Justin Trudeau: il Primo Ministro canadese che sta cambiando il volto della politica

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Justin Trudeau: il Primo Ministro canadese che sta cambiando il volto della politica

Justin Trudeau
Justin Trudeau

Primo Ministro canadese dal 4 novembre 2015, Justin Trudeau si conferma ancora oggi uno dei premier più amati, tanto che non solo il consenso nei suoi confronti si è mantenuto stabile, ma è stato addirittura coniato il termine Trudeaumania. 45 anni ben portati, liberale, di bell’aspetto, ama i social ed i social amano lui: sembra che Trudeau junior abbia tutte le carte in regola per dimostrare al mondo cosa significa essere giovani e fare politica in modo serio ma…senza prendersi troppo sul serio! Si, perché il politico canadese non si tira indietro in nessuna occasione, né quando si tratta di aprire un fusto di birra con un martello di legno a un’edizione locale dell’Oktoberfest, né quando si parla di diritti umani e di genere.

La sua politica è considerata oggi diametralmente opposta a quella della vicina America, guidata da Trump. Trudeau, infatti, alla guida del partito liberale, ha proposto un piano politico – e lo ha fino ad ora mantenuto – basato sulla riduzione delle tasse per la classe media, sull’accoglienza di 25mila profughi siriani, sulla nomina di una commissione d’inchiesta incaricata di indagare sulla scomparsa e l’uccisione delle donne indigene del paese, oltre che sull’intenzione di legalizzare la marijuana e di promuovere i diritti degli omosessuali e delle donne. Il tutto condito da un insolito favore per i media, dai quali si lascia spesso e volentieri immortalare, sia quando si tratta di partecipare al gay pride lanciandosi in un ballo scatenato, di apparire sulla copertina di Vogue, di fare flessioni insieme agli atleti paralimpici, o di scusarsi per aver colpito involontariamente una deputata durante una concitata seduta parlamentare sull’eutanasia.

TrudeauL’impegno nell’affermazione e tutela dei diritti umani e l’apertura ai temi quali l’accoglienza e l’immigrazione sono, però, i suoi punti di forza. La decisione di accogliere 25mila profughi siriani – andando personalmente in aeroporto – ha sicuramente segnato un profondo cambiamento rispetto al passato. Infatti, il precedente Premier conservatore Harper era sempre stato irremovibile nella sua opposizione alla questione immigrazione. Ma è un segnale di forte contrapposizione anche rispetto alla politica di Trump, ccontro l’immigrazione e l’accoglienza dello straniero (soprattutto se proveniente da paesi musulmani).

Il 16 marzo del 2016 Justin Trudeau, in occasione del suo intervento alla Riunione delle Nazioni Unite sulla parità di genere, si è apertamente dichiarato femminista, affermando di non comprendere come sia possibile scandalizzarsi quando un uomo – politico o comune che sia – si definisce tale. Come già aveva fatto Obama in America, dunque, anche il Premier canadese afferma di credere fermamente nella parità di genere e nell’importanza di creare una struttura sociale concretamente fondata sulla sostanziale uguaglianza razziale e di genere. Valori che egli mette in pratica anche nella propria strategia politica, ottenendo una maggiore rappresentanza delle donne e delle minoranze culturali in Parlamento.

Buona parte della fama di Justin Trudeau è, in realtà, dovuta all’effetto mediatico che, unito alla sua forte personalità, ne hanno già fatto un’icona vivente. Eppure, eliminando la sovrastruttura creata dal sistema, rimane comunque un uomo giovane, con valori importanti, che affronta temi attuali, all’avanguardia su tutta la linea, sia rispetto all’America che all’Europa, e che davvero mette in pratica ciò che aveva promesso ed ha una particolare attenzione per la promozione dei diritti. Che sfrutti il potere dato dalle telecamere? Probabile. Ma non è sbagliato se lo si fa per una buona causa.

Indubbiamente, il viso acqua e sapone, il sorriso rassicurante e il carisma che possiede di natura (o per genetica? Non dimentichiamo che è figlio dell’ex-Primo Ministro Pierre Trudeau, famoso per i suoi flirt con Barbra Streisand e Kim Kattral) lo favoriscono quando si tratta di arrivare al cuore della gente (e delle donne). Del resto i media servono a fare informazione e a veicolare messaggi e ciò che Trudeau trasmette, la politica che attua, sono sicuramente validi e d’effetto. In un contesto come quello attuale – nazionale ed internazionale – dove i diritti umani e di genere sono relegati in fondo alle agende politiche e fenomeni quali l’immigrazione e l’integrazione vengono osteggiati piuttosto che compresi e aiutati, Justin Trudeau rappresenta l’esempio di una politica diversa, di valore. Una politica di sinistra che esiste, può e deve essere attuata. Tanto meglio se da un “bel faccino” come il suo.

Veronica Morgagni per MIfacciodiCultura

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