“Oltre le stelle”: la misticità del paesaggio in mostra al Musée d’Orsay

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Oltre le stelle: la misticità del paesaggio in mostra al Musée d’Orsay

Croce nera con stelle blu, Georgia O’Keeffe (1929)

Il Musée d’Orsay di Parigi sorprende i suoi visitatori con una mostra dal titolo Au-delà des étoiles (Oltre le stelle), visitabile fino al 25 giugno: organizzata in partenariato con l’Art Gallery of Ontario di Toronto, accoglie una raccolta di capolavori incentrati sul tema del paesaggio mistico di alcuni degli artisti più importanti dell’ ‘800 e ‘900, da Claude Monet a Giorgia O’Keeffe passando per Vincent Van Gogh, Vasilij Kandinskij, Paul Gauguin, Maurice Denis, Ferdinand Hodler, per citarne alcuni.

La scelta di taluni pittori di esprimersi attraverso la rappresentazione di un paesaggio onirico e incantato trova corrispondenza nel concetto per il quale l’uomo, non avendo certezze sul mondo e sulla realtà che lo circonda, la interpreta secondo il proprio modo di osservare e il proprio credo soggettivo. In particolare, la corrente simbolista della seconda metà dell’800, scontrandosi con il pensiero positivista e razionalista, parte proprio da questo concetto per proporre un’arte non tanto imitatrice del mondo, bensì rivelatrice di un’idea individuale: la verità, così come dettava il filosofo Henri Bergson, non è raggiungibile per mezzo della percezione del reale, ma grazie all’intuizione che è una comprensione istantanea delle cose e non filtrata dal ragionamento logico. L’imperativo è dunque andare al di là delle stelle e cioè della realtà visibile e delle apparenze fisiche per accostarsi ai misteri dell’esistenza. Il paesaggio si rivela quindi come fondamento delle ricerche di questi pittori, il luogo per eccellenza deputato alla contemplazione e all’espressione dei sentimenti interiori.

Il seminatore, Vincent Van Gogh (1888)

Il percorso espositivo si snoda attraverso centoventi opere raggruppate in sezioni differenti: la Contemplazione, intesa come capacità della realtà di destare un’osservazione attenta, è ravvisabile nelle opere di Monet, Van Gogh e ancora Klimt in quanto suscitano nello spettatore una sensazione di trascendenza, e gli oggetti rappresentati si dissolvono a beneficio del gioco cromatico. Il tema del Bosco sacro espresso nelle tele di Gauguin e i pittori Nabis è invece quello che più di tutti fa riferimento al simbolismo nell’interpretazione della natura come tempio sacro investito dall’invisibile e dal soprannaturale. I Divisionisti come Segantini e Pellizza da Volpedo sono invece inquadrati nella sezione chiamata Il Divino e la natura dove il paesaggio si esprime per evocare il divino in ogni aspetto del creato. Con L’idea del Nord assistiamo alla celebrazione di luoghi freddi, innevati e isolati, atemporali e selvaggi come  certi tipici paesaggi scandinavi che sono patria dei noti Willumsen, Strindberg o Fjaestad.

Più intimista ed affascinante è  invece il tema dedicato a La Notte, argomento caro a tanti pittori e soprattutto ai simbolisti per i quali è anche la notte dell’anima, carica di significati spirituali, simbolo di morte, silenzio, solitudine, nonché mezzo possibile di unione con il Divino. Infatti con la sua Notte Stellata sul Rodano Van Gogh associa lo studio dei giochi di luce a una ricerca interiore dalla connotazione fortemente mistica.

Sopra Vitebsk, Marc Chagall (1914)

La sezione rivolta ai Paesaggi devastati, include artisti come Paul Nash e esponenti del gruppo canadese dei Sette i cui dipinti riflettono le drammatiche conseguenze della Prima Guerra Mondiale: morte, distruzione, desolazione dei paesaggi. L’uomo è tuttavia presente, come in Chagall laddove vaga  spaesato ed errabondo nella desolazione di una Vitebsk innevata.

Il percorso espositivo si conclude con Il cosmo: Arthur Dove e Georgia O’Keeffe vogliono sondare la vastità dell’Universo e dello spazio come luogo dell’immaginario universale, oltre le nuvole, oltre il conoscibile e il tangibile.

Au-delà des étoiles. Le paysage mystique de Monet à Kandinsky
Musée d’Orsay, Parigi
Dal 14 marzo al 25 giugno 2017

Laura Pani per MIfacciodiCultura

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