Nuova strada per la cooperazione internazionale: a Firenze il primo G7 della Cultura

0 774

Nuova strada per la cooperazione internazionale: a Firenze il primo G7 della Cultura

Il sindaco Dario Nardella nel saluto alla seconda giornata del vertice internazionale a Firenze, nel salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, 31 marzo 2017. ANSA / US COMUNE FIRENZE

I ministri della cultura dei paesi del G7 si sono riuniti il 30 e il 31 marzo a Palazzo Pitti e a Palazzo Vecchio, a Firenze, in una due giorni di intense attività. Hanno partecipano i paesi più “sviluppati”, ovvero Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada, e l’idea è stata proposta proprio dal nostro paese. È stato il primo G7 della Cultura e l’obiettivo di questo appuntamento interazionale è stato quello di denunciare l’urgenza, anche nel settore culturale, di una coordinazione tra i vertici. La riunione è stata anticipatrice del G7 generale che si terrà sempre in Italia, a Taormina, a fine maggio.

Emblematica è stata la scelta della sede del vertice: Firenze, città dall’indiscutibilmente ricco patrimonio, più volte minacciato e danneggiato sia dal terrorismo che dalle calamità naturali. La cultura può, dice il ministro dei beni culturali Dario Franceschini, essere «dialogo» e «motore» di «uno sviluppo economico sostenibile e intelligente».

A chiusura del primo giorno di lavori, giovedì 30 marzo, è stata siglata la Dichiarazione di Firenze, come annunciato dal ministro Franceschini, che ha inoltre evidenziato la necessità, in un contesto attuale dolorosamente inciso dalle divisioni razziali e dalla paura dello straniero, di diffondere la conoscenza contro la chiusura mentale, come possibile panacea di insani nazionalismi.
Il contenuto del documento siglato a Firenze è composto da importanti impegni presi dagli Stati firmatari e da organizzazioni internazionali per la tutela del patrimonio artistico in tutto il mondo.

In questi due giorni fondamentali per la cultura, sono state varie le tematiche dibattute: dalla tutela e valorizzazione dei beni culturali Patrimonio dell’umanità alla lotta al traffico illecito, alla formazione di task force come i Caschi blu per salvare l’arte in pericolo. Il summit ha zoomato sulle problematiche più stringenti dell’epoca attuale in materia di cultura: dalla lotta al finanziamento del terrorismo alle emergenze provocate dalle calamità naturali.
Il ministro della cultura francese, Audrey Azoulay, ha focalizzato l’attenzione sulla necessità di cooperare, sotto la guida dell’UNESCO, mentre il Commissario europeo al settore, Tibor Navracsics, ha ricordato che è in preparazione una legislazione per impedire l’afflusso di beni acquisiti illecitamente.

La prima serata si è chiusa con il concerto del Maggio musicale fiorentino del maestro Riccardo Muti nel salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio. Il presidente del consiglio Paolo Gentiloni ha colto l’occasione per ricordare l’importanza che rivestirono i compositori italiani, tra Otto e Novecento, nel processo di formazione di un’identità europea. I musicisti veicolano bellezza, cultura, e storia per questo le loro bocche sono le prime a essere imbavagliate dai dittatori, propensi viceversa a liberare dai fiori quelle dei cannoni.

Riccardo Muti nel ‘Salone dei 500’. ANSA/FLORENCE MUNICIPALITY PRESS OFFICE

Sempre in questo splendido salone, nella seconda giornata di lavori del G7 della Cultura, è stato organizzato un forum degli intellettuali, mentre a corredo degli incontri istituzionali, sono state organizzate diverse iniziative off, anche per i non addetti ai lavori. Tra queste l’esposizione nel Sacrario di Santa Croce di sette artisti contemporanei, per una mostra internazionale che sarà visitabile fino al 17 aprile.

È stato ribadito che il patrimonio culturale «contribuisce a preservare l’identità e la memoria dei popoli e favorisce il dialogo e lo scambio interculturale tra tutte le Nazioni, alimentando la tolleranza, la mutua comprensione, il riconoscimento e il rispetto delle diversità».

Nella speranza che questo primo G7 della Cultura sia stato utile al fine di trovare soluzioni condivise per salvaguardare il patrimonio mondiale, non resta che aspettare i risultati degli importati accordi presi. Se questa due giorni di incontri sia stata solo un vicendevole scambio esclusivamente di parole o l’inizio di una rivoluzione concreta nella gestione della cultura, solo il tempo saprà dircelo.

Francesca Leali per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.