#ArtSpecialUNESCO – Il Monte Etna

0 1.594

Se la scorsa settimana abbiamo fatto cenno ai vulcani non più attivi di Radicofani e dell’Amiata, le cui eruzioni sono state fondamentali per la stratificazione, avvenuta nei millenni, del suolo della splendida Val d’Orcia, per la settimana in corso abbiamo deciso di occuparci dell’Etna, ovvero di uno dei più importanti complessi vulcanici del Pianeta – la cui struttura principale è la più alta d’Europa – che dal 2013 è diventato Patrimonio dell’Umanità.

La città di Catania e sullo sfondo il Monte Etna
La città di Catania e sullo sfondo il Monte Etna

Molte sono le prerogative di questo giovane sito UNESCO. Si tratta, in primo luogo, di uno dei più attivi stratovulcani del mondo. Per stratovulcano si intende una particolare tipologia di vulcano dalla forma conica. Pendii ripidi, plasmati dalle eruzioni – tanto esplosive, quanto effusive – susseguitesi nel tempo, caratterizzano questa varietà di vulcani e la differenziano dai vulcani così detti “a scudo” che presentano, invece, fianchi più dolci formati da lave più fluide in grado di solidificarsi solo dopo aver raggiunto le valli.

Le lente e costanti emissioni di lava del vulcano catanese vengono monitorate e studiate da ben 2700 anni tanto che il materiale fino ad oggi raccolto tra le testimonianze delle antiche eruzioni, gli studi scientifici e i rilievi geologici effettuati, rappresentano una indispensabile fonte di informazioni per lo studio dei fenomeni eruttivi.  I dati in nostro possesso ci permettono di ricostruire la storia del Monte Etna individuando quattro fasi che lo stesso, da un punto di vista geomorfologico,  ha dovuto attraversare prima di apparirci così come oggi lo vediamo. Durante la Fase delle Tholeiiti Basali, che ha avuto inizio circa 500.000 anni fa, il Monte Etna si presentava nel suo stato embrionale: le eruzioni sottomarine (dove, oggi, si trova l’Etna, allora vi era il mare) davano luogo ad aggregazioni di depositi lavici le cui testimonianze possiamo ancora oggi vedere nelle località di Acicastello e di Acitrezza; risale a 200.000 anni fa, invece, l’inizio della seconda fase, detta la fase delle Tempie, durante la quale l’attività vulcanica si spostò verso la zona delle faglie delle Tempie e portò alla formazione di un piccolo vulcano a scudo ancora oggi osservabile tra Acireale e Moscarello. Il terzo momento storico è individuato come la fase dei Centri eruttivi della Valle del Bove. Risale a questo terzo periodo la nascita del cratere Terrafiglio, a ridosso del quale si sono sviluppate altre piccole bocche, tra cui quella di Cuvigghiuni. La quarta e ultima età, che ancora oggi il Monte Etna sta vivendo, è quella dello strato-vulcano[1]. Proprio in questa recente età, cominciata 60.000 anni fa, si è formato il vulcano Mongibello, l’edificio vulcanico principale dell’attuale Monte Etna, dove un tempo gli antichi pensavano ci fosse la fucina di Efesto, Dio del Fuoco.

Una delle bocche del complesso vulcanico del Monte Etna in eruzione

Anche la letteratura antica, in particolare quella greca, ci parla del fascino che l’Etna ha esercitato su drammaturghi quali Eschilo ed Euripide che presero ispirazione da questo spettacolare luogo per ambientare le loro tragedie. Ancora, di Pietro Bembo, umanista italiano del Rinascimento, è il saggio in latino intitolato De Aetna, pubblicato nel 1496, avente ad oggetto un dialogo tra l’autore e il padre Bernardo con il quale il Bembo offre una preziosa descrizione del Monte, non trascurando di introdurre discorsi sugli autori classici.

Nel 1987, ancor prima che il sito in questione divenisse Patrimonio dell’Umanità, è stato istituito il Parco del Monte Etna con lo scopo di preservare tutta l’area del complesso vulcanico, che si estende per circa 59.000 ettari, e di incentivare, nella medesima zona, attività ecocompatibili. Il Monte Etna inoltre non rappresenta solo una fondamentale tappa per gli scienziati della Terra, ma anche per i turisti e gli sportivi: dallo scii, al ciclismo, dalla corsa, all’escursionismo, numerosi sono gli sport praticabili. A poca distanza dal mare, in provincia di Catania sorge, dunque, il Monte Etna che dal 2013 rappresenta, insieme alle Dolomiti, al Monte San Giorgio e alle Isole Eolie, il quarto sito UNESCO italiano di origine naturale.

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

[1] Per una più approfondita analisi delle fasi geomorfologiche del Monte Etna, consultare il seguente sito.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.