“Loro”, i ragazzi dello zoo di Berlino, tra chi rimane e chi non c’è più

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Negli anni Ottanta Berlino era uno dei centri culturali più importanti d’Europa: artisti, cantanti e scrittori soggiornavano nella capitale tedesca, fonte di ispirazione per moltissime correnti artistiche. Oltre all’arte, la musica e la cultura, della Berlino di quegli anni si ricorda anche la tragica storia che colpì Christiane Vera Felscherinow (Christiane F.) e tutti quei ragazzini che nella cultura di massa sono ormai ben noti come i ragazzi dello zoo di Berlino.

"Loro", i ragazzi dello zoo di Berlino, tra chi rimane e chi non c'è più
Bagno del Bulowbogen, luogo d’incontro dei ragazzi

La storia di Christiane F. è ben nota a tutti: due libri e un film hanno messo in luce la tragica vita di una allora ragazzina che si rifugiò nell’eroina a soli 14 anni. All’interno dei due libri e del film vi sono molti altri personaggi citati e alcuni invece che non compaiono proprio, personaggi che proprio come Christiane finirono nel limbo delle droghe. Che fine hanno fatto oggi? Oggi chi sono i famosi ragazzi dello zoo di Berlino?

Alcuni di loro purtroppo non esistono più, vivono soltanto nella memoria di chi li ha conosciuti. Altri invece vivono ancora a Berlino e provano ad avere una vita normale, come Sabine.

Ha 57 anni, iniziò con l’eroina a 15 e ne ha fatto uso per 14 anni, oggi è ancora in terapia con del Polamidon. Conobbe Christiane al S.O.UN.D. nota discoteca di Berlino Ovest. Per 25 anni si è prostituita per poter comprare la droga, non ha mai cercato un lavoro vero perché i 1000 marchi a notte che guadagnava con le marchette altri lavori non permettevano di guadagnarli. A 28 anni ha abortito ed ora vive sola nel quartiere di Kreuzberg, nei pressi di Kottbusser Tor. Ha le gambe gonfie per una grave trombosi e a stento riesce a camminare e riceve dallo stato un sussidio per infermità.

"Loro", i ragazzi dello zoo di Berlino, tra chi rimane e chi non c'è più
Discoteca S.O.U.N.D. sulla Kurfürstenstraße

Una storia drammatica, proprio come quella di Peter, che prima della droga faceva l’apprendista pittore edile, ma dopo la dipendenza non ha più lavorato. Ha iniziato anche lui con l’eroina al S.O.U.N.D. e per 15 anni non ha mai smesso: ha conosciuto Christiane e tutti i ragazzi del giro. Oggi vive con un sussidio statale e dopo la tossicodipendenza ha svolto soltanto qualche lavoro occasionale in nero. Abita a Kottbusser Tor, non è più attivo sulle scene della droga ed odia i ragazzini che si fotografano davanti all’insegna della metro del quartiere con una canna in mano. Lui, la tossicodipendenza l’ha conosciuta per davvero ed è una cosa che non augura a nessuno: oltre ai danni fisici, ci sono danni psicologici e sociali che difficilmente si superano.

Anche se non vuoi, un passato come il nostro ti esclude tremendamente dalla società.

Peter ha un figlio di 34 anni con il quale ha perso i rapporti, una storia tragica che in fondo si aspettava, ma che non aveva mai previsto.

Sono tante altre le storie come quella di Sabine e Peter. C’è Klaus, che si traferì a Berlino nel ’91 da Friburgo, proprio dopo aver letto il libro di Christiane; Ralf, che dall’85, dopo la disintossicazione, lavora come tecnico informatico in un’azienda. Nell’82 ha pubblicato un libro risposta a Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, dal titolo Foto allo specchio – Una risposta ai ragazzi dello zoo di Berlino. La sua intenzione era quella di poter dire ai giovani che la droga fa veramente male e dare loro un filo di speranza, visto che tanti giovani ancora oggi fanno uso di eroina nonostante la consapevolezza dei danni irreparabili che causa.

Infine Teddy, che non è mai stato un eroinomane: era dipendente da alcol e marijuana e svariate droghe sintetiche. Dopo la disintossicazione Teddy vende giornali sulla metropolitana e per otto anni ha vissuto allo zoo di Berlino senza una fissa dimora. Oggi ha un appartamento alla periferia est di Berlino, che divide con il suo cane Lula.

v"Loro", i ragazzi dello zoo di Berlino, tra chi rimane e chi non c'è piùQueste sono solo alcune delle drammatiche storie dei ragazzi dello zoo di Berlino. Ognuno di essi, proprio come la nota Christiane F., ha la sua vita da raccontare e probabilmente per farlo un libro non basterebbe. Hanno fatto scelte sbagliate, dicono, sono caduti in una malattia che difficilmente vede una via d’uscita. Molti dei ragazzi dello zoo di Berlino sono stati fortunati: hanno ripreso a vivere, a cercare un lavoro, a cercare di dimenticare. Altri invece non ci sono più. Sono morti durante gli anni migliori della vita di un essere umano. Trovati senza vita nei bagni del Bahnhof zoo, oppure sulla Kurfürstenstraße.

Ragazzini di 15 anni appena, che la mattina andavano a scuola e il pomeriggio battevano per guadagnarsi qualche marco per comprarsi la roba. Ragazzini all’apparenza come tanti ma che già in tenera età avevano provato i drammi che riserva la vita; molti di loro cercarono rifugio nelle droghe per mancanza di attenzioni. I genitori erano sempre impegnati al lavoro, avevano la piena libertà ed autonomia di frequentare Berlino e tutte le sue insidie. Christiane e sua madre hanno sempre affermato che probabilmente una presenza stabile dei genitori non avrebbe causato tutto questo.

Giammarco Rossi per MIfacciodiCultura

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