Pietro Aretino: come vivere il sesso senza ipocrisia

Pietro Aretino: come vivere il sesso senza ipocrisia

Pietro Aretino

Pietro Aretino (Arezzo, 20 aprile 1492 – Venezia, 21 ottobre 1556) è autore di una vera e propria rivoluzione epistemica nella letteratura italiana rinascimentale, poiché i suoi celebri versi erotici e arditamente pornografici rappresentano un vero e proprio cambiamento di paradigma: si abbandona l’eterea letteratura medioevale, che aveva visto nei sublimi versi di Dante, Petrarca e nell’artificiosità della poesia provenzale la propria summa, per arrivare alla descrizione minuziosa dell’atto sessuale con un idioma appropriato al contesto. È d’obbligo citare il proemio dei suoi celebri e godibilissimi Sonetti lussuriosi (1526):

Questo è un libro d’altro che Sonetti,
di Capitoli, d’Egloghe o Canzone;
qui il Sannazaro o il Bembo non compone
né liquidi cristalli, né fioretti.
Qui il Bernia non ha madrigaletti,
ma vi son cazzi senza discrezione.

Il proemio sembra configurasi quasi come un ammonimento: lettori, non sperate di trovare tra i miei scritti i vagheggiamenti quasi romantici e di un tempo ormai passato e inattingibile come l’Arcadia descritta da Sannazzaro, oppure la moda neopetrarchesca di Pietro Bembo. No, cari lettori, aspettatevi soltanto la cruda descrizione dell’estasi del sesso.

John Donne

Il personaggio di Pietro non è soltanto controverso per la sua opera poetica, ma è anche misterioso per la sua vicenda biografica: egli è il frutto di una relazione tra un povero calzolaio, Luca del Buta, e Margherita dei Bonci, detta Tinta, una cortigiana molto apprezzata per le sue forme da artisti e scultori. L’autore non fece mai mistero di essere figlio di cortigiana, anima di re.

Pietro ebbe, probabilmente, l’opportunità di frequentare l’ateneo perugino e, subito dopo, divenne protetto presso il banchiere e armatore Agostino Chigi, che gli permise di entrare a contatto con la Curia romana. L’ambiente ecclesiastico risultò particolarmente difficile e sussiegoso all’Aretino, specialmente dopo l’elezione dell’austero papa di origine britannica Adriano IV. Da qui le sue pasquinate, le sue battute e le sue satire della vita religiosa affisse sulla statua di Pasquino, in Piazza Navona, una versione laica e dissacrante delle 95 Tesi luterane di qualche anno posteriori alle proposizioni del monaco tedesco. Per questo, nel suo carteggio, il poeta insiste di essere anima di re, in quanto ebbe modo non soltanto di frequentare la Curia, ma anche importanti signori dell’epoca, come Giovanni dalle Bande Nere. 

Ho già menzionato la centralità nell’opera di Pietro dei Sonetti, ma è necessario menzionare anche i Dubbi amorosi, opera coeva dei Sonetti. Si tratta di componimenti in ottave e quartine dove l’autore descrive i problemi legati al sesso di cortigiane, prostitute, mariti e inserisce delle battute in cui propone delle soluzioni. Si è già parlato del carattere innovativo della sua opera, ma mi preme evidenziare questo punto: in quanto scrittore rinascimentale, Pietro fa propria la scommessa antropocentrica e laica della sua epoca, abbandonando i vecchi schemi teocentrici del Medioevo e descrivendo azioni umane che nessun scrittore medioevale, anche il più ribelle, avrebbe mai osato fare. La descrizione dell’erotismo e del sesso, a mio parere, lo avvicinano al più importante poeta seicentesco inglese, quel John Donne che tratta l’eros come un argomento ormai assolutamente poetico e degno di essere affrontato.

Michel Foucault

Si uniscono ai Sonetti i Modi o Le Sedici Posizioni, un kamasutra rinascimentale realizzato da Marcantonio Romano, in cui si rappresentano scene erotiche della classicità che ritraggono celebri amanti (Antonio e Cleopatra) o divinità (Giove e Giunone).

Concludiamo queste riflessioni su Pietro Aretino su una nota filosofica: Foucault (1976) sintetizza che il sesso era diventato un argomento tabù con l’introduzione di quella che egli definisce pastorale cristiana, cioè un controllo poliziesco della esistenza da parte della Chiesa romana, la quale aveva rigidamente disciplinato anche la vita sessuale. L’Aretino, invece, dimostra la vitalità del sesso e dell’erotismo, nonostante l’imminente conclusione del Concilio tridentino e il trionfo di una moralità prossima all’ipocrisia.  

Andrea Di Carlo per MIfacciodiCultura

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By on aprile 20th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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