1-2 aprile 2017: Genova si fa bella per i Rolli Days

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1-2 aprile 2017: Genova si fa bella per i Rolli Days

La manifestazione Rolli Days è ormai una tradizione per la città di Genova, nonché un’occasione (rara) per vedere la Superba in tutto il suo splendore. La città riscopre, infatti, ogni anno il suo grandioso patrimonio storico-artistico, rendendo accessibili i palazzi e le dimore altrimenti impossibili da visitare per i cittadini.

Per apprezzare fino in fondo quest’iniziativa promossa dalle istituzioni cittadine e dall’Università degli Studi di Genova, bisogna capire il significato del termine rolli. Il sistema dei rolli (o dei ruoli) è un’organizzazione particolarissima che la Repubblica di Genova escogitò per far fronte ai problemi di accoglienza delle principali cariche estere (nobili, alto clero, reali) che dimoravano in città per le proprie visite istituzionali.
Genova non aveva né un re né un’altra figura di tale rilievo che potesse assumersi l’onore (e l’onere) di ospitare i dignitari di più alto lignaggio e le loro corti, così a partire dal 1576 nacquero delle liste nelle quali venivano iscritte le principali famiglie della città in base alla ricchezza e alla bellezza dei propri palazzi, al fine di registrare coloro le quali avrebbero potuto accogliere opportunamente gli ospiti. Ovviamente si trattava di un grande riconoscimento, ma anche di un importante investimento economico.

I rolli sono un caso unico in Europa e si concentrano soprattutto nel centro storico, cioè nel nucleo più antico della città. Va ricordato che i medesimi palazzi divennero luoghi di sosta anche per i rampolli che nel XVIII secolo facevano in Italia, per la loro esperienza formativa, il Grand Tour. Valga a titolo d’esempio la menzione del sistema dei rolli fatta da Stendhal nel 1837 nel suo Memories d’un touriste.

Dal 13 luglio 2006 quarantadue dei centoquattordici palazzi dei rolli sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO e nel 2007 è stata posta una targa apposita in via Garibaldi (ex Strada Nuova), una delle vie più rappresentative perché vi sono ubicate alcune delle dimore più belle che facevano parte del sistema dei rolli. La targa riporta le principali caratteristiche di queste dimore (cortile, scalone, decorazioni ad affresco) e recita una formula significativa: «esprimono una singolare identità sociale, ed economica che inaugura l’architettura urbana di età moderna in Europa».

Dal 2009 sono stati istituiti appuntamenti ed iniziative legati alla riscoperta dei rolli, tutti di grande richiamo sia per la cittadinanza sia per i turisti. Collaborano attivamente studenti e laureati dell’Università di Genova, sia delle aree legate ai Beni Culturali sia di Lingue, a titolo assolutamente gratuito, spesso al fine di conseguire crediti universitari, e in questo modo la preparazione di coloro che guidano i visitatori è indubbia e non incide sul bilancio della manifestazione. Il numero di visitatori è andato sempre aumentando e grazie a questi numeri si è ribadito come la città di Genova abbia un enorme patrimonio culturale storico-artistico, cosicché non venga percepita solo attraverso stereotipi legati al degrado e alla poca manutenzione di un centro storico che, va ricordato, è tra i maggiori in Europa.

Quest’anno la manifestazione Rolli Days si presenta particolarmente ricca di proposte e per la prima volta trentasette palazzi, anche facenti parte del patrimonio cinquecentesco, aprono le loro porte, o per meglio dire i loro portali, al pubblico. Le attività sono promosse, come in precedenza, dall’Università degli Studi di Genova e dalla Fondazione per l’Arte e la Cucina di Palazzo Ducale. Ad animare e guidare le visite saranno studenti, laureati e guide professioniste che potranno raccontare i segreti della città sia in italiano sia in inglese, anche a non udenti e non vedenti.

Genova, Rolli Days 2016

I palazzi più gettonati si trovano tra via Garibaldi e via Balbi, quest’ultimi sede dell’Università degli Studi di Genova. Alcuni sono aperti per la prima volta come quello di Franco Lercari, che conserva al suo interno l’affresco di Luca Cambiaso (importantissimo pittore ligure che rielaborava la lezione di Michelangelo in area locale) raffigurante la costruzione del fondaco di Trabisonda, raffigurazione significativa perché Trebisonda era una colonia genovese sul Mar Nero. Anche il Palazzo De Franchi, in via della Porta Vecchia, presenta importantissimi affreschi, uno su tutti quello di Bernardo Castello raffigurante una scena della Gerusalemme Liberata. Imprescindibile, poi, per un’esperienza completa alla scoperta del mondo dei rolli il Palazzo del Principe, con i suoi meravigliosi affreschi di Perin del Vaga (allievo di Raffaello) come quello della Caduta del giganti nella Sala del Trono, chiamata così perché vi teneva udienza Carlo V quando dimorava a Genova, essendo lo stesso proprietario della villa, Andrea Doria, l’amatore ufficiale dell’Impero. Si consiglia vivamente, infine, di fare una visita al ninfeo del Palazzo Nicolosio Lomellini e all’aranceto del Palazzo Balbi Senarega, entrambi adornati da statue suggestive.

Perciò i primi due giorni di aprile sono dedicati alla riscoperta dell’ex Repubblica marinara grazie a quest’occasione imperdibile, vedendo la città nella sua veste migliore e superando un’idea troppo spesso radicata che lega Genova solo all’attrattiva dell’Acquario, seppur interessantissima, e delle attività balneari.

Valentina Paolino per MIfacciodiCultura

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