Max Gazzè e il suo “Disordine d’Aprile”: “Alchemaya” al Teatro dell’Opera di Firenze

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Max Gazzè e il suo Disordine d’Aprile: Alchemaya al Teatro dell’Opera di Firenze

Max Gazzè, Atto Primo

Sabato 8 aprile è approdata al Teatro dell’Opera di Firenze Alchemaya, l’Opera Sintonica di Max Gazzè. Seconda tappa di un conciso Tour italiano, presentato lo scorso primo aprile a Spoleto, presso il Teatro Nuovo Giancarlo Menotti, e che si concluderà il 14 aprile all’Auditorium del Lingotto di Torino. Uno spettacolo suggestivo e surreale basato su di un’approfondita ricerca da parte dell’artista sull’esoterismo, al quale si è ormai avvicinato da una ventina d’anni.

Il tour prevede la suddivisione dello spettacolo in due atti. Durante il primo Max Gazzè, affiancato dall’Orchestra Sinfonica di Praga e Ricky Tognazzi, porta in scena l’originale opera sintonica. Il tempo è scandito sul palco da un regolare alternarsi tra letture di brani tratti da svariati testi, eseguite dall’attore e regista lombardo, e l’interpretazione di pezzi inediti scritti dal cantante in collaborazione con il fratello Francesco. Fa eccezione il brano di apertura, che consegna la chiave di lettura dell’opera: L’origine del mondo, unico pezzo edito del primo atto (M. Gazzè, La favola di Adamo ed Eva, 1998). Ad accompagnare il tutto il Libretto a cura di Francesco e Max Gazzè.

M. Gazzè e Orchestra, Atto Primo

Dopo una breve pausa il sipario di rialza per la seconda parte, dove il musicista ripropone i classici del suo repertorio, da Il solito sesso all’ultimo tormentone radiofonico La vita com’è, ri-arrangiati per l’occasione in chiave orchestrale. Sveste i panni “seri” dell’operista e avvisa il pubblico di poter fare lo scacione: la risposta è immediata, chi balla, chi salta, chi urla a squarcia gola. Max si prende la libertà di infastidire goliardicamente sia il direttore, sia gli strumentisti.

Intrusi fra l’orchestra, diretta dal maestro Clemente Ferrari, sono Salvatore Muffale al pianoforte, Roberto Procaccini ai Sintetizzatori e Arnaldo Vacca alle percussioni. L’eccezionale orchestrazione di classico e contemporaneo, quasi futuristico, genera un’alchimia, una fusione di generi, che crea un disordine iniziale nello spettatore medio desideroso di pop, ma che finisce per convincere tutti, anche i più ostili.

Un viaggio spirituale all’origine del mondo in rotta verso il futuro, dove «la conoscenza e la saggezza saranno tutte dimenticate. E sopravvivrà solo una memoria di dèi».

Ricky Tognazzi, Atto Primo

Un’ottima commistione tra analisi profonda e sfrontata ironia, che da sempre contraddistingue il ricercato lavoro dell’artista.

«Ho a noia la crosta terreste,
e la voglia di scendere ora
sotto
a vedere se queste frottole
di superficie
valgono ancora in assenza di luce.

Oppure, al contrario,
salire un momento
al putiferio delle stelle…
così, per il gusto di far l’imbecille
nel buio contesto del firmamento!»

Le sole e prossime tappe del breve tour si svolgeranno:

10/04/2017 – Napoli – Teatro San Carlo
11/04/2017 – Milano – Teatro Arcimboldi
12/04/2017 – Milano – Teatro Arcimboldi
13/04/2017 – Padova – Gran Teatro
14/04/2017 – Torino – Auditorium del Lingotto

Greta Canepa per MIfacciodiCultura

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