Dating App. L’amore al tempo di internet

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Dating App. L’amore al tempo di internet

dating appQualcuno le critica, altri approvano, molti tacciono e spesso le usano. Tutti ne parlano, ma a bassa voce. Parliamo delle Dating App, applicazioni gratuite a cui iscriversi per trovare l’amore o qualcosa che ci assomigli. Le possibilità sono varie: Tinder, Once, Happn, Badoo tutte apparentemente diverse, tutte essenzialmente uguali. Alcune ti propongono una quantità infinita di potenziali partner, altre cercano di fare le esclusiviste e concedono un “solo” pretendente al giorno. La sostanza non cambia.

Sono i nuovi luoghi d’incontro, quelli che pare spodestino locali, piazze, feste, concerti e cene corali con amici e amici di amici.
Usarli è facilissimo, si carica qualche foto di sé (tendenzialmente le migliori possibili), si scrivono quattro parole sulla propria personalità (ma non è nemmeno obbligatorio) e si aspetta.
Un algoritmo farà tutto per voi scegliendo arbitrariamente chi proporvi secondo delle presunte affinità, indicandovi anche a quanti chilometri di distanza (un po’ come quando si cerca un ristorante in zona) è localizzato il candidato, nel caso ci piacesse.
Apprezziamo, mettiamo un cuore e aspettiamo che l’altro ricambi, oppure no.
Se lo fa, possiamo iniziare a parlare in chat.
Da lì, a suon di frasi giuste si combina l’incontro. Forse.

Altrimenti, avanti il prossimo.

dating appDimenticatevi gli sguardi infiniti tra voi e il ragazzo sconosciuto al bancone del bar nella speranza che con una scusa qualunque venga ad attaccare bottone, niente più avvicinamenti all’orecchio dell’amico per sapere se conosce la ragazza che balla vicino alle casse, niente più fantasiose scuse per cercare di avvicinarsi alla persona che ha attirato la nostra attenzione tra la folla.

Niente più. Punto.

Con le app tutto va veloce come tanto piace alle nuove generazioni.
Non si perde tempo, e nemmeno la faccia.
Perché tutto questo sistema di incontri virtuali ci tutela da un’infinità di pericoli che abbiamo corso tutti prima che le inventassero.
I ”no” che prima prendevamo faccia a faccia, facendoci tornare mesti davanti alla nostra birra solitaria, qui diventano indiretti, celati, gestibili e l’autostima si preserva.
Nessun rischio di risultare ridicoli avvicinandosi a qualcuno che forse non ci vuole o semplicemente sta già con qualcuno.

Nessuna necessità di prendere il coraggio a due mani ed esporsi, rischiare, compromettersi.

Qui basta un dito su una x o su un cuoricino e tutto è risolto.
Anche sganciarsi da una abbaglio amoroso è agevolato. Ti annoi? Hai scoperto che forse il bicipite della foto non basta e la conversazione langue?
Niente paura, non servono scuse o educate frasi di concedo, basta cancellarlo e addio, non saprà più come rintracciarti.
Un aiuto concreto per fare nuove conoscenze, senza conoscere davvero nessuno.
Cancellando tutte quelle banalità quali le sensazioni a pelle, gli sguardi, i gesti, il tono della voce, ossia tutte le cose di cui ci si può innamorare.
E se vogliamo mettere da parte i sentimentalismi e focalizzarci sulla parte più carnale e avventurosa dell’utilizzo delle Dating app la questione può solo peggiorare.

dating appAccendere un desiderio fisico, fatto d’istinto e di corpo con qualche foto sembra qualcosa di davvero innaturale.
Si riduce tutto, amore o sesso che sia, allo sfogliare distratto di un catalogo, un catalogo di persone.
Qualcosa che assomiglia ai distributori automatici nelle stazioni, una vetrina in cui posso scegliere velocemente e con poca spesa uno dei prodotti proposti.

Peccato che quasi mai ci sia, lì in mezzo, qualcosa che davvero si desiderava mangiare. Solitamente si sceglie il meno peggio, per colmare quel buco allo stomaco, ora, senza troppa fatica, senza aspettare.

Quindi sì, le app d’incontri sono facili, veloci e rassicuranti.
E ci salvaguardano da diversi rischi.
Anche se un rischio c’è.
Quello di non incontrare mai gli occhi di quella biondina seduta di fronte a voi in metropolitana, perché siete troppo intenti a mettere cuori e croci sulle foto che scorrono veloci e rassicuranti sul vostro smartphone.

 Gloria Sacchi per MIfacciodiCultura

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