L’Autismo è Blu – 2 aprile, Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo

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L’Autismo è Blu. Blu sono le immagini scelte per celebrare il 2 aprile la Giornata Mondiale dedicata alla Consapevolezza dell’Autismo.
Blu. Come il colore che Picasso utilizzò per connotare le sue tele in un periodo cupo e travagliato della sua esistenza.
Blu. Come il mare quando si va troppo in giù – la profondità –, o come la notte quando si mangia i contorni di tutte le cose.

L'Autismo è Blu - 2 aprile, Giornata Mondiale della Consapevolezza dell'Autismo
Picasso, Nudo in Blu

Blu non è nero ma non è neanche azzurro. E le famiglie con persone autistiche stanno lì in mezzo, in un sentiero fatto di fatiche quotidiane, di desiderio di capire e di speranza.

Blu è la solitudine delle famiglie con persone autistiche, in un Paese dove si investe ancora troppo poco sulla ricerca, dove manca una assistenza qualificata che prenda per mano le persone che vivono questa condizione e le loro famiglie, dove gli insegnanti non hanno mezzi e preparazione adeguati per contribuire allo sviluppo e all’integrazione dei ragazzi autistici.

Blu è la vita spezzata delle famiglie con persone autistiche, dei genitori che si svegliano ogni mattina per combattere contro i fantasmi dell’Autismo con l’unica speranza di arrivare salvi la sera insieme ai loro figli, per poi ricominciare daccapo il giorno dopo. Ho sempre immaginato per questo che le famiglie con persone autistiche fossero grate alla notte e al sonno, quando tutto si ferma e puoi finalmente chiudere gli occhi e immaginare una vita diversa.

Blu sono le emozioni, le attese e le parole di chi vive accanto a persone autistiche. Perché ditemi voi che colore mai possano avere i “non ce la faccio più”, “non so più cosa fare“, “sono distrutto” ma anche “oggi Elisa mi ha fatto un sorriso” oppure “Tommaso mi ha detto mamma”.

Blu è la nostra consapevolezza sull’Autismo, che spesso ha le tinte forti della paura e del pregiudizio.

È difficile spiegare che cos’è l’Autismo perché di Autismo non ce n’è uno ma tanti − e gli addetti ai lavori parlano più propriamente di Disturbi dello spettro autistico (DSA). Per semplificare e farci capire, i medici e gli scienziati ci dicono che mentre noi cogliamo la visione di insieme del mondo che ci sta attorno, le persone autistiche hanno un’attitudine un po’ insolita e speciale a soffermarsi sui dettagli. Un dettaglio per una persona autistica può diventare tutto e l’elaborazione di quel dettaglio (che noi non vediamo perché noi vediamo l’insieme delle cose) diventa il mondo chiuso con cui la persona autistica interagisce e si confronta, e che sta alla base delle sue emozioni e delle sue reazioni. Che è un po’ come dire che se una persona autistica mi guarda, di me non vede la mia faccia, i miei occhi, la mia bocca, il mio naso, le mie espressioni, ma solo i ricci che ho in testa, e basta.

L'Autismo è Blu - 2 aprile, Giornata Mondiale della Consapevolezza dell'Autismo
Lucio Fontana – Concetto spaziale, Attese – Idropittura su tela, blu

E allora immaginatevi questo dettaglio che si ingrandisce e si prende tutte le cose reali che stanno attorno, e tu non vedi altro che ricci, dappertutto. E magari nell’amplificazione di questo dettaglio, i ricci prendono altre forme e diventano altre cose.

Una cascata di nuvole, ad esempio, dove starsene comodamente seduti − magari te ne mangi pure un po’ di quelle nuvole, sono buone, ti piacciono, e ti perdi nei tuoi pensieri. Gli altri da fuori ti vedono solo assente, non dici una parola – non lo sanno che tu stai seduto su una poltrona fatta di nuvole venuta fuori da una cascata di ricci; lo sai solo tu, e non puoi dirlo a nessuno perché quello è il tuo segreto.

Ma può anche capitare che quei ricci diventino onde minacciose, mare in burrasca, come una delle tempeste dei quadri di Turner. E allora è per questo che tu gridi e ti agiti, vorresti chiedere aiuto, ma non riesci a farlo, non puoi farlo. Che tu sia su una nuvola a sognare o impaurito su un mare in burrasca, quello è il tuo segreto, e non puoi dirlo a nessuno. Tu vivi praticamente in una bolla che ti isola dal mondo.

Tu sei solo in quella bolla, è vero. Ma noi no. Noi lì fuori siamo in tanti.

 

C’è una società che comincia finalmente a parlare di Autismo e che questa parola comincia finalmente a scriverla e a pronunciarla senza avere poi così tanta paura. C’è la tua famiglia che tiene in braccio te e la tua bolla fragile come cristallo. C’è una scuola che dobbiamo cambiare anche per te. Ci sono i medici che ti curano e c’è una scienza in cammino che ha ancora tante cose da capire su di te, e che sogna il giorno in cui l’Autismo sarà un po’ meno Blu e un po’ più Azzurro.

L'Autismo è Blu - 2 aprile, Giornata Mondiale della Consapevolezza dell'Autismo

E quando quel giorno arriverà saremo riusciti a fare un piccolo forellino nella tua bolla di cristallo per avvicinaci a te senza farti del male − perché in fondo quella bolla è il tuo mondo, la tua casa.

E mentre le stelle stanno a guardare, e magari una si staccherà delle pareti del cielo per realizzare questo sogno, a tutti noi spetta non voltarci dall’altra parte e alimentare la nostra consapevolezza.

E allora leggiamo, informiamoci, guardiamo ad esempio il bellissimo video che la Rai ha creato per spiegarci la vita chiusa in una bolla delle persone autistiche.

Di Autismo non si muore ma è difficile vivere.

E tutti dobbiamo fare la nostra parte, piccola o grande che sia.

Antonella Fumarola per MIfacciodiCultura

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