la forza. Queste immagini non sono nuove per noi ma, che ci vogliamo fare, l’Africa è sempre stata così e non migliorerà mai. Invece per i bambini nati durante una guerra che non hanno certo desiderato, che scappano strappati dalle famiglie, lontani da casa… Per loro ci sarà futuro?
L’ambizione è sempre stata mostrata come una qualità positiva, che ci porta in alto verso i nostri sogni.

Ma quando il Superuomo si abbasserá per ritrovare il sentiero di partenza, vedrà l’enorme divario lasciato tra cielo e terra?

Mariachiara Manzone per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.