“It”: il film sul capolavoro di Stephen King arriva al cinema a settembre

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It: il film sul capolavoro di Stephen King arriva al cinema a settembre

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Il primo adattamento televisivo di It

Era il 1986 quando It, uno dei capolavori dello scrittore americano Stephen King, fu pubblicato per la prima volta. Dopo 31 anni, il romanzo del maestro dell’orrore arriva finalmente anche sul grande schermo. Se escludiamo infatti la produzione televisiva in due parti diretta da Tommy Lee Wallace nel 1990, il bestseller di King riceve solo ora il suo primo vero adattamento cinematografico. Il film, diretto dal regista e sceneggiatore argentino Andrés Muschietti (conosciuto principalmente per il suo horror del 2013 La madre, con Jessica Chastain), arriverà nelle sale italiane il 21 settembre 2017 e sarà la prima di due parti.

La trama dell’opera si sviluppa tutta intorno a It, un’entità mostruosa che da molto tempo si è insidiata nell’immaginaria cittadina americana di Derry. I protagonisti sono sette ragazzi, il Club dei Perdenti, legati tra di loro da un forte vincolo di amicizia: insieme, si trovano più volte a dover fare i conti con It, capace di modificare la realtà a suo piacimento e di cambiare forma a seconda delle paure di chi ha di fronte. Tuttavia, l’entità appare spesso anche nelle sembianze di Pennywise il Pagliaccio Ballerino: un terribile clown perverso che uccide bambini e ragazzi.

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La versione di It di Andrés Muschietti

La storia di It, tuttavia, non è la classica narrazione horror fondata su un rapporto meramente stereotipato tra i protagonisti e l’antagonista, come accade negli slasher movies ad esempio, dove il cattivo di turno si trova a dare la caccia a un gruppo di persone il cui orribile destino è immancabilmente segnato. It invece è un vero e proprio conglomerato di tematiche che necessitano di essere esplorate a fondo. La morte è la prima ad essere affrontata: l’evento che dà il via alla trama è infatti l’assassinio di Georgie, il fratello più piccolo di uno dei membri del Club dei Perdenti. Il dramma diventa così un’occasione per i ragazzi per confrontarsi e solidificare i propri legami d’amicizia, maturando e crescendo insieme. Secondo il regista infattiIt è soprattutto una storia di crescita e di perdita dell’innocenza infantile, dal momento che i protagonisti della pellicola si trovano più volte faccia a faccia con la loro mortalità. Inoltre, la trama del romanzo di Stephen King non si sofferma soltanto su questo aspetto ma anche sulle consapevolezze che la vita adulta porta con sé:  il film di Muschietti riprenderà questo aspetto tuttavia solo a partire dalla seconda parte, che al momento non ha ancora una data di uscita.

Una componente importante di un film horror che si rispetti (che non può e non deve mancare) è anche la buona dose di terrore autentico che deve riuscire a suscitare nello spettatore. Il filosofo statunitense Noël Carroll, nel suo saggio The Philosophy of Horror: Or, Paradoxes of the Heart, definiva a tal proposito l’orrore come qualcosa in grado di causare una vera e propria sensazione di disgusto nello spettatore di un film o nel lettore di un romanzo. Riuscirà in tal senso Muschietti a evitare di utilizzare i classici trucchetti scadenti che nell’ultimo ventennio hanno costellato il panorama horror mondiale? Il cinema dell’orrore non ha più bisogno di lanciare addosso allo spettatore un’infinità di jump scares (l’onnipresente spavento improvviso autoreferenziale) nel tentativo di creare una paura artificiale. Quello di cui ha bisogno sono storie avvincenti che si dimostrino in grado di suscitare nel pubblico sentimenti di orrore veritieri, che allo stesso tempo riescano ad avere una valenza in un certo senso educativa: imparare a conoscere ciò che ci spaventa deve diventare così un’opportunità sensibile per crescere individualmente, sia da ragazzi sia da adulti. Questa è una delle lezioni che il romanzo di King voleva insegnare: riuscirà il film a fare altrettanto?

Daniele Sacchi per MIfacciodiCultura

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