Bram Stoker, padre di Dracula e di tutti gli altri vampiri (forse non di quelli che luccicano)

Bram Stoker
Bram Stoker

Bram Stoker (Clontarf, 8 novembre 1847 – Londra, 20 aprile 1912) era uno scrittore irlandese che, indubitabilmente, deve la sua fama al libro che veniva pubblicato per la prima volta il 26 maggio 1897: Dracula.

Nonostante non sia il primo romanzo sui vampiri, scritto invece da Jhon Polidori (medico di Lord Byron), da quel momento in poi comincia la grande storia letteraria, cinematografica, fumettistica, musicale e non solo di un vero e proprio fenomeno culturale.

Nel cinema, il più famoso è Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola, interpretato egregiamente da Gary Oldman, accompagnato da Winona Rider, nel 1992. Ma se in questa rappresentazione il conte è un uomo affascinante e innamorato alla follia della perduta moglie, ben diverso è Nosferatu il vampiro (1922) che, per motivi di copyright, non poté prendere il nome di Dracula. Non sarebbe nemmeno mai arrivato fino a noi se Murnau, il regista, non ne avesse clandestinamente salvata una copia. Da allora, l’immagine dell’orrendo mostro che scappa alla luce del sole ha sicuramente fatto storia.

I più nostalgici, e un po’ malinconici, ricorderanno le numerosissime interpretazioni di Bela Lugosi tra gli anni ’30 e ’40. Nel 1931, diretto da Tod Browining, uscirà una delle versioni più celebri, tanto da essere selezionata per la conservazione nel Registro Nazionale dei Film negli USA. La vita di Bela, purtroppo, lo porterà a morire nell’oblio, da morfinomane, con l’amico e regista Ed Wood: l’attore venne splendidamente interpretato da Martin Landau nel film di Tim Burton (Ed Wood, 1994).

L’ultimo film sul più noto dei vampiri è del 2013, Dracula Untold, con Luke Evans come protagonista, dove forse si è cercato di attenersi di più alla realtà storica.

Ebbene sì, Dracula è esistito davvero. Al secolo, Vlad III Tepes di Valacchia (1431-1476): imperatore che ha lottato contro gli Ottomani, ricordato come l’Impalatore, elogiato per la sua battaglia all’infedele. Attualmente, infatti, sarebbe sepolto nella Cattedrale di Snagov in Romania, dove sarebbe stato portato dalle sue truppe. Per confondere il nemico si sarebbe travestito da turco. Talmente bene da venir ucciso dai suoi.

Eppure, c’è chi sia convinto che in quel sepolcro vi siano solo ossa di cavallo.

Dove riposa, allora, l’ispiratore di Bram Stoker?

A Napoli.

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Vlad III Tepes

Forse, la famiglia di Vlad era legata agli Aragona e cercò asilo in Italia, per scappare dagli Ottomani dopo la morte del signore di Valacchia. Ha fatto parlare, comunque, la lapide trovata a Santa Maria La Nova. Difatti, gli esperti sostengono che le inscrizioni siano in una lingua effettivamente sconosciuta; ma non è tutto. La lapide emanerebbe uno strano calore che, nonostante le analisi, non si capirebbe a cosa sia dovuto.

Il mito di Dracula ancora oggi, come possiamo notare, fa parlare.

La Marvel, ormai astutamente attenta alle tendenze che possono far meglio guadagnare, ha annunciato per ottobre una graphic novel sul vampiro più famoso di sempre, grazie alle leggende dei comics Roy Thomas e Dick Giordano. Non è il primo non-morto per la casa editrice: c’è anche il diurno Blade, interpretato al cinema da Wesley Snipes per ben tre film (Blade, 1998; Blade II, 2002 e Blade: Trinity, 2004).

Sono ancora molte le vesti in cui è stato interpretato Dracula, anche in chiave comica: Neslie Nielsen in Dracula Morto e Contento, nel 1995, di Mel Brooks, oppure nel nostro Fracchia contro Dracula del 1985, con Paolo Villaggio che si trova ad affrontare il padre di tutti i vampiri.

Per i più piccini (ma non solo), poi, nel 2012, è uscito Hotel Transylvania, dove Dracula ha aperto un hotel per mostri, per scappare dalla cattiveria degli umani (banditi dal castello). In Italia, è stato ridoppiato da Claudio Bisio, che ha reso ancor più simpatico il cattivissimo Impalatore. Da poco è uscito il seguito, Hotel Transylvaia 2, dove il conte diventa persino nonno.

I vampiri, insomma, incutono fascino e timore, o alle volte simpatia, dal 1987. Oggi, il fenomeno Twilight o The Vampire Diaries (ma anche Buffy, L’ammazzavampiri dei nostri pomeriggi degli anni ’90) ha mostrato come questa figura, misteriosa e portatrice di morte, abbia preso anche i connotati da storia amorosa. Per cui la bella umana timida e impacciata finirà per sacrificare la propria vita umana per vivere il suo amore immortale.

Cos’è che affascina, di queste figure? Che, ricordiamolo, alla base sono serial killer degni di una puntata di CSI?

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Bela Lugosi

Sono personaggi affascinanti, solitamente con il dono della persuasione, eleganti e inquietanti allo stesso tempo, come ci ha insegnato Tom Cruise in Intervista col vampiro (1994). Nonostante il rischio sia di trovarsi con il collo spezzato, c’è sempre qualche folle umano che li cerca e li ammira.

Sicuramente, c’è il richiamo dell’immortalità, mostrato sempre anche nel suo lato negativo: una vita immortale, alla lunga, può essere stancante, insignificante, se non hai nulla per cui vivere. E ci può ricordare di come sia meglio vivere la nostra misera vita umana, giorno per giorno, e renderla degna di essere vissuta.

Ma c’è anche quello strano assottigliamento della soglia tra bene e male: potenziali killer o bestie senza scelta? Ora, c’è chi ha provato ad aprire la via di un vegetarianismo vampiresco, per cui si potrebbero nutrire solo di animali. Personalmente, penso che questo sia un modo per ovviare un problema morale: c’è chi ci ha voluto vedere, addirittura, una metafora del cannibalismo. Altri, solo una metafora della società, che ci prosciuga fino all’ultima goccia di sangue, ma nonostante questo ci tiene legati a sé.

Ma, alla fine, fino a che punto possiamo accettare la morte del nostro simile? Uccidere per vivere, è lecito? Oppure bisognerebbe lasciarsi morire? Non l’ho mai vista come un elogio al cannibalismo, ma sicuramente un forte spunto di riflessione. Ci sarà sempre qualcuno più forte, che ci opprimerà, ammaliandoci con false promesse? L’immoralità del vampiro, può essere metafora di un’immortalità nel tempo, data dalla fama? Per cui faremmo di tutto?

E, effettivamente, ci è data una scelta tra bene e male, giusto e sbagliato, vero e falso? Esistono confini così netti?

Usa il tuo gusto estetico per cose più pure, uccidile come vuoi…. ma fallo! E non avere dubbi!

Tu sei un assassino, Louis!

Lestat de Lioncourt, Intervista col vampiro

 

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

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By on aprile 20th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing, Marta Merigo

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