"Ozio creativo" di Domenico De Masi: l'evoluzione di "far necessità virtù"

Ozio creativo di Domenico De Masi: l’evoluzione del “far necessità virtù”

Ozio creativo, edito da BUR, all’apparenza può sembrare un ossimoro, ma il sociologo Domenico De Masi non a caso ha voluto associare questi due termini. Con Ozio creativo lo scrittore vuole sottolineare la sintesi tra piacere e dovere: lo svolgimento di attività lavorative e o studio mentre ci si diverte nel farlo.

Secondo uno studio recente non sempre “far necessità virtù” ripaga: il cervello umano sembra più propenso a svolgere attività creative in condizioni non estreme, quindi la fame o la sopravvivenza messa a dura prova non aiutano l’inventiva. Infatti le innovazioni e le invenzioni non nascono tanto dalla necessità quanto piuttosto dalla creatività, stimolata da un ambiente non stressante.
In natura provare cose nuove può comportare pericolo per l’animale, assaggiare un frutto nuovo può portare alla morte se velenoso. Gli animali cresciuti in cattività, quindi in un ambiente protetto, durante gli esperimenti si sono dimostrati più propensi a provare cose nuove. Dai risultati raccolti emerge chiaramente come un ambiente sicuro sia terreno fertile per l’innovazione e la creatività.

Domenico De Masi riassume bene i risultati degli esperimenti con Ozio creativo. Nella società post-industriale, spiega il sociologo, due terzi dei lavoratori svolge attività celebrali, dove la fatica fisica legata all’attività lavorativa viene a mancare. In questa nuova dimensione è possibile mescolare il piacere dell’ozio con il dovere dello studio e del lavoro. Con ozio De Masi non intende la passività quanto l’atto creativo, pratico e lavorativo esente dalla fatica fisica e mentale.

In una dimensione in cui si annullano i confini tra dovere e piacere e si elimina la componente faticosa, si recupera e stimola la componente creativa. Se la creatività è figlia dell’opportunità nata in un ambiente favorevole, il lavoratore inserito in questo tipo di dimensione ha le concrete possibilità di aumentare la sua produttività. La creatività non è altro che la sintesi tra la fantasia, cioè l’elaborazione di nuove idee, e la concretezza tradotte in realtà, trovando un’applicazione nella quotidianità. Lavorando divertendosi mentre si crea ricchezza.

Domenico De Masi

Detto così suona tutto fantastico e semplicissimo, verrebbe naturale chiedersi perché nessuno ci ha mai pensato prima, ma il sociologo parlando di ozio creativo contempla un certo grado di impegno e realismo. Impegno nel crederci: se a volte la fede in qualcosa è solo una scelta e l’ottimismo risulta essere una pratica stancante e poco produttiva, credere nella realizzazione di qualcosa mentre ci si diverte nello svolgerla ricorda molto un’attività ludica legata all’infanzia; realismo nel metterlo in pratica, nel fare, nel trovare una applicazione pratica. De Masi valorizza molto queste due componenti, l’ozio creativo non è realizzabile se viene a mancare una delle due: dalla somma di queste è possibile creare e produrre senza sentire la fatica ma addirittura divertendosi.

Questo tipo di ozio potrebbe rivoluzionare il metodo lavorativo nelle aziende: se il lavoratore svolge le sue attività quotidiane con piacere avrà maggiore opportunità di provare cose nuove, le innovazioni e invenzioni troveranno terreno più fertile.

Chi è maestro dell’arte di vivere distingue poco fra il suo lavoro e il suo tempo libero, fra la sua mente e il suo corpo, la sua educazione e la sua religione. Con difficoltà sa cos’è che cosa. Persegue semplicemente la sua visione dell’eccellenza in qualunque cosa egli faccia, lasciando agli altri decidere se stia lavorando o giocando. Lui, pensa sempre di fare entrambe le cose insieme.

Pensiero Zen  

Camilla Ghellere per MIfacciodiCultura  

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By on aprile 17th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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