Domina Domna 2017: il festival della cultura femminile a Bergamo

0 1.052

Domina Domna 2017: il festival della cultura femminile a Bergamo

Personale di Marina Capdevila nel centro piacentiniano

È giunto alla sua 6° edizione Domina Domna, festival si tiene nella città di Bergamo e che inizia ad essere sempre più conosciuto e ad avere la giusta attenzione da parte dei cittadini e non solo.

La volontà degli ideatori, facenti parte dell’associazione La Scatola delle Idee, è quella di dare spazio alla creatività al femminile in tutte le sue forme, creare uno spazio in cui siano accolte e possano esprimersi liberamente, facendo da cassa di risonanza.

Fino a domenica 2 aprile Domina Domna invaderà la città di Bergamo in molti luoghi e in diverse modalità. Una delle più visibili è certamente la mostra nel centro piacentiniano di Marina Capdevila, prima personale in Italia dell’artista famosa per i suoi wall paintings: Capdevila ha esposto a cielo aperto molte delle sue opere che saranno quindi accessibili sempre e pubblicamente. Altro suo intervento significativo per la città, perché sarà una delle eredità del festival, è la realizzazione di un wall painting su una parete dell’Istituto Galli in via Gavazzeni, dando anche la possibilità al pubblico di osservarla dipingere pubblicando gli orari di lavoro sul canale Facebook dell’associazione.

Altra protagonista è la coreografa e ballerina Elisa Cuppini, che con Rent a movement proverà a raccontare la città di Bergamo attraverso la danza: tutti gli abitanti possono “dare in prestito” all’artista un movimento, l’insieme di questi verrà raccolto in un video, verranno elaborati da Elisa e infine restituiti alla città sotto forma di danza.

Uno degli aspetti più interessanti del festival è proprio il fatto che il legame con il territorio è molto forte, infatti le artiste e le loro performance avranno un impatto reale e soprattutto duraturo nel tempo: le loro opere non si esauriscono nel momento della creazione ma creano un eco nel tempo.

“Mio eroe” di e con Giuliana Musso

La conclusione del festival con la pièce teatrale Mio eroe di Giuliana Musso presso l’Auditorium di piazza della Libertà: il tema dello spettacolo è quello della guerra visto con gli occhi delle madri dei soldati, affermando come i valori tradizionalmente femminili di maternità e pace siano la voce troppo schernita e messa da parte della razionalità umana.

Come luogo di riferimento quest’anno è stato ricavato il nuovo DDPoint presso l’ex chiesa della Maddalena in via Sant’Alessandro: questo spazio ha molte finalità, dal dare informazioni ad essere luogo ascolto di musica live, ad ospitare alcuni momenti di live painting di Capdevila ma anche il ristoro organizzato da FatFatBanqueting, società di catering di due ragazzi bergamaschi ormai esperti di eventi in cui i giovani sono protagonisti.

In questi giorni con Domina Domna è dunque possibile avvicinarsi all’arte con un nuovo occhio, quello femminile: l’obiettivo è invitare lo spettatore ad andare oltre gli stereotipi sull’arte femminista, considerata intransigente e “tutta uguale”. Certo, molte artiste compiono scelte volutamente politiche, ma questo festival dà spazio a tutte le voci. Pian piano ci stiamo avvicinando al momento in cui guardare l’opera di un’artista vorrà solamente dire guardare un’opera d’arte.

Chiara Buratti per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.