“Unbounded”: la Cina di ieri e di oggi in mostra a Mantova

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Unbounded: la Cina di ieri e di oggi in mostra a Mantova

Restano pochi giorni per visitare l’innovativa e sorprendente mostra Unbounded, ora in corso nella suggestiva cornice della Casa del Mantegna a Mantova. La rassegna vede tra i suoi protagonisti dieci pittori cinesi contemporanei di fama internazionale e resterà aperta fino al 1° maggio.

Più che una semplice mostra espositiva, Unbounded cerca di inserire la propria voce in un dialogo tra tradizioni per poi aprirsi al tema del passato. La location mantovana, città ricca di storia e di arte, si sposa con l’innovazione delle opere presentate restando però a contatto con le fondamentali origini cinesi, a cui gli artisti attingono continuamente.

Già dal titolo, che può essere tradotto con illimitato e senza confini, si può leggere come un incontro tra passato e presente: i curatori della mostra hanno spiegato che fa riferimento alla volumetria della Casa del Mantegna, originale e innovativa per il 1476, anno della sua costruzione. Il cortile cilindrico all’interno dell’abitazione conferisce all’insieme un aspetto originale per il Rinascimento e l’intera costruzione sembra ruotare intorno a questo centro rotondo. Il cerchio disegnato più di cinquecento anni fa appare ancora di grande suggestione visiva, richiamo silenzioso a quell’idea di sconfinato e infinito usata per il titolo dell’esposizione.

Casa del Mantegna

Gli artisti e le loro opere, divise in tre gruppi, segnano un ulteriore ciclo senza conclusione usando la modernità e l’innovazione senza dimenticare la grande tradizione cinese. Sempre in bilico tra rinnovamento e antico costume, ogni angolo della bellissima casa del Mantegna appare illuminato da una cultura completamente diversa da quella Occidentale, seppur così complementare alle pareti che la ospitano.

I gruppi dei dieci artisti sono stati abilmente divisi dai curatori Eleonora Battiston e Zhu Tong in base al periodo storico in cui sono stati o sono tutt’ora attivi.

Il primo gruppo riunisce gli artisti meno recenti, quelli nati negli anni Cinquanta-Sessanta, legati in maniera diretta a stili occidentali tra cui si riconosce subito la Pop Art. Zhou Chunya, Tan Ping, Fang Lijun e Luo Quanmu hanno vissuto la luce dell’innovazione scatenata dopo la Rivoluzione culturale del 1966 e si sono quindi aperti allo studio dell’arte popolare europea e americana.

Nella seconda parte della mostra si possono invece osservare le opere di Ma Ke, Li Changlong e Chen Ke, artisti nati negli anni Settanta. Il loro lavoro cerca di staccarsi da quello occidentale per elaborare un progetto nuovo sulla base di un sentimento locale. Questo ritorno alle origini cinesi è quasi sicuramente dovuto al boom economico in cui questa generazione è cresciuta e alla nuova possibilità di vedere e conoscere il mondo con estrema facilità.

Questo sentimento si intensifica ulteriormente nell’ultimo gruppo, che ospita tre giovani artisti nati negli anni Ottanta: Bian Qing, Cai Lei  e Man Ling.

Grazie a Unbounded la città di Mantova, Capitale italiana della cultura 2016, regala ai suoi cittadini e a tutti i visitatori l’opportunità di esplorare un mondo lontano come quello della Cina, fatto di tradizione e innovazione, ma anche di immergersi in un ciclo “senza fine” che unisce culture tanto diverse quanto vicine.

无界- UNBOUNDED
A cura di Eleonora Battiston e Zhu Tong
Casa del Mantegna – Mantova
Dal 29 marzo al 1° maggio 2017

Giulia Toninelli per MIfacciodicultura

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