L’Umana Commedia – Casella, l’umanità di un cantore e amico

L'Umana Commedia – Casella, l'umanità di un cantore e amicoL’Umana Commedia questa settimana si occupa del Purgatorio, la Cantica più viva e umana, e proprio in questo ambiente fatto di perdono e misericordia compare la figura di Casella, grande amico di Dante.

Il musico e cantore toscano, di cui si hanno scarsissime notizie, appare al Poeta e a Virgilio nel secondo Canto della secondaCcantica, dove è collocato tra le anime dei penitenti che scendono dalla barca dell’angelo nocchiero sulla spiaggia del monte purgatoriale. Noi abbiamo ancora iniziato la scalata verso il Purgatorio, e ivi arrivano le anime che dovranno iniziare il loro percorso di penitenza e preghiera.

In questa ambientazione sovrannaturale, illuminata dalla fioca luce dell’alba mattutina, la barca si muove senza l’aiuto di remi e l’angelo risplende di una brillantezza troppo intensa – e divina – per essere sopportata dal troppo umano Dante.

L’umanità dei personaggi però continua a emergere preponderante in tutte le figure che scese dalla imbarcazione si accalcano intorno al Poeta, incuriosite e meravigliate dal suo aspetto diverso e dalla sua capacità di respirare.

Una delle anime sembra molto più sorpresa delle altre tanto che, spinta da uno slancio spontaneo e affettuoso: Dante per ben tre volte cerca di abbracciare l’amico, ma l’inconsistenza di una realtà corporea non permette però ai due di toccarsi in quel modo che in vita risulta quotidiano. Al Poeta però non serve un corpo fisico per riconoscere un caro amico e nel suono della voce dell’anima non fatica a riconoscere il suo amico di lunga data: Casella.

Io vidi una di lor trarresi avante 
per abbracciarmi con sì grande affetto, 
che mosse me a far lo somigliante.                             

Ohi ombre vane, fuor che ne l’aspetto! 
tre volte dietro a lei le mani avvinsi, 
e tante mi tornai con esse al petto.

vv 76 -81

Il cantore, morto qualche mese prima del loro incontro ultraterreno, viene ricordato dagli antichi commentatori danteschi come un musico molto apprezzato nella Firenze di fine Duecento. Nel codice Vaticano 3214 si trova inoltre il suo nome in calce a un madrigale di Lemmo da Pistoia, poeta del Duecento, che recita: «Casella sonum dedit» (lo musicò Casella), informazione che sembra confermare tutto quello che Dante racconta all’interno del Canto.

L'Umana Commedia – Casella, l'umanità di un cantore e amicoL’episodio del loro incontro ha un compito ben preciso, in quanto fa parte del processo di recupero dell’umanità di Dante, persa e dimenticata durante il suo viaggio infernale. Al poeta serve una umanità quotidiana, parte fondamentale della quale è il ricordo di una Firenze domestica, familiare, come l’aveva vissuta nella sua gioventù e non soltanto come la città delle sue lotte politiche. Di questa Firenze e della infanzia felice sono parte essenziale gli amici e i maestri: Casella è solo il primo di una serie di questi compagni di vita che Dante incontrerà in tutto il Purgatorio, La scelta cade su di lui probabilmente per via della sua recente morte, per rendere così credibile il fortunato incontro: ancora, infatti, non potrebbe aver cominciato il suo cammino di espiazione verso il Paradiso, essendo da poco passato a miglior vita.

È in questo momento che il Poeta, ancora scosso dagli orrori dell’Inferno e disorientato da un nuovo ambiente poco famigliare, fa all’amico la richiesta di intonare per lui un canto.

Casella non indugia nella richiesta e sceglie proprio una canzone dello stesso Dante, tratta dal Convivio, ovvero Amor che ne la mente mi ragiona.

Amor che ne la mente mi ragiona 
cominciò elli allor sì dolcemente, 
che la dolcezza ancor dentro mi suona.    

vv 112 – 114

La sua voce cristallina e i versi scritti dal Poeta appaiono carichi di una forza pulsante, una ritrovata bellezza persa tra i gironi infernali, che conquista non solo Dante e Virgilio ma anche tutte le altre anime.

La canzone scelta, esaltazione della filosofia ma anche dell’amore dedicato alla donna gentile della Vita Nova, rincuora Dante ma sembra anche essere un suggerimento sulle cose che lo stesso Poeta andrà ad approfondire durante il suo percorso di redenzione. Casella con la dolcezza della sua voce lo conforta e gli ridà umanità ma lo riporta anche agli errori giovanili del Convivio, testo che Dante non porterà mai alla conclusione.

L'Umana Commedia – Casella, l'umanità di un cantore e amicoLa conversazione con il musico ha un grande significato all’’interno della Cantica e va ben oltre le poche certezze storiche che si hanno sulla sua vita. La sua musica purifica i due protagonisti e li riporta in una dimensione terrena, fatta di cose semplici come l’amicizia, la melodia e la poesia. Cose che, al contrario del corpo, non si dissolvono con la fine della vita ma anzi, aiutano e addolciscono il percorso di redenzione.

L’incontro con Casella, fatto di domande frequenti e affannose, diventa il primo esempio di un nuovo modo di comunicare che nella prima Cantica era stato invece impossibile. Il musico sembra trasformarsi nell’emblema di una pace ritrovata in Dante, grazie all’umanità della sua voce.

 Giulia Toninelli per MIfacciodiCultura

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
By on aprile 21st, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

RELATED ARTICLES

Leave Comments

tre × quattro =

Su Facebook

Su Instagram

Su Twitter