Alfabeta: l’ultima rivista del Novecento italiano e le sue illustrazioni in mostra a Modena

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Alfabeta: l’ultima rivista del Novecento italiano e le sue illustrazioni in mostra a Modena

Alfabeta è stata la più importante rivista culturale italiana uscita a cadenza mensile dal 1979 al 1988 per un totale di 114 numeri, patrocinata da nomi quali Umberto Eco, Paolo Volponi, Maurizio Ferrarris e Cesare Segre. Non parliamo di una rivista elitaria, ma à la page la quale ospitò interviste e dibattiti con nomi quali Richard Rorty, Lyotard, Ricœur e Baudrillard. Un esperimento culturale di grande respiro e di grande varietà, arricchita in ogni numero da disegni e illustrazioni di artisti, scrittori e poeti, tra loro eterogenei per affiliazione e generazione. Anche la veste grafica era non convenzionale: ogni numero aveva una propria illustrazione a tema, a indicare una rivista che non rimane statica, ma è sempre al passo coi tempi e con l’intenso lavorio intellettuale dell’epoca. Così si espresse un nome del calibro di Romano Luperini riguardo alla rivista:

L’ultima rivista del Novecento italiano, l’ultimo nucleo culturale che tiene acceso il dibattito letterario, politico e culturale fra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta.

Adesso questi lavori sono in mostra alla Galleria Civica di Modena (fino al 7 maggio): esposti troviamo più di sessanta opere realizzate da Goffredo Parise, Luigi Malerba fino all’illustrazione del primo numero a opera di Fausto Melotti. Plaudo a questa lodevole iniziativa in quanto ci riporta a un’epoca in cui il dibattito e la discussione in questo paese erano forti ed era ancora possibile diffondere cultura non soltanto a livello accademico, ma anche a livello demotico, per avvicinare tutti alla filosofia e al confronto con temi più o meno scottanti.

Fausto Melotti

Alfabeta e la mostra in corso a Modena sono l’occasione perfetto per riflettere sui guasti della nostra società, non soltanto a livello nazionale, ma anche (ahimè) a livello internazionale. L’imbarbarimento della dialettica pubblica e l’impoverimento della vita intellettuale hanno avuto per esito l’ostilità verso qualsiasi forma di investimento culturale (la cultura non produce PIL e, di conseguenza, non dà sufficiente guadagno), il mondo dell’istruzione è stato messo a soqquadro da tentativi di riforma che si sono dimostrati fallimentari, con ricadute nefaste sugli studenti e sui docenti stessi. La televisione  ci bombarda quotidianamente con slogan poveri di contenuti, con programmi sessisti e l’immancabile e deprecabile razzismo verso disgraziati la cui unica colpa è quella di fuggire da una guerra di cui noi Occidentali siamo i responsabili. Kant scrisse, nel suo celeberrimo libercolo Risposta alla domanda: che cos’è l’Illuminismo?, «Sapere aude»: come possiamo tuttavia conoscere e sapere e, di conseguenza, affrancarci dalla situazione corrente?

Sarebbe necessario trovare un equilibrio tra l’insegnamento delle materie umanistiche e scientifiche: qualsiasi studente dovrebbe essere preparato in modo adeguato all’uscita dalla scuola, non soltanto per poter affrontare un percorso accademico, ma anche per partecipare consapevolmente a dibattiti e discussioniIn secondo luogo diventa essenziale la divulgazione a più ampio raggio di riviste come Alfabeta: la rivista, adesso pubblicata soltanto online, dovrebbe tornare nelle edicole, a un prezzo accessibile, per poter far sì che tutti ne possano usufruire. Riviste come Limes oppure Formiche dovrebbero essere maggiormente pubblicizzate, uscire dalle librerie e circolare nelle scuole e nelle università.

Limes

La mostra modenese ha in sé un senso parenetico: vuole esortare gli italiani a preservare e conservare il nostro patrimonio artistico-culturale, che tutto il mondo ci invidia, ma che non sappiamo (o non vogliamo) mantenere.

Mi piacerebbe vedere ArtSpecialDay, un progetto giovane e fresco, in edicola: sarebbe una rivista dai contenuti interessanti, con punti di vista eterogenei e pronta a confrontarsi col mondo. Potrebbe essere il nuovo Alfabeta.

Alfabeta 1979-1988
A cura di Francesca Mora
Galleria Civica di Modena
Dal 25 marzo al 7 maggio 2017

Andrea Di Carlo per MIfacciodiCultura

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