Escher in mostra a Catania: lo sguardo geometrico del reale

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Escher in mostra a Catania: lo sguardo geometrico del reale

L’allestimento della mostra

L’attenzione del visitatore, una volta entrato, è subito catturata da una parete bianca sulla quale viene proiettato un filmato che ritrae l’artista: è così che si apre Escher, la mostra dedicata all’incisore e grafico olandese, le cui perfette geometrie sono adesso ospitate presso il Palazzo della Cultura a Catania fino al 17 settembre. L’evento ha già riscosso grande successo a Roma, Bologna, Treviso e Milano ed è organizzato da Arthemisia e dalla Escher Foundation, in collaborazione con Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea (rispettivamente uno dei massimi esperti e il più grande collezionista privato di Escher in Europa). Autoritratto, Mano con sfera riflettente, Metamorfosi II, Relatività e Buccia: queste sono solo alcune delle oltre duecento opere esposte attraverso cui ripercorrere la vita e la carriera dell’artista.

Nato a Leeuwarden nel 1898, il giovane Maurits Cornelis Escher non eccelleva in nessuna materia scolastica fuorché il disegno, e già da ragazzino dimostrava di avere una grande passione per il puzzle. Cruciali per la sua crescita artistica furono l’incontro con il grafico Samuel Jesserun de Mesquita, suo maestro, e il successivo viaggio che lo portò nel 1922 a visitare l’Italia e la Spagna. Affascinato dal nostro Paese, continuò a farvi ritorno negli anni seguenti: la mostra presenta una selezione di opere ispirate dalle città dell’entroterra e della costa italiane e soprattutto dalla Calabria e dalla Sicilia, di cui l’artista raffigura l’Etna e la colata lavica che durò diciotto giorni nel 1928. A detta dello stesso Escher, gli anni trascorsi nel Bel Paese furono i più felici della sua vita; dopo il trasferimento avvenuto per motivi politici, egli e la sua famiglia vissero in Svizzera, in Belgio e infine in Olanda, dove l’artista si spense a settantaquattro anni nel 1972.

Mano con sfera riflettente

Nonostante esistessero già metodi di stampa più semplici, Escher decise di esprimersi ricorrendo alla litografia e alla xilografia, ovvero l’incisione su pietra e su tavolette di legno. La complessità di entrambe le tecniche era tale da spingerlo ad usare quasi esclusivamente il bianco e il nero. Diversi sono i soggetti che l’artista rappresentava nelle sue opere: oltre ai già citati paesaggi, ricorrono spesso pesci, volatili e farfalle, superfici riflettenti come specchi d’acqua e la Sfera sopracitata, e ancora poliedri e figure astratte paradossali ma geometriche. Con ogni probabilità è proprio quest’ultima la categoria delle opere di Escher conosciuta dalla maggioranza; in virtù di questo occorre sottolineare che, diversamente da quanto tali soggetti potrebbero indurci a pensare, il punto di riferimento per l’artista rimaneva spesso la realtà. «La sua arte nasce dalla capacità di lasciarsi stupire, meravigliare dalla realtà e dalla natura, viste attraverso la lente deformante e pure rigorosa della geometria», afferma in proposito Bussagli.

La mostra si articola in otto sezioni: Maurits Cornelis Escher: gli esordi; Escher, l’Italia e la Sicilia; Tassellazione; Metamorfosi; Struttura dello spazio; Paradossi geometrici; Lavori su commissione; Eschermania. L’esposizione si propone di essere il più interattiva possibile e, perché no, anche di far divertire i visitatori: sparsi lungo il percorso sono collocati degli schermi touchscreen grazie ai quali sfogliare digitalmente le pagine del diario dell’artista, e vi è anche la possibilità di comprendere in maniera più approfondita il modo di lavorare dello stesso Escher attraverso alcune “prove pratiche” relative alla Legge della buona forma, del pieno del vuoto e via dicendo. Una sezione sicuramente molto interessante è l’ultima, Eschermania, dichiarazione tangibile di come l’arte di Escher abbia finito per influenzare il cinema, la comunicazione pubblicitaria e persino gli artwork di famosi album ed LP.

Escher in mostra a Catania: lo sguardo geometrico del reale
Vincolo D’unione

L’esposizione dà quasi l’idea di un tuffo in un’altra dimensione lineare, schematica e puramente logica, così come la mente dell’artista alla quale è dedicata. Niente a che vedere con la freddezza del calcolo, però: nella sequenza di opere che si susseguono si riscontra sì il maturare di un pensiero artistico proiettato sempre più in avanti, ma anche il crescere di un uomo che dietro alle sue stampe ha celato quei luoghi che amava e quella Realtà da cui proprio non riusciva a staccarsi.

Escher
A cura di Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea
Palazzo della Cultura, Catania
Dal 19 marzo al 15 ottobre 2017

Anna Maugeri per MIfacciodiCultura

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