L’eloquente universo dell’artista giapponese Takashi Homma in mostra a Milano

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L’eloquente universo dell’artista giapponese Takashi Homma in mostra a Milano

Mushrooms from the forest

Takashi Homma (Tokyo, 1962) è un fotografo contemporaneo giapponese tra i più apprezzati fin dagli anni Novanta, ora protagonista dell’esposizione La città narcisista. Milano e altre storie che vede Homma per la prima volta in Italia in una mostra personale e che sarà visitabile fino al 26 maggio 2017 presso la galleria milanese Viasaterna.

La mostra, un vero e proprio viaggio all’interno dell’universo di Takashi Homma, si articola in tre differenti sezioni tematiche distribuite nei vari spazi della meravigliosa location di Viasaterna. Un’atmosfera malinconica e sognante avvolge il visitatore che si ritrova a muoversi da una stanza all’altra con gli occhi pieni di stupore, guidato da una dolcissima melodia che scoprirà poi essere la colonna sonora di una toccante opera video situata al piano inferiore dello spazio. I tre nuclei tematici proposti dall’artista sono la città, l’interazione tra uomo e natura, il concetto di visione e rappresentazione legato al mezzo fotografico.

Milano fa da protagonista alla prima sezione, come giù preannunciato nel titolo dell’esposizione. Gli scatti inediti della serie The Narcissistic City, realizzati nel gennaio 2017, ci mostrano una Milano come non la abbiamo mai vista, immortalata con la camera ottica, così come Canaletto  aveva rappresentato la sua amata Venezia più di tre secoli fa. Da qui la scelta di utilizzare l’aggettivo “narcisista” per definire il capoluogo meneghino: Milano che si specchia, che si riflette, Milano che si auto-rappresenta, sempre bellissima. Un simbolo fra tutti, il Duomo. Takashi Homma lo propone in una versione modernissima, ma con il sentimento di un tempo lontano: capovolto, immerso nella nebbia, in un’atmosfera sbiadita e densa di mistero.

New Waves

La seconda sezione vede gli scatti che Homma ha realizzato nel corso degli anni e in varie parti del mondo ad alcune celebri architetture, tra cui quelle di Le Corbusier e Alvar Aalto. Il nucleo della ricerca è la visione. L’attrazione che Homma ha per le finestre non ha precedenti: finestre che danno sull’esterno, sull’interno, per vedere fuori e dentro contemporaneamente. Finestre che sembrano le monadi descritte dal filosofo Leibniz, nuclei di materia non specificata racchiuse dentro loro stesse e specchi concentrici del mondo esterno allo stesso tempo.  Oltre alle immagini, in questa sezione troviamo anche un’installazione: al suo interno sono posizionati, a conferma di quanto detto, alcuni binocoli, strumento della visione per eccellenza.

Il percorso tematico che analizza il legame tra uomo e natura è articolato in tre serie, tutte molto toccanti. In New Waves le onde del mare sono riprese ogni anno dopo lo tsunami del 2011. Sono onde di un azzurro intenso, così perfette da sembrare irreali. Lo spettatore viene attraversato da quello stesso sentimento di unheimliche (il perturbante) che Freud utilizzava per descrivere quello straniamento che si prova quando qualcosa è avvertito come familiare ed estraneo allo stesso tempo. Similmente accade con l’osservazione della serie Mushrooms from the Forest (2011). Takashi Homma fotografa i funghi nei boschi intorno alla centrale di Fukushima: i funghi, che generano dalla terra, sono tra gli elementi maggiormente sensibili all’inquinamento nucleare, una sorta di serbatoio radioattivo che riuscirà a tornare puro solo quando lo saranno nuovamente anche le piogge ed i terreni. Il fungo diventa quindi il simbolo della memoria, del cervello collettivo e intimo insieme (che ricorda anche nella forma) che non può rimuovere un evento tanto drammatico quanto quello dell’esplosione della centrale di Fukushima. Trails (2009) infine, delicato e toccante insieme, è la storia dell’inesorabile fuga dalla morte e delle tracce di vita che lasciamo dietro di noi quando questa ci trascina via inesorabilmente. Questo viaggio, pittorico e fotografico, ci porta su superfici innevate, dove le tracce di sangue dei cervi feriti dai cacciatori si fanno scrittura e ci raccontano quanto ogni cosa sia terribilmente bella e dolorosa allo stesso tempo.

Trails

L’esposizione di Takashi Homma si pone come una sorta di finestra aperta sul mondo, inteso come nucleo condensato che racchiude in sé gli opposti della vita e della morte. Un finestra da cui possiamo sporgerci per guardare dentro e fuori da noi stessi, consapevoli che questo processo potrà essere dolorosissimo. Nonostante tutto, al di là dei vetri delle finestre create da Takashi Homma sembra però sempre esserci una natura luminosa e materna, pronta a sostenerci nell’abbraccio di un azzurro luminosissimo.

La città narcisista. Milano e altre storie
A cura di Fantom
Via Saterna Arte Contemporanea – Milano
Dal 21 marzo al 26 maggio 2017

Chiara Parodi per MIfacciodiCultura

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