Marc Chagall, l’artista delle fiabe d’amore in mostra a Torino

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Marc Chagall, l’artista delle fiabe d’amore in mostra a Torino

Io sono un mistico, non vado in chiesa o in sinagoga, per me lavorare è pregare. Noi rifiutiamo ogni divinità, parliamo persino della sua decadenza. Ma facciamo un errore: cerchiamo qualcosa in grado di sostituire questo senso divino. Ci occupiamo freddamente, attraverso il calcolo, di migliorare la situazione materiale dell’uomo e il suo destino. Con questo, però, spesso distruggiamo in noi stessi e negli altri l’amore, il Divino, chiamatelo come volete.

1985, conferenza all’Università di Chicago

Marc Chagall
Cirque

Marc Chagall (1887 – 1985) usava queste parole per descrivere la sua arte libera e ricca di fantasia espressa con stile spontaneo, colori evanescenti e pennellata leggera. L’affermazione sintetizza alla perfezione lo spirito fiabesco della mostra Marc Chagall. L’artista che dipingeva fiabe d’amore, ospitata dal 21 marzo nella galleria Elena Salomon di Torino dove, fino al 20 maggio, sarà possibile ammirare ben 63 opere del celebre artista bielorusso. Nei disegni, litografie, acqueforti e puntesecche esposti, nonché i mezzi più adatti ad esprimere il suo linguaggio dato l’ampio uso del colore e le alte tirature, appaiono tutti i temi tipici di Chagall: l’universo colorato, i simboli, le figure fluttuanti – personaggi fantastici legati alla famiglia, a Vitebsk, al teatro e al circo – le allegorie magiche, il volo degli innamorati, i musici, gli animali danzanti e fantastici…

Nato proprio a Vitebsk in Bielorussia nel 1887 e morto a Saint Paul de Vence in Francia nel 1985, l’artista naturalizzato francese d’origine ebraica chassidica potrebbe sembrare vicino al Surrealismo per le caratteristiche sopracitate, che sotto qualche punto di vista anticipa. A differenza dei surrealisti però, Chagall inseguiva la bellezza e la purezza del sogno e proprio attraverso quest’ultimo raggiunse ciò che è soprannaturale, magico, miracoloso. Inoltre, pur apprezzando il Cubismo, l’Espressionismo e i Fauves, riuscì a conservare uno stile sempre molto personale ed indipendente da ogni corrente, ma soprattutto spontaneo e vicino a quello dei pittori popolari.

Marc Chagall
Le Rendez-vous (1969)

Come recita il titolo della mostra, Chagall spesso dipingeva fiabe d’amore, ad esempio attraverso il volo di coppie di innamorati inteso come sublimazione dell’amore stesso, inizialmente per la prima moglie Bella, in seguito per la seconda compagna Vava, per il suo Paese ed il suo popolo. Il suo legame con la terra d’origine non è mai stato spezzato ed è sempre presente nell’intera opera dell’artista, segnata pertanto dal misticismo, dall’aspirazione verso qualcosa di superiore e dalla nostalgia profonda di un popolo esule, odiato e perseguitato. Si potrebbe dunque definire l’artista un pittore-poeta proprio per il suo legame con i simboli e per il suo interesse per l’aspetto spirituale della realtà, quindi dalla rappresentazione che ne faceva l’arte.

Chagall nella mostra di Torino riesce ad esprimere tutto ciò con insopprimibile ottimismo, evidenziando la bellezza del sogno, dell’amore e della speranza al pari delle pitture rupestri, nonostante lo stile decisamente moderno: le sue sono dunque opere fondamentali nel panorama della pittura moderna perché, essendo più o meno consciamente filosofiche, spingono l’osservatore a ricercarvi vitalità, movimento, forza e soprattutto a provare emozioni profonde.

Tra le opere in mostra, tutte prodotte nel periodo 1925-1985, segnaliamo Discussion (1925), Salamon (1956), Les Amoreux en gris (1957), Le clown fleuri (1963), Cheval bleu au couple (1982).

Marc Chagall, l’artista che dipingeva fiabe d’amore
Galleria Elena Salomon, Torino
Dal 21 marzo 2017 al 20 maggio 2017

Denise Alberti per MIfacciodiCultura

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