“Curatore in sala”: ai Musei Civici di Roma, le mostre raccontate da chi le fa

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Curatore in sala: ai Musei Civici di Roma, le mostre raccontate da chi le fa

Mercati di Traiano

Prende il via oggi un’interessante iniziativa che coinvolgerà i Musei Civici di Roma fino al 3 agosto: si tratta di Curatore in sala, ovvero una serie di incontri dove a spiegare i percorsi espositivi al pubblico saranno direttamente i curatori dei vari musei. Questo contatto diretto tra chi crea le esposizioni e chi le visita è stato pensato per permettere a tutti di comprendere nella loro totalità il lavoro e l’idea che si celano dietro una determinata scelta curatoriale, capendo quindi di conseguenza meglio l’arte che si va ad incontrare tra le sale del museo.

Gli incontri, compresi nel costo standard del biglietto, saranno con cadenza settimanale e dureranno mezz’ora ciascuno: per scoprire il calendario, si può consultare il sito del Comune di Roma. Promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, non vogliono essere una lezione frontale o la classica visita guidata, bensì un appuntamento informale in cui si cerca di coinvolgere i visitatori, mostrando loro lati inaspettati dei luoghi espositivi e raccontare qualche curiosità, divenendo quindi un appuntamento unico nel panorama culturale italiano.

I musei che parteciperanno a Curatore in sala sono: i Musei Capitolini, la Galleria d’Arte Moderna, il Museo di Roma in Trastevere, i Musei di Villa Torlonia, il Museo di Roma a Palazzo Braschi, i Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali, la Centrale Montemartini, il Museo Civico di Zoologia. Insomma, sono decisamente di primo livello le strutture coinvolte!

Curatore in sala propone dunque un approccio diverso e innovativo rispetto alla tradizionale conferenza o visita guidata: senza la pretesa di esaurire il discorso sulla conoscenza dell’oggetto o del suo contesto di appartenenza, questi incontri vogliono piuttosto avvicinare il pubblico dei non esperti (e non solo) alla frequentazione del museo come luogo di conservazione e mediazione culturale di un patrimonio vario e complesso, di forte interesse sociale oltre che strettamente culturale.

Centrale Montemartini

Perché si è scelto di esporre le opere proprio in questo ordine? Perché si è scelta quell’illuminazione e quel colore per le pareti? Perché si è scelto di impostare le didascalie in un determinato modo? Quale lavoro interpretativo è stato fatto sulle opere? Tutti questi interrogativi che spesso rimangono insoddisfatti potranno finalmente trovare una risposta avvicinando il pubblico e coinvolgendolo nell’attività culturale e museale della città di Roma.

In un’Italia sempre in bilico tra l’apprezzare il proprio patrimonio e l’ignorarlo, tra le lunghe code nelle Domeniche al museo e i dati che parlano di un altissimo numero di italiani che nell’arco di un anno né legge un libro né visita un museo, Curatore in sala si presenta come un’iniziativa che può attirare magari chi si sente “respinto” dai musei e entusiasmare gli appassionati d’arte abitué dei luoghi della cultura. Inoltre vuole dimostrare come chi lavora dietro le quinte non è volutamente distante dal pubblico, anzi, il suo obiettivo è proprio questo questi comprenda al meglio tutto il percorso facendo sì che nessuno ne sia escluso.

La speranza è quindi che questi appuntamenti, che purtroppo si concluderanno il 3 agosto, riscuotano tanto successo da essere prolungati e quindi replicati in tutta Italia, affinché in ogni museo il visitatore abbia la possibilità di “far sua” la collezione esposta.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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