La Scapigliata – #aprilealmuseo è #danzaconlarte

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La Scapigliata – #aprilealmuseo è #danzaconlarte

Ad aprile, nei musei si balla. La campagna social, promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività e del Turismo, si arricchisce dell’hashtag #danzaconlarte. I visitatori sono invitati a rintracciare le opere d’arte che hanno come tema la danza e a condividerle su Instagram con gli hashtag #aprilealmuseo e #danzaconlarte.

Degas

La danza è una disciplina artistica che si esprime attraverso il movimento del corpo, secondo un ritmo interno. Nel corso della storia dell’arte, visiva, si è più volte tentato di catturare il movimento, di esprimere il ritmo interno e le emozioni ad esso connesse. L’Ottocento fin de siècle però è stato il periodo in cui il ballo è diventato soggetto privilegiato. Lo spirito della modernità, vivo a Parigi più che in qualsiasi altro luogo, è feroce, veloce e sguaiato. Vive sui palchi dei teatri e delle maisons close, beve assenzio e si avvolge nella seta e nel tulle. Sgambetta sulle punte delle petits rats de l’Opéra.

Lola de Valence dipinta da Manet nel 1862 sulla lunga onda della moda spagnola che colpito Parigi negli anni Trenta è abbigliata nel suo costume tradizionale. Il pittore la rappresentata in posa, con un piede davanti all’altro, pronta ad entrare in scena. «Tra tutte le bellezze che ovunque si possono vedere / capisco bene, amici, che il desiderio oscilla / ma in Lola de Valence inatteso scintilla / l’incanto di un gioiello nero e rosa» scrive Baudelaire celebrando la ballerina. Il ritratto conservato al Musée d’Orsay sarà visibile al Palazzo Reale di Milano sino al 2 luglio 2017, in occasione della mostra Manet e la Parigi Moderna. All’interno del medesimo allestimento, restando in tema #danzaconlarte, è possibile ammirare Il foyer della danza al teatro dell’Opéra (1872) di Degas e Il ballo (1878) di James Tissot.

Toulouse-Lautrec

La classe di danza dipinta da Degas tra il 1871 e il 1874 mostra un gruppo di ballerine mentre partecipano a una lezione al vecchio Teatro dell’Opera di Parigi, distrutto durante un incendio. «C’era in Degas una curiosa sensibilità per la mimica. D’altronde, le ballerine e le stiratrici che ha dipinto, le ha colte in atteggiamenti professionali significativi, il che gli ha permesso di rinnovare la visione dei corpi e di analizzare un gran numero di pose di cui i pittori prima di lui non si erano mai occupati […]. Si accanì invece nel ricostruire l’animale femminile specializzato, schiavo della danza o dell’amido, o del marciapiede; […], fanno pensare che tutto il sistema meccanico di un essere vivente può fare smorfie come un volto» scrive Valéry nel saggio che dedica al pittore.

Ballerina in mauve dipinta da Boldini nel 1885 non solo ci mostra l’interno di una sala da ballo, in cui due coppie elegantemente vestite scivolano sicure sul parquet, ma ci testimonia la passione per il colore mauve, caratteristico della moda del periodo. L’opera, proveniente da una collezione privata, sarà visibile al Complesso del Vittoriano, a Roma, fino al 16 luglio 2017, in occasione della mostra Giovanni Boldini.

Dressage des nouvelles par Valentin-le-Désossé dipinto da Toulouse-Lautrec nel 1890 è ambientato nel salone centrale del Moulin Rouge, sul cui parquet Valentin-le-Désossé è impegnato con una novella ballerina. Il ballerino è in realtà un mercante di vino che in quegli anni si divertiva ad animare le notti dei parigini ballando con una delle stelle del Moulin Rouge, la Goulue, la sfrenata quadrille naturaliste. Moulin Rouge: la Goulue del 1891 li ritrae entrambi. In un articolo apparso sul Figaro illustré si legge: «Arrivarono proprio nel momento psicologico in cui la Goulue stava eseguendo un passo impossibile da descrivere: balzi da capra impazzita, rovesciamenti all’indietro da pensare che si sarebbe spezzata in due, voli di gonne. Il pubblico scalpitava entusiasta».

La Danza dipinta da Matisse nel biennio 1909-1910 è una allegoria della danza. Un girotondo – ripreso dal gruppo centrale della Joie de vivre (1905-1906)- estremamente decorativo, dipinto con campiture piatte dai colori forti, decisamente fauvisti.

Boldini

Le noble faubourg. Boldini et la femme-fleur realizzata da Sem nel 1913 mostra il vecchio satiro Boldini mentre balla con una della sue donne-fiore. Sem arrivato a Parigi nel 1900 si dedica a ridicolizzare i personaggi più in vista di Parigi, e nessuno, nemmeno gli amici, come Boldini, sono esentati dalla sua ironia. «Per venticinque anni non ci siamo mai, per così dire, lasciati […] avenue du Bois, a Longchamp, ad Auteuil, da Maxim, a Deauville, sullo yacht di Helleu, non si vedeva che noi. Jean Lorrain, nelle sue cronache mondane, ci citava sempre insieme: Boldini, Helleu e Sem» ricorda Sem.

Fra i tesori conservati in Italia – e lontani anni luce dalle luci della ribalta della Ville Lumière – intorno al tema #danzaconlarte mi piace ricordare la Danzatrice di Taranto (II secolo a.C., Museo Archeologico), La Danza dei figli di Alcinoo di Canova (1790-92, Gallerie d’Italia, Milano) e La Danza Macabra di Paolo Vincenzo Bonomini (1802-14, Chiesa di Santa Grata, Bergamo).

INFO :

Profilo Instagram del MIBACT : @Museitaliani

Veronica Benetello per MIfacciodicultura

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