Moglie e marito: un esilarante gioco di equivoci nel nuovo film di Simone Godano

Moglie e marito: un esilarante gioco di equivoci nel nuovo film di Simone Godano

Moglie e marito: un esilarante gioco di equivoci nel nuovo film di Simone GodanoLa commedia Moglie e Marito, del regista esordiente Simone Godano, racconta la storia di due coniugi in crisi, Andrea e Sofia: lui è un brillante neurochirurgo, lei un’ambiziosa conduttrice televisiva. Dopo 10 anni di matrimonio la coppia, dopo tanti anni di vero amore, si trova a pensare al divorzio. A causa di un esperimento scientifico, però, i due sono costretti a scambiarsi l’identità e a vivere l’uno nel corpo dell’altro.

A vestire i panni di lui è Kasia Smutniak, attrice affermata e protagonista di molte fiction televisive; mentre a vestire quelli di lei è Pierfrancesco Favino, attore pluripremiato, noto al pubblico per il suo ruolo da cattivo in Romanzo Criminale. Degna di nota è l’interpretazione di Valerio Aprea nel ruolo di Michele,  amico e collega di Andrea. Nel cast, hanno piccoli ruoli ma tutti significativi anche Gaetano Bruno (Cristian, il capo di Sofia), Francesca Agostini (Anna, la collega di Sofia) e Sebastian Dimulescu (Tommaso, il figlio di Andrea e Sofia).

La sceneggiatura del film è stata scritta da Giulia Steigerwalt – attrice statunitense che ha recitato nei film Come tu mi vuoi e Come te nessuno mai con Carmen Danza, mentre la Warner Bros Entertainment Italia, insieme a Matteo Rovere per Groenlandia e Roberto Sessa per Picomedia, si sono occupati della produzione.

Benché il genere cinematografico rimanda a molti cult hollywoodiani come Tutto Accadde un Venerdì di Gary Nelson, Victor Victoria e Nei panni di una bionda di Blake Edward,  Nella sua pelle di Megan Simpson Huberman e tanti altri, Moglie e marito riesce a contraddistinguersi in quanto racconta una storia surreale ma, al tempo stesso, realistica.

L’obiettivo del regista è quello di far identificare il pubblico sia in lei che in lui, senza creare schieramenti di genere. A rendere l’opera di Godano diversa dalle altre è stata l’interpretazione degli attori, i quali hanno evitato di ridicolizzare l’imitazione reciproca dei ruoli d’origine, evitando di cadere nei soliti cliché.

Attraverso questa inversione di corpi e di menti, Andrea e Sofia scoprono una diversa visione della quotidianità, del confronto e della comprensione tra uomo e donna caratterizzata da imprevisti e sviluppi. I due protagonisti si svestono delle proprie fragilità e cercano di ritrovarsi imparando ad accogliere, conoscere e apprendere le rispettive diversità.

Per il suo primo lungometraggio, il regista – che aveva girato insieme al fratello il corto noir Niente orchidee presentato alla Mostra del cinema di Venezia 2010 – ha scelto di lavorare con una coppia di attori ben calibrati che, seppur nuova sul grande schermo, ha dimostrato di avere un’ottima alchimia sia per le ottime gag che per l’energia. Favino e Smutniak hanno dichiarato che, per calarsi meglio nella parte, si sono osservati a lungo per non assumere i classici atteggiamenti forzati e stereotipati che avrebbero trasformato i due personaggi in macchiette.

Moglie e marito: un esilarante gioco di equivoci nel nuovo film di Simone GodanoIl  fil rouge dell’opera di Godano è sicuramente l’empatia che viene a mancare nei rapporti di coppia che attraversano un momento di crisi. La ricetta per far durare l’amore è quella di mettersi nei panni dell’altro per comprendere maggiormente le sue paure, le sue difficoltà e muovere dei passi verso la sua direzione.

Tra realismo e paradosso, il regista vuole far divertire il pubblico ma, al contempo, sensibilizzarlo maggiormente sia sull’universo femminile che su quello maschile.

Moglie e marito è un film leggero, divertente e emozionante che offre molti spunti di riflessione su argomenti sempre attuali come la famiglia, i rapporti sentimentali e le relazioni. Il tentativo dell’opera è stimolare una critica agli stereotipi di genere che ancora persistono nella società di oggi, ponendo l’attenzione sui difetti tipici dell’uomo e della donna che vivono in un’epoca che li ha resi incapaci di provare empatia anche verso chi dichiarano di amare.

Appartenere a qualcuno significa entrare con la propria idea nell’idea di lui o di lei e farne un sospiro di felicità.

Alda Merini

Fabiola Iannaccone per MIfacciodiCultura

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By on aprile 19th, 2017 in Articoli Recenti, SCREENs

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