#ArtSpecialUNESCO – Le aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata

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Le aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, tutte situate alle pendici del Vesuvio, vulcano oggi a riposo, a pochi km di distanza dalla città di Napoli, rappresentano uno dei siti UNESCO più conosciuti d’Italia.

Colonnato nella Villa di Poppea, rinvenuta con gli scavi presso Torre Annunziata

La fama di questi antichi centri urbani è legata, in primo luogo, al disastroso evento vulcanico che li colpì il 24 agosto del 79 d. C. (stando alla testimonianza scritta a noi pervenuta di Plinio il Giovane), giorno in cui il Vesuvio, dopo giornate di violente scosse, cosparse tanto gli edifici quanto gli abitanti – non scampati alla morte – di una fitta coltre di detriti, polveri e fango.

Dei templi, delle terme, delle ricche ville patrizie, degli ingegnosi esempi di edilizia urbana romana del I secolo d. C., dopo 25 ore di emissione da parte del vulcano di materiale lavico e ceneri, non rimaneva più nulla, tanto che il poeta romano Publio Papinio Stazio (40-96 d. C), nel Libro III della sua opera Silvae si chiedeva se mai le generazioni future avrebbero potuto credere che sotto quel manto di polvere e detriti un tempo era vissuta una intera civiltà le cui tracce erano ormai andate perdute.

Fu solo a partire dal XVIII secolo che, per volontà del Re Carlo III di Borbone, furono condotte, a Pompei e con alterne vicende, le campagne di scavi che, soprattutto nel XX secolo, portarono alla luce gran parte degli edifici oggi visitabili permettendo, a noi posteri, di recuperare la memoria storica di questi magnifici luoghi.

Tante le raffinatezze da elencare: affreschi, mosaici, statue, peristili, tutti indizi che ci suggeriscono quanto agiato fosse il modo di vivere degli antichi romani che qui decidevano di passare la villeggiatura tra paesaggi ameni, terme e ville.

A Pompei la Casa del Fauno, grande 3000 metri quadrati, è così denominata per la statua in bronzo raffigurante un fauno ritrovata al centro dell’impluvium, tipico bacino di raccoglimento delle acque, situato al centro di un cortile interno alle case dei facoltosi romani. La Casa del Poeta Tragico che è famosa non solo per gli affreschi raffiguranti scene teatrali e scene tratte dall’Iliade, ma anche perché al suo ingresso presenta il celebre mosaico con l’immagine di un cane e la scritta “Cave Canem“!

E ancora le terme, il tempio del Dio Apollo, la Basilica, il Foro e le cinta murarie che abbracciano la città ci danno l’idea di un centro per la villeggiatura attrezzato e protetto.

La statua del Fauno, al centro dell’Impluvium, nella Casa del Fauno, Pompei

Ad Hercolanum gli scavi iniziarono nel 1709. Tra i ritrovamenti più sensazionali sicuramente la Villa dei Papiri, in cui la cultura regnava sovrana data la collezione di sculture e la biblioteca ivi ritrovate. Dotate di spazi ampli e sfarzosi sono anche le ville oplontine, rinvenute nella località di Torre Annunziata, tra le quali la Villa di Poppea che presenta una articolata struttura architettonica, tra giardini, cortili, saloni e impianti termali.

Inserite nel 1997 nella World Heritage List, le aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata rappresentano una testimonianza unica di una tradizione culturale ormai scomparsa (III criterio); costituiscono un esempio straordinario di tipologia edilizia romana (IV criterio) ed anche una importante testimonianza di interazione tra le opere dell’uomo e l’ambiente (V criterio). Non basta tuttavia che le aree archeologiche in questione siano destinatarie di questo importante riconoscimento internazionale per vedere tutelata la loro integrità. Numerose sono infatti le opere di restauro cui le antiche strutture devono essere ciclicamente sottoposte. Le risorse economiche impegnate per il sostentamento di questo importante sito UNESCO hanno coinvolto nel passato anche i fondi europei e gli ultimissimi restauri hanno portato alla riapertura di 5 ville del sito archeologico di Pompei e alla costruzione di passaggi ad hoc per le persone portatrici di handicap, costituendo un grande passo in avanti in termini di valorizzazione del patrimonio culturale campano.

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

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