Totò: il Principe della risata riceve una laurea honoris causa alla memoria

Totò: il Principe della risata riceve una laurea honoris causa alla memoria

Totò
Totò

Quasi 50 anni fa ci lasciava Antonio De Curtis in arte Totò  (Napoli, 15 febbraio 1898 – Roma, 15 aprile 1967), uno degli artisti più importanti e completi del nostro Paese. Il principe della risata tuttavia non ci ha mai abbandonato per davvero e i suoi film, le sue poesie e le sue canzoni sono ancora oggi una concreta testimonianza della genialità della sua arte. A tal proposito, su proposta di Renzo Arbore, l’Università degli Studi di Napoli Federico II ha assegnato proprio oggi a Totò una laurea honoris causa alla memoria in Discipline della Musica e dello Spettacolo. Storia e Teoria. “Il maestro del sorriso”, come lo ha definito Arbore stesso, non era infatti solo un attore comico ma un vero e proprio artista a tutto tondo. Questo importante riconoscimento gli è stato conferito dunque non solo come un atto per celebrare la sua illustre carriera, ma anche per onorare il grande uomo di spettacolo che si celava dietro ai suoi ruoli.

A tal proposito, la mostra antologica Totò Genio che si terrà a Napoli dal 13 aprile sino al 9 luglio appare come un’ulteriore occasione per ripercorrere l’intera produzione artistica dell’attore partenopeo e per rivolgere uno sguardo attento sulla sua figura. I luoghi che la ospiteranno saranno il Museo Civico di Castel Nuovo, Palazzo Reale e il Convento di San Domenico Maggiore, in cui sarà possibile seguire un percorso di mostre nella mostra volto a ricostruire la vita e l’arte di Totò a partire da filmati, fotografie, locandine, interviste e molti altri documenti. Organizzata in occasione del 50esimo anniversario della sua morte, la mostra si presenta così come un momento importante per riflettere sull’importanza di Totò nella nostra cultura. Inoltre, dal 26 aprile al 16 maggio si terrà a Castel dell’Ovo anche una rassegna d’arte dal titolo Che dici Totò? Il De Curtis dialoga con gli artisti. L’esposizione presenterà infatti diverse opere dedicate all’attore, realizzate da numerosi artisti italiani e internazionali in differenti stili: dalla fotografia alla pittura, dalla ceramica alla scultura.

Totò
Una scena da Totò, Peppino e la… malafemmina

Chi era dunque il principe De Curtis? Attore di teatro celebre soprattutto per aver partecipato a numerose opere d’avanspettacolo e di rivista tra gli anni ’30 e gli anni ’50, Totò approda al cinema riprendendo proprio la sua formazione teatrale e applicandola al grande schermo. A partire dalla fine degli anni ’40 la sua lunga avventura all’interno dell’industria cinematografica italiana è ormai avviata: Totò appare così in oltre 90 film, diventando uno degli attori italiani più prolifici della sua generazione, stringendo forti sodalizi importanti con registi del calibro di Steno, Mario Mattoli e Camillo Mastrocinque. Guardie e ladri, diretto proprio da Steno e da Mario Monicelli nel 1951, è uno degli esempi più brillanti delle grandi capacità attoriali di Totò. All’interno di una cornice neorealista, le varie vicissitudini che legano il suo personaggio a quello interpretato da Aldo Fabrizi diventano un trampolino di lancio per la commedia all’italiana, un genere per il quale Totò è tra gli indiscussi protagonisti. Le pellicole che lo vedono in coppia con Peppino De Filippo sono a tal proposito un ottimo esempio delle sue impagabili capacità comiche: tra le molteplici realizzate nel corso degli anni, una delle più importanti è sicuramente Totò, Peppino e la… malafemmina, diretta da Mastrocinque nel 1956. Il film, sebbene sia piuttosto semplice e lineare da un punto di vista narrativo, ha il grande pregio di mettere in mostra la sua bravura attoriale attraverso situazioni incredibilmente ilari e spesso ai limiti dell’assurdo (come la celebre sequenza della lettera).

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Totò in Siamo uomini o caporali

L’importanza di Antonio de Curtis tuttavia non si ferma allo schermo cinematografico e anzi lo trascende, tramutando la sua figura in una vera e propria icona culturale. A proposito di questo aspetto, è possibile infatti individuare l’influenza di Totò in diversi altri contesti, come quello sociologico e psicologico. Da questo punto di vista,  il testo di Salvatore Cianciabella Siamo uomini e caporali. Psicologia della disobbedienza (FrancoAngeli Edizioni, 2014) si presenta come un interessante studio che prende le mosse dal cinema di Totò per affrontare le dinamiche psicologiche che determinano rapporti come quello d’autorità. Il riferimento al film Siamo uomini o caporali diretto da Mastrocinque nel 1955 è evidente: chi può essere definito effettivamente un uomo e chi invece uno sfruttatore o un tiranno? Esiste davvero una dicotomia di questo tipo?

La laurea honoris causa appena assegnata a Totò appare così, in ultima analisi, come un segno di dovuto rispetto verso uno dei maggiori protagonisti del teatro e del cinema italiano: una figura che è riuscita, attraverso le sue opere, ad imporsi nell’immaginario collettivo e a cambiarlo, grazie alla sua bravura e alla sua simpatia. Antonio De Curtis è un esempio che, al giorno d’oggi, dovrebbe essere preso come vero e proprio modello di riferimento, se vogliamo che le nostre commedie tornino ad essere brillanti come quelle di un tempo.

Daniele Sacchi per MIfacciodiCultura

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By on aprile 5th, 2017 in Articoli Recenti, SCREENs

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