#1B1W – Le “Cavie” di Chuck Palahniuk: tra reality show e distopia

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#1B1W – Le Cavie di Chuck Palahniuk: tra reality show e distopia

Chuck Palahniuk

Chuck Palahniuk scrittore e giornalista statunitense, è noto principalmente per il suo romanzo  Fight Club, che lo ha reso celebre in tutto il mondo e da cui è stato tratto l’omonimo film cult. Tra i suoi libri più famosi ricordiamo anche Invisible monster (1999) e Soffocare (2001), ma oggi parliamo di Cavie, pubblicato nel 2005 ed edito in Italia da Mondadori.

Il racconto inizia con un raduno di persone che rispondono ad un annuncio: «Ritiro per scrittori: abbandona la tua vita per tre mesi». Incontreremo così ventitré personaggi che decidono di auto isolarsi dal mondo, rinunciando alla quotidianità, per scrivere il romanzo della vita. Si ritrovano in un vecchio cinema abbandonato, dove si raccontano uno ad uno, vivendo in mezzo ad una serie di palchi e vecchia moquette, con finestre murate e cibo liofilizzato, alla ricerca dell’ispirazione per raggiungere la celebrità. Un “decameron” post-moderno, attraverso cui l’autore ci racconta una storia molto intesa, ricca di significati nascosti.

Il tema principale del libro è la ricerca di fama e successo, eccessivamente e disperatamente voluti dai protagonisti, portando questa smania di gloria al paradosso. In tutta la trama troviamo un escalation di eventi che portano con goliardia, violenza e meschinità questi individui a cercare il tanto agognato successo: una serie di distopie che evidenziano la continua ricerca di popolarità nella società contemporanea, rendendo le vittime carnefici di se stesse. L’autore enfatizza molto questo aspetto, tanto da far sembrare il tutto un grande reality show, un Saranno famosi orripilante e macabro.

Palanhiuk accentua la parte horror del suo racconto. Mette in scena la parte più bieca dell’animo umano, quella più violenta e cupa. Insieme alle mostruosità che l’umanità può concepire, demolisce la società tutta attraverso le sue parabole, uccidendo i miti che regnano sovrani nella società contemporanea: i finti valori, il mito della bellezza, del successo e il potere.

Un libro con uno stile curioso, Cavie è non identificabile come un semplice romanzo. Infatti l’abilità dell’autore sta nell’intervallare la trama principale con i racconti dei suoi protagonisti e poesie che li raccontano. Questo espediente permette al libro di avere una trama per niente scontata e accattivante, e attraverso i racconti mostrare le vere storie dei vari scrittori rinchiusi nel bunker.

Lo stile di Palahniuk è schietto e sincero, molte volte duro. Brevi frasi e periodi rendono seducente tutto il racconto, così che la lettura risulta piacevole al lettore, nonostante la tragicità intrinseca della storia.

Nota curiosa di Cavie è che ogni personaggio è chiamato con il soprannome preso dal suo racconto, come “Madre Natura” o il “Reverendo Senzadio”, senza dunque dare nomi propri a nessuno. Altro espediente curioso è la narrazione: la storia principale è raccontata da un narratore onnisciente, che annuncia sin da subito l’oscuro presagio dalla storia e sembra composto dalla coscienza collettiva di tutti gli autori radunati nella casa degli orrori.

Cavie è un libro geniale e mostruoso insieme, che scuote gli animi, consigliato a chi va oltre alle parole, per cogliere il significato della tetra satira di Palahniuk. Da leggere per avere paura delle assurdità moderne.

Giorgia Chiaro per MIfacciodiCultura

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