#KeyWord – Quando leggere è sopravvivere: “Storia di una ladra di libri”

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#KeyWord – Quando leggere è sopravvivere: Storia di una ladra di libri

La domenica in teoria, è il giorno più adatto per riposarsi, e la lettura può essere una buona attività per rilassarsi, per prendersi una pausa, per riflettere un po’. Questa rubrica domenicale, quindi, può essere d’aiuto per allargare i nostri orizzonti letterari e artistici, a partire da coloro che dell’arte della parola hanno fatto la loro vita. Allora, attraverso #KeyWord andiamo alla ricerca delle parole chiave. Questa settimana è la volta di Storia di una ladra di libri e la scelta non è casuale: proprio oggi, domenica 23 aprile, si festeggia la Giornata Mondiale del Libro e la nostra parola chiave non può che essere questa, il libro.

Storia di una ladra di libriQuella della Storia di una ladra di libri, nota al grande pubblico per l’adattamento cinematografico del 2014 di Brian Percival (da cui sono tratte queste immagini) a partire dal romanzo di Markus Zusak, non è semplicemente una storia ambientata durante la Germania nazista, in cui si nota l’orrore di un regime che ha inflitto sofferenza su migliaia di persone a livello della loro vita quotidiana. È molto di più: è il racconto di una vicenda personale, quella di Liesel, che riesce a sopravvivere al dramma della guerra e della persecuzione che ha intorno grazie ai libri, grazie al potere della lettura che la cattura, portandola in un mondo parallelo, fatto di una pace e di una speranza che la ragazzina ha creato per sé, per resistere.

Il potere della lettura però compie un ulteriore miracolo: non salva soltanto Liesel, ma anche Max, il giovane ebreo che trova ospitalità clandestinamente nella cantina degli Hubermann, i genitori adottivi di Liesel. Saranno proprio loro a proteggerlo, facendo sì che le guardie tedesche non lo trovino per ucciderlo. Così a rischio della vita stessa, la famiglia salva un innocente proprio come la protagonista della storia salva i libri da un destino di crudeltà, di oblio e di ignoranza. Questo infatti è uno dei messaggi dell’opera: chi legge conosce, chi legge non dimentica, chi legge può trasmettere valori per la vita.

Materialmente, salvando i libri, la ragazza salva anche se stessa, perché riuscirà a evitare la morte causata dai bombardamenti proprio rifugiandosi in cantina, dopo essersi casualmente addormentata scrivendo sul suo diario, ricavato dal libro del Mein Kampf, che l’amico, appunto, le aveva regalato.

Storia di una ladra di libriI nazisti bruciavano al rogo i libri vietati durante il regime e con essi bruciavano le loro storie, le loro idee, i loro insegnamenti e ancora di più: la dignità di chi quei libri li aveva scritti e letti. Proprio a questo la piccola Liesel si oppone, per fortuna trovando il sostegno del padre adottivo, con il quale costruisce il proprio tesoro fatto di carta e di parole. Non appena impara a leggere, Liesel non si ferma più, si fa trascinare dalle pagine. Ma le sorprese per lei non sono ancora finite, perché sarà grazie a Ilsa Hermann (moglie del sindaco della città in cui vive) che troverà il suo paradiso della lettura, perché la donna, anziché denunciare il fatto che rubi libri dopo averla sorpresa, la incentiverà nella sua passione, introducendola di nascosto nella sua biblioteca.

Liesel mostra la capacità di farsi stupire da ciò che legge, gioisce ogni volta che impara qualcosa di nuovo, non si stanca mai di andare oltre quanto le è proibito. Stringe a sé i libri per conservarli nel suo cuore, sembra aggrapparsi alle loro pagine per il timore che glieli portino via. Per Liesel il libro rappresenta ciò che va oltre la Storia, oltre il male che ha visto con i suoi occhi; è il segno per un futuro nuovo da costruire. Perciò, in questo caso, aver compiuto un gesto apparentemente disonesto, l’aver rubato, non è stato altro che l’inizio di qualcosa di migliore.

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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