La Venezia di Canaletto che divenne famosa in tutto il mondo

La Venezia di Canaletto che divenne famosa in tutto il mondo

Giovanni Antonio Canal detto il Canaletto, 1697-1768

Conosciuto in tutto il mondo con l’appellativo di Canaletto, il grande pittore vedutista Giovanni Antonio Canal nasce a Venezia nell’ottobre del 1697. Si avvicina alla pittura grazie a suo padre, pittore e scenografo teatrale, da cui apprende perfettamente l’uso delle tecniche della prospettiva. Canaletto però non è uno dei tanti pittori settecenteschi e ben presto emerge la sua pura autenticità.

Ma cosa rende le opere del Canaletto così uniche nel suo genere e apprezzate in tutto il mondo? Molto in voga tra i pittori settecenteschi vedutisti era l’utilizzo della camera ottica, una sorta di macchina fotografica primordiale in cui il pittore, dopo essersi coperto testa e spalle con un telo così da isolarsi dalla luce, ricalcava le linee e le prospettive degli edifici. Il tutto, mediante una lente, veniva proiettato al contrario su di un foglio e successivamente, dopo essere stato ingrandito in scala, il disegno veniva trasferito su tela. Canaletto nonostante utilizzasse anch’esso questa tecnica, non poteva dirsi del tutto soddisfatto. Non dimentichiamoci che il padre lo aveva cresciuto insegnandogli l’importanza dell’illusione nell’arte e sono proprio quelle rappresentazioni pittoriche troppo fedeli alla realtà che a lui stanno strette. Secondo lui l’originalità dell’artista sta nella sua capacità di migliorare la realtà «correggendone i difetti».

Canaletto, Il Bucintoro al molo il giorno dell’Ascensione, 1730

Una delle caratteristiche dei dipinti del Canaletto è quel qualcosa di ipnotico dovuto proprio ai ritocchi che apponeva ai riflessi e alla prospettiva, allargando il campo visivo.

Venezia, che per la sua bellezza quasi irreale aveva da sempre spaventato i pittori, «troppo bella per essere dipinta» avrebbe infatti affermato Monet qualche secolo dopo, non ottiene però lo stesso effetto su Canaletto che anzi trova terreno fertile nella città per esprimere a pieno la sua arte.

Nulla è lasciato al caso: nel dipingere le sue tele sceglie, mediante indagini accurate, precise condizioni di luce per ogni particolare momento della giornata e contrasti tra luce e ombra.

Canaletto, Regata sul Canal Grande, 1732

Tra i soggetti da lui prediletti, oltre alle splendide vedute sul Canal Grande, c’è sicuramente Piazza San Marco. Con il passare del tempo Canaletto inizia a diventare uno dei pittori più affermati nel ‘700, cresce il numero di opere a lui commissionate anche dall’estero, dai reali del Lichtenstein fino ad arrivare all’aristocrazia britannica. Nel XVIII secolo infatti, Venezia era una meta molto in voga per il Grand Tour dei giovani aristocratici. È in questo periodo che Canaletto oltre alle vedute inizia a cimentarsi con il genere delle rappresentazioni celebrative. Del 1730 è uno dei suoi capolavori più famosi: Il Bucintoro al molo il giorno dell’Ascensione, che successivamente rappresenterà in numerose varianti. Il dipinto raffigura una delle feste veneziane più sentite (ancora oggi esistente), ovvero lo sposalizio del mare: il giorno dell’Ascensione il Doge, gettando in laguna un anello consacrato, rinnovava il legame tra Venezia ed il suo mare. Ricco di particolari eseguiti con minuzia in cui la nitidezza delle figure è resa dai tocchi rapidi di colore, il dipinto porta però l’attenzione dello spettatore oltre le gondole in primo piano, che viene quindi catturata dalla bellezza del Bucintoro, l’imbarcazione rossa dalle sfarzose decorazioni alla destra del dipinto. L’intensità dei colori e le linee di fuga conducono inevitabilmente l’occhio in quell’esatto punto del dipinto.

Canaletto, Veduta del Tamigi e della City da un arco di Westminster Bridge, 1747

Di altrettanta importanza è Regata sul Canal Grande, altra opera celebrativa conservata oggi nelle collezioni dei reali d’Inghilterra.

 

Verso il 1740, trasferitosi in Inghilterra, Canaletto inizia a cimentarsi in rappresentazioni del tutto nuove per lui, abituato a dipingere vedute veneziane ricche di vita e movimento, infatti inizia a rappresentare i tipici paesaggi calmi e privi di architetture complesse della brughiera inglese.

Ritornato a Venezia nel 1757, realizza dei suggestivi dipinti notturni ed è nella sua città che rimarrà fino alla sua morte, avvenuta il 19 aprile 1768.

Maria Cristina Merlo per MIfacciodiCultura

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By on aprile 19th, 2017 in Articoli Recenti, Visual & Performing ARTs

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