“Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown”: la vita come un’opera teatrale

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Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown: la vita come un’opera teatrale

Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown: la vita come un'opera teatraleSono arrivate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli 70 opere dell’artista Alessandro Kokocinski, in occasione della mostra Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown, in programma fino al 5 giugno 2017. L’evento, promosso ed organizzato dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, rappresenta l’ideale prosecuzione dell’esposizione realizzata al museo di Palazzo Cipolla a Roma nel 2005.

L’esposizione è costituita da dipinti, sculture, disegni e versi poetici ispirati alla metamorfosi della maschera, che è intesa da Kokocinski come mediatrice tra l’aspetto e l’essenza dell’uomo, poiché l’iconografia della maschera accompagna da sempre la storia dell’uomo e la storia dell’arte.
Il percorso si articola in sei aree: L’Arena, Pulcinella, Petruska, Sogno, Il Clown, Maschera interiore. Le sue opere si liberano sotto un ideale tendone da circo, mescolando tradizioni russe, realismo sudamericano, tradizioni pittoriche italiane e spagnole e elementi del teatro napoletano. Realtà queste vissute personalmente da Kokocinski che, nato nel campo profughi di Porto Recanati nel 1948 da genitori di origini polacche e russe sfuggiti al nazismo e alla guerra, si trasferì appena nato con la famiglia in Sud America, tra Paraguay e Argentina, dove lavorò in ambito circense e poi in teatro. Schedato dal regime militare argentino, si rifugia a Santiago del Cile dove espone disegni di denuncia politica. Dopo esser stato in Europa, a Roma, e dopo aver compiuto un viaggio tra il Sud-Est asiatico e la Cina, torna definitivamente in Italia dove fonda la compagnia teatrale Kosa e successivamente crea la Fondazione Alessandro Kokocinski per valorizzare la creatività dei giovani artisti.

La rassegna riflette la storia di un uomo tormentato, che ha sperimentato su di sé l’esilio, la persecuzione politica: è la storia dall’artista trasformata in arte. Le opere si propongono come spettacolo della fragilità umana, ma anche sinonimi di grida delle tante vittime dell’ingiustizia e della discriminazione.

Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown: la vita come un'opera teatraleI personaggi, che comprendono Pulcinella, Petruska, ma anche clown, non accendono sorrisi, ma al contrario sono messi lì per farci riflettere grazie alla classica giocosità dal volto malinconico. Questa tragicomicità è espressa al meglio in Ridi pagliaccio, aria dell’opera Pagliacci di Ruggero Leoncavallo: Canio, capocomico, rappresenta il concetto di “clown tragico”, che, nonostante il turbamento interiore, deve truccarsi e prepararsi per lo spettacolo, ed intona: «[…] Sei tu forse un uomo? Tu se’ pagliaccio! Vesti la giubba e la faccia infarina, la gente paga e rider vuole qua. […] Ridi pagliaccio sul tuo amore infranto!»

Un messaggio fortemente attuale quello che si cela dietro le opere di Kokocinski: il rispetto per la dignità umana, condizione indispensabile per la collaborazione e comprensione di popoli diversi; talvolta infatti traspare la componente politica delle opere. L’arte di Kokocinski nasconde il suo percorso esistenziale e interiore, per cui non si può separare l’uomo dall’artista.

Perché andare a vedere questa mostra? Sicuramente perché apre una serie di considerazioni che non sono né scontate, né recenti: hanno alle spalle concetti molto interessanti, come già detto, emergono riflessioni politiche e sulla condizione umana. Una delle similitudini più diffuse quando si parla di teatro è la vita stessa, intesa come un’opera teatrale appunto. Molti autori hanno paragonato le vicende umane ad una rappresentazione: Shakespeare in Come vi piace farà dire a Jaques che «Tutto il mondo è un palcoscenico sul quale tutti noi, uomini e donne, siamo solo attori, con le nostre uscite e con le nostre entrate ove ciascuno recita molte parti».
Pirandello sosteneva che ognuno di noi si mostra agli altri solo attraverso una maschera: secondo lo scrittore per muoverci sul grande palcoscenico della società ogni individuo porta una maschera, non svelando mai la sua vera identità.

Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown: la vita come un'opera teatraleLa produzione artistica di Kokocinski, come già detto, va letta in parallelo alla sua esperienza di vita: le sue sono opere che riflettono sull’interiorità dell’uomo e la stravaganza teatrale si alterna alla gravità della vita. Come scrive Paola Goretti, le sue opere sono colme di «paesaggi con uomini rotti, il canto di un disastro partorito a morsi e a morsi sputato nelle latrine». Un vibrante sedimento della memoria dell’umanità tra Vita, Maschera e Sogno.

Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown
A cura della Fondazione Alessandro Kokocinski
Museo Archeologico Nazionale, Napoli
Dal 7 aprile al 5 giugno 2017

Rosanna D’Alessandro per MIfacciodiCultura

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