Allarme bianco per la Grande Barriera Corallina: il 70% dei coralli ha perso il suo colore

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Allarme bianco per la Grande Barriera Corallina: il 70% dei coralli ha perso il suo colore

Allarme bianco per la Grande Barriera Corallina
Bleaching

La Grande Barriera Corallina australiana ci sta abbandonando: il 70% dei coralli non ha retto allo stress ambientale, sbiancandosi.
Il bleaching (sbiancamento) è un campanello d’allarme che i coralli mostrano in risposta a variazioni dell’ambiente per loro traumatiche, come l’aumento della temperatura o dell’acidità dell’acqua.
Forse non tutti sanno che i coralli sono animali e non piante acquatiche, piccoli polipi radunati in colonie, che vivono in simbiosi con alghe (le zooxanthellae) che conferiscono loro i colori sgargianti di cui siamo innamorati e il 90% circa del nutrimento, utile per la crescita, la riproduzione e la calcificazione.
Queste alghe fotosintetiche, quando captano un aumento della temperatura dell’acqua, tendono a produrre radicali liberi tossici per i coralli, che di conseguenza le espellono, rimanendo completamente bianchi.
Il fenomeno può essere reversibile, se le temperature tornano alla normalitá in tempi brevi, altrimenti i coralli esauriscono le riserve energetiche e non hanno altro modo per alimentarsi senza questa simbiosi.

Lo sbiancamento ha interessato sporadicamente negli anni passati alcuni punti delle barriere caraibiche, dell’Oceano Indiano e dell’Australia, ma mai si era verificato un evento così violento come quello registrato l’anno scorso.
Allarme bianco per la Grande Barriera CorallinaL’inquinamento insieme all’innalzamento delle temperature provoca malattie che rendono ancor più deboli i coralli, agevolandone la morte.

Ormai non è un mistero cosa provochi questo innalzamento delle acque (conseguente a quello della temperatura globale): l’effetto serra, l’inquinamento atmosferico che inesorabilmente si riversa in mari e falde acquifere, la noncuranza di noi umani che prima di proteggere abbiamo pensato a come sfruttare questi delicati ecosistemi per incrementare il turismo; noi che pensiamo ancora una volta di essere al centro della Terra e dei suoi equilibri con le nostre tonnellate di plastica e rifiuti gettati in mare, le trivellazioni ovunque si possa estrarre petrolio, le scorie chimiche e tutto ciò che pensiamo il mare possa fagocitare restituendoci poi una bellissima acqua cristallina in cui sguazzare.

Un’acqua che potrebbe distruggere con la sua potenza i nostri insediamenti costieri, se non ci fossero le barriere coralline e altri ecosistemi in grado di assorbire fino al 90% del suo potenziale d’urto: un esempio è stato l’uragano Wilma che nel 2005 colpì le coste del Messico.
Le barriere naturali offrono riparo dalla comune erosione dei litorali, dall’innalzamento del livello delle acque e dalla forza dei venti; sono inoltre più efficaci (e più economiche) rispetto ai sistemi frangiflutti artificiali.
Il bioma della barriera corallina comprende centinaia di specie, fauna e flora che coesistono in splendida armonia e perdere questo patrimonio sarebbe una conferma del fatto che non possiamo usurpare il pianeta in questo modo ancora per molto; inoltre rischieremmo di perdere specie ittiche utili alla biodiversità e all’attività di pesca.

Allarme bianco per la Grande Barriera CorallinaI tempi di crescita dei coralli sono centenari, mentre il processo di distruzione è ben più breve purtroppo. Vogliamo davvero che i posteri conoscano le meraviglie del mondo solo attraverso foto o filmati?

Possiamo ammirarle tutti, ma con responsabilità e rispetto, sia in vacanza che nel nostro piccolo a casa: evitare di camminare sui coralli durante la bassa marea, di portare a casa piccoli souvenir dal mare sono piccoli gesti che possiamo evitare. In generale poi, quello che può aiutare i coralli sarà d’ausilio anche per il resto della Terra: utilizzare mezzi pubblici o andare al mare con gli amici nella stessa auto, servirsi di detergenti ecologici e chiudere il rubinetto mentre ci laviamo i denti sono solo alcune sane abitudini che possiamo applicare e condividere senza rinunciare al nostro benessere.

Abbiamo ancora poco tempo per non causare danni irreversibili.

Mariachiara Manzone per MifacciodiCultura

 

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