Roberto Freak Antoni, il genio ribelle della musica italiana

Che cosa ti vuoi aspettare da un paese che ha la forma di una scarpa?

Roberto "Freak" Antoni, il genio ribelle della musica italiana
Roberto “Freak” Antoni

Mai banale, sempre pungente, polemico e soprattutto ironico, era Roberto Freak Antoni (Bologna, 16 aprile 1964 – Bologna, 12 febbraio, 2014). Artista polivalente, è stato lo storico leader degli Skiantos, band innovativa nata a Bologna a cavallo del movimento del ’77, a metà fra punk e demenzialità. Attraverso i libri e soprattutto le canzoni, ci ha lasciato un patrimonio artistico e culturale entrato nell’immaginario collettivo di tutti. La sua sottile ironia e la sua arte d’avanguardia hanno fatto di questo geniaccio una vera e propria icona.

Esponente massimo del ribaltamento del pensiero, ci ha insegnato, con la massima ironia, a guardare le cose da un altro punto di vista, da un’altra prospettiva. «Dio c-è…ma ci odia!» «Il sesso è peccato…farlo male» e anche «Toccatevi, perché l’amore è cieco». Citazioni storiche che hanno caratterizzato l’artista, autore di canzoni rock demenziale e anche di libri piuttosto impegnati come Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti e Per sopravvivere alla tossicodipendenza.

Roberto "Freak" Antoni, il genio ribelle della musica italiana
Roberto “Freak” Antoni

Di Freak si ricorda, oltre alle sue canzoni geniali e ai suoi libri, anche la sua autoironia e soprattutto l’arte d’avanguardia che portava sul palco. Non era da tutti quello che faceva insieme agli Skiantos nei concerti, ancora oggi ricordati come trip all’insegna del surreale e dell’assurdo. Lancio di ortaggi, parolacce, provocazioni al pubblico e t-shirt con slogan di ogni tipo, fino alla sperimentazione nel ’79 in cui portarono una cucina sul palco per prepararsi degli spaghetti invece di cantare. «Non capite un cazzo, questa è l’avanguardia, siete un pubblico di merda». Niente di cattivo, solo un’ironia ben cucinata e poi inserita in un manifesto rock che è Largo all’avanguardia.

Anche le sue canzoni sono piene di frasi profonde e divertenti, per lo più surreali, sarcastiche, precise e con un linguaggio attaccato al quotidiano, alla follia, alla vita: uno slang che diviene una lingua vera e propria, al punto da meritarsi anche la stima di svariati linguisti. Manifesti rock e spesso veri e propri tormentoni: tutti abbiamo cantato almeno una volta Mi piacciono le sbarbine, Gelati o la gettonatissima Kinotto.

Nemmeno un brutta malattia fermò l’animo libero e ribelle di Freak. Nella primavera del 2012, nel suo ultimo concerto con gli Skiantos, racchiuse la sua avventura con la band in un

35 anni di grandi insuccessi, anni precari e sempre dalla parte dei perdenti… l’avanguardia è sempre l’avanguardia, l’avanguardia è a perdere e noi sempre pessimi!

Bozzetto della scultura dedicata a Freak

A seguire applausi a scena aperta e anche commozione, sentimenti e schematicità sicuramente atipici nel mondo di Freak e degli Skiantos.

Dopo la sua morte, come avviene sempre, il suo mito ha avuto risalto nazionale. Molte cover di tanti colleghi, molte band nate sulla scia degli Skiantos e tante manifestazioni in onore di Freak. Sembra che tutti adorassero quella figura spesso tenuta lontana dai riflettori importanti, quasi a volerlo nasconderlo, perché troppo crudo, perché troppo vero.

Di recente, l’associazione WeLoveFreak ha espresso la volontà di realizzare una statua in suo ricordo tramite una campagna di crowdfundig. I suoi fans, i suoi colleghi e i gli amici contribuiranno al finanziamento dell’opera, affinché il suo ricordo e la sua arte siano sempre vivi.

Sono pochi gli artisti che hanno avuto o hanno la genialità di Freak. Tutti potranno provare ad imitarlo o magari a trovarne un’alternativa demenziale e geniale sufficientemente all’altezza: rimarranno, però, tutti tentativi futili. Nessuno dovrà sforzarsi di essere il nuovo Freak, nessuno dovrà in qualche patetico talent show o nell’ambiente sintetico sanremese, sforzarsi di ricreare un’icona come lui.

Perché Freak era unico e perché in fondo non se n’è mai andato.

Giammarco Rossi per MIfacciodiCultura

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By on aprile 16th, 2017 in Articoli Recenti, MUSIC
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