La 70esima edizione del Festival di Cannes omaggia la nostra Claudia Cardinale

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La 70esima edizione del Festival di Cannes omaggia la nostra Claudia Cardinale

Claudia Cardinale

Cannes per il 70esimo anniversario del suo Festival cinematografico ha deciso di omaggiare nuovamente l’Italia: è stata scelta un’immagine di Claudia Cardinale per celebrare questo importante anniversario. Non è la prima volta che che il Festival decide di onorare star italiane nella sua kermesse: nel 2009 Monica Vitti è stata scelta nel  manifesto della manifestazione (un’immagine tratta da L’avventura di Michelangelo Antononi del 1960), nel 2014 lo sguardo penetrante di Marcello Mastroianni dava il benvenuto agli artisti in gara.

Su uno sfondo rosso inteso è stata ritratta una Claudia Cardinale giovanissima, la foto risale al 1959, mentre balla a piedi nudi sorridente sul tetto di Roma. Subito è polemica: pare che la foto sia stata ritoccata, la vita e le gambe della Cardinale sono sospettosamente più sottili rispetto alla foto originale. Probabilmente qualche grafico zelante ha ritenuto le magnifiche forme dell’attrice poco adatte a comparire sulla locandina del Festival.

Critiche a parte, Pedro Almodovar, direttore della giuria internazionale per questa edizione, si è dichiarato entusiasta della scelta. Claudia Cardinale incarna tutto ciò che Cannes vuole rappresentare quest’anno: energia, gioia, coraggio, forza. Fin da giovanissima l’attrice ha rappresentato un nuovo modello di donna, volitiva, battagliera, indipendente. Una donna che vuole essere libera e indipendente, la cui priorità è se stessa e aspira ad un ruolo prioritario nei rapporti affettivi e professionali. Claudia Cardinale si è fatta portavoce, forse inconsapevole, di una nuova idea di donna. Grazie alla fama, ottenuta professionalmente, ha rappresentato una vera e propria cesura dallo stereotipo di donna degli anni 60′.

Probabilmente la sua fallimentare relazione con il produttore Franco Cristaldi, ha portato l’attrice a sviluppare una certa autodeterminazione non comune per una donna degli anni 50′. Almeno, per un certo periodo, Claudia Cardinale è stata dolorosamente consapevole di incarnare lo stereotipo dell’attrice amante del suo produttore. Un rapporto malato il loro: il produttore non riusciva a scindere la vita lavorativa da quella personale e questo gli ha dato l’opportunità di tenere l’attrice sempre sotto controllo, ricordandole costantemente che l’aveva creata e quindi gli apparteneva.

Per troppi anni Claudia Cardinale ha vissuto in una torre d’avorio, subordinata ad un uomo che non ha mai dato cenno di valorizzare, o più semplicemente riconoscere, le sue più basilari libertà personali e qualità artistiche. Storia molto simile a quella tra Zelda Sayre e al suo più ben noto marito Francis Scott Fitzgerald. Con 30 anni di anticipo, e oltreoceano la coppia più glamour dei roaring twenties era impegnata a rendersi infelici a vicenda. Il padre del Il grande Gatsby ha sempre cercato di frenare le velleità artistiche della moglie, di qualsiasi natura o genere esse fossero. Dalla scrittura, lo stesso Fitzgerald attingerà dai diari della moglie per la stesura dei suoi primi romanzi, alla recitazione, al ballo.

Claudia Cardinale e Federico Fellini

Ancora una volta, in una coppia con legami professionali e personali la donna ne esce sconfitta, subordinata alla sua controparte maschile. Fortunatamente dopo diversi anni di sopportazione Claudia Cardinale mette la parola fine alla relazione con Franco Castaldi, liberandosi dal giogo del produttore. Nel 1963 l’attrice avrà piena rivalsa, reciterà in due film simbolo della sua carriera: Il Gattopardo e 8 1/2. In questo glorioso anno l’attrice ha potuto sperimentare come due artisti possano essere geniali in maniera opposta: Luchino Visconti, regista de Il Gattopardo, amava lavorare in rigoroso silenzio, lasciando fuori il mondo esterno. Federico Fellini, mente dietro a 8 1/2, sul suo set prediligeva il caos e l’improvvisazione. Entrambi i registi, seppur così diversi, erano artisticamente innamorati di Claudia Cardinale.

Claudia Cardinale è uno dei simboli del cinema italiano che dagli anni 60′ ad oggi ha intrattenuto il pubblico di tutto il mondo. Donna indipendente, autonoma e attiva che ha saputo incarnare un cambiamento sociale di genere. Per queste e tante altre ragioni dal 17 al 28 maggio il Festival di Cannes le renderà onore.

Camilla Ghellere per MIfacciodiCultura

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