Zaha Hadid, stella dell’Architettura

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Zaha Hadid, stella dell’Architettura

Zaha-Hadid_portrait_dezeen_sqQuella dell’architetto, un po’ come quella dell’avvocato, chirurgo o magistrato, è una professione che naturalmente e automaticamente associamo ad un uomo, complice forse la lingua oltre che le consuetudini. E chissà quanti sentendo il nome di Zaha Hadid si sono immaginati un distinto signore mediorientale a capo di tanti e celebri costruzioni importanti.

Invece Zaha era una Donna. Nata a Baghdad il 31 ottobre 1950, si spegneva un anno fa a Miami per un attacco cardiaco.

Nata in una benestante famiglia irachena, studia a Beirut e nel ’72 si trasferisce a Londra, dove viveva e aveva il suo studio, uno dei più importanti del mondo, in cui vi lavorano oltre 240 professionisti.

Il suo stile inconfondibile ha fatto sì che gli edifici da lei disegnati siano divenuti vere e proprie icone architettoniche sinuose, dove vetro, acciaio e titanio fluiscono resistendo alla gravità. Tra richiami alle forme e ai ritmi della natura, il suo “gusto” architettonico è stato definito nientemeno che nuovo barocco.

Digital 95MB [©(c)Roland Halbe; Veroeffentlichung nur gegen Honorar, Urhebervermerk und Beleg / Copyrightpermission required for reproduction, Photocredit: Roland Halbe]

Poliedrica e controtendenza, capace di passare dai musei alle scarpe, Zaha Hadid nel 2004 è stata la prima donna a ricevere il Premio Pritzker, ovvero il massimo riconoscimento nel mondo dell’Architettura. Scorrendo l’elenco dei vincitori, dopo questa sua vittoria le cose non sono però andate molto meglio per le architette o donne architetto, che dir si voglia: compare solo una donna, nel 2010, ovvero la giapponese Kazuyo Sejima in coppia con Ryue Nishizawa.
Un altro premio importante ricevuto da Hadid, questa volta per due anni di seguito, è stato il Premio Stirling, che nel 2010 ha vinto per il “suo” museo MAXXI di Roma dedicato all’arte contemporanea.

Ancora diversi i progetti di Hadid in fase di completamento, come il Grand Theatre di Rabat in Marocco, ma soprattutto il grattacielo detto Lo Storto o Torre Hadid, collocato nel quartiere City Life di Milano i cui lavori sono quasi completati: insieme ad altri due grattacieli (Il Dritto o Torre Isozaki e Il Curvo o Torre Libeskind, quest’ultimo ancora in costruzione), costituisce il nuovo e lussuoso complesso residenziale che va a sostituire la Fiera Campionaria. Ovviamente, l’edificio disegnato da Zaha non poteva che essere il più sinuoso e morbido, oltre che stupefacente.

Lo Storto

Zaha Hadid è stata un’archistar a tutti gli effetti tra progetti grandiosi, nuove tecnologie piegate al suo gusto estetico, approcci innovativi e soprattutto disegni sempre più “estremi” e all’avanguardia. Hadid ha saputo osare e con tenacia costruire un proprio modo di vedere e fare l’architettura, e grazie al suo talento è riuscita a dare una possibilità a se stessa ma anche a tutte le donne di potersi imporre in un mondo tradizionalmente popolato da uomini.

Indipendentemente dal gusto e dalle opinioni, il suo ruolo è stato fondamentale non solo per l’arte umana più primitiva, ovvero quella di sapersi costruire un riparo, ma anche per la cultura sia estetica che sociale.

Dunque, cos’è stata Hadid: un architetto o un’architetta? Fintanto che l’italiano non ci verrà incontro, potremo dire che è stata una pragmatica e geniale ideatrice di opere architettoniche.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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