Hans Christian Andersen e la sua vera Sirenetta

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Hans Christian Andersen e la sua vera Sirenetta

MTE5NDg0MDU0ODc5MTEwNjcxHans Christian Andersen (Odense, 2 aprile 1805 – Copenaghen, 4 agosto 1875) nacque a Odense, cittadina danese di provincia. Grazie alla realtà genuinamente popolare della città natale, Andersen riuscì a crearsi un bagaglio culturale di assoluta unicità, fonte di materia e arricchimento per le sue future e fortunate fiabe.

Ormai quattordicenne, Andersen decide di interrompere gli studi e di trasferirsi quindi a Copenaghen, spinto da un vivo bisogno di ricerca verso nuovi stimoli e fortuna. Nella capitale, fin da subito, sviluppa una sentita passione per l’ambiente artistico e teatrale. Ma l’insoddisfazione non sembra dargli pace: hanno inizio, così, i ventinove viaggi dello scrittore attraverso l’Europa, continue avventure che lo terranno impegnato per un totale di ben oltre nove anni. Ma in tutto questo instancabile peregrinare – e qui dobbiamo esserne fieri – l’Italia fu luogo di lunghi pernottamenti ed esperienze importanti per Andersen. È stato esattamente il nostro Paese a ispirargli il suo romanzo di fama internazionale L’improvvisatore, storia di un ragazzo – appunto – romano che ricalca molte vicende che lo stesso Andersen ha vissuto in prima persona nella penisola.

Ma le opere di Andersen, tutte, sono dei veri capolavori artistici, testimonianze che riportano il marchio di uno dei più grandi scrittori di fiabe mai esistiti. Storie di un successo e una risonanza mondiali (grazie anche al contributo cinematografico Disney), come La principessa sul pisello, Il brutto anatroccolo e La Sirenetta.

È proprio la Sirenetta, infatti, a essere una delle principali protagoniste e celebrità della Danimarca. Dal 1913, la bronzea fanciulla è seduta sul suo scoglio, con la sua affascinante posa e il suo triste viso. Molti si chiederanno: «Perché il viso triste? La sua storia non ha un lieto fine?». Dubbi leciti, ovviamente. Ma, ahimè, queste domande sarebbero figlie della versione etichettata Disney. La vera storia della Sirenetta scritta nel 1837 da Hans Christian Andersen aveva ben altro finale e svolgimento. La Sirenetta dal cuore spezzato che accoglie da oltre cent’anni i turisti in Danimarca è, in realtà, una giovane ragazza che non riesce a sposare l’uomo che ama, ma, alla fine delle peripezie, ottiene solamente l’immortalità per la propria anima. Un significato decisamente più articolato e, forse, meno romantico.

La statua della Sirenetta andersen
La statua della Sirenetta

La Sirenetta vuole diventare umana per poter stare con l’uomo di cui si è innamorata, è vero, ma, tra le varie motivazioni originarie, quella fondamentale che la spinge a volere una vita in superficie guarda al destino che l’attende: le sirene, dopo trecento anni di vita, si dissolvono in schiuma marina, senza sepoltura né vita eterna per l’anima. Ecco che, dopo martiri fisici e morali – imposti alla povera Sirenetta dalla strega del mare – per poter diventare umana, il principe sposa un’altra donna ma la fanciulla marina ottiene comunque la sua immortalità dell’anima, diventando ciò che Andersen definisce figlia dell’aria.

La sirenetta sollevò le braccia trasparenti verso il sole […] vide che il principe e la sua bella sposa la cercavano, e guardarono tristemente verso la schiuma del mare, quasi sapessero che si era gettata tra le onde. Invisibile baciò la sposa sulla fronte, sorrise al principe e salì con le altre figlie dell’aria su una nuvola rosa che navigava nel cielo.

Sebbene la struttura della fiaba originale sia diversa da quella che siamo soliti conoscere, possiamo confortarci per il fatto che, in fin dei conti, c’è sempre un lieto fine per tutti, anche se non un coronamento d’amore.

Sabrina Pessina per MIfacciodiCultura

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