#ArtSpecialUNESCO – La Villa Adriana di Tivoli

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Non lontano da Villa d’Este – importante esempio di villa rinascimentale italiana e sito UNESCO dal 2001 – sorge, nei pressi della città di Tivoli, un altro significativo bene patrimonio dell’umanità. Parliamo di Villa Adriana, inserita nella World Heritage List nel 1999 e punto di riferimento per famosi architetti del Rinascimento, del Barocco e del Neoclassicismo (quali Antonio da Sangallo il Vecchio, Francesco Borromini e Giovanni Battista Piranesi), che si ispirarono a questa per la realizzazione delle loro opere.

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Il teatro marittimo che presenta la sua particolare forma circolare

In quanto testimonianza dell’intensa attività edilizia avviata dall’Imperatore Adriano a partire dal 117 d.C., la Villa presenta al suo interno i resti di numerose strutture architettoniche che, nel loro complesso e secondo il progetto di Adriano, dovevano riproporre gli edifici di una città ideale in cui influenze greche, egiziane e romane dovevano coesistere secondo un’originale composizione.

Terme, ninfei, padiglioni, biblioteche, teatri e templi, oltre al Palazzo imperiale occupano, infatti, lo spazio visitabile del parco archeologico (circa 40 ettari) e sono in grado ancora oggi, nonostante il tempo passato e le gravi spoliazioni subite, di mostrare il loro fascino parlandoci al contempo della personalità eclettica dell’Imperatore.

L’Antinoeion, cenotafio del cinedo Antinoo (giovane bellissimo proveniente dalla Bitinia),  è il monumento che Adriano volle erigere in onore del ragazzo suo amante che, morto prematuro in circostanze misteriose (annegato nel Nilo nel 130 d.C.), iniziò ad essere venerato dall’imperatore come fosse un Dio.

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Plastico della villa che offre una panoramica dei diversi edifici che la compongono

A seguito degli ultimi scavi, terminati nel 2005, si è potuto attestare che il tempio, nella sua struttura e nei suoi ornamenti, doveva risentire, in modo preponderante, degli influssi egiziani. Infatti, non solo la data di inizio dei lavori è collocabile in un momento successivo al 134 d.C., periodo in cui si ritiene probabile il ritorno di Adriano dall’Egitto, ma anche gli stessi elementi architettonici così come le numerose sculture rinvenute, denotano un nitido richiamo al mondo delle piramidi.

Un ulteriore riferimento all’Egitto è rintracciabile nel Canopo. Tale costruzione si presentava come un colonnato intervallato da statue di arte ellenistica che, correndo tutto intorno alla centrale fontana di forma rettangolare, doveva evocare il canale che, sul delta del Nilo, collegava la città di Canopo ad Alessandria. Questa opera architettonica doveva essere stata concepita in origine quale ampio spazio nel quale accogliere maestosi banchetti, come è dimostrato dalla presenza, nel padiglione a esedra, dello stibadium, cioè del triclinio.

Tuttavia il più singolare degli edifici presenti nella Villa è rappresentato dal Teatro Marittimo che, momentaneamente chiuso al pubblico per restauro, si caratterizza sia per la sua forma circolare che per il fatto di creare un’area isolata rispetto al resto della villa. Infatti era possibile accedere a questo spazio, delimitato da un canale recintato da colonne ioniche, solo attraverso appositi ponti levatoi che lo collegavano con i luoghi adiacenti. Il Teatro Marittimo si configurava in tal modo come residenza privata dell’Imperatore all’interno della più ampia villa imperiale ed era dotato di tutti gli ambienti tipici delle domus, compresi l’impianto termale e le latrine.

Sala dei filosofi

Villa Adriana costituisce solo uno dei programmi edilizi voluti dall’Imperatore Adriano. Lo stesso si rese committente di altri interventi in materia edilizia in cui ricorre, tra l’altro, la struttura circolare. Ricordiamo a tal proposito la ristrutturazione del Pantheon che era andato distrutto a seguito di un incendio nell’80 d.C. e l’edificazione del Mausoleo di Adriano (attuale Castel Sant’Angelo), monumento funebre, che già nel suo primo impianto si distingueva per la particolare forma sferica. Se è vero che «Graecia capta ferum victorem cepit et artes inulit agresti Latio» (Orazio, Epistole, II, 1, 156) Adriano con le opere di cui ordinò l’esecuzione ci ricorda, ancora una volta, quanto importante divenne l’arte per gli imperatori romani che tutti, da Augusto in poi, se ne servirono per celebrare la propria grandezza.

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

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