“Cibo a Regola d’Arte – Le parole del gusto”: il cibo raccontato in ogni sua sfaccettatura

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Cibo a Regola d’Arte – Le parole del gusto: il cibo raccontato in ogni sua sfaccettatura

 È arrivata alla quinta edizione l’iniziativa milanese Cibo a Regola d’Arte, il cui tema di quest’anno sarà  Le parole del gusto, promossa dal Corriere della Sera. All’Unicredit Pavilion di piazza Gae Aulenti andrà in scena dal 31 marzo al 2 aprile questo appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori del cosiddetto food.

Presentata al Palazzo Lombardia nei giorni scorsi, l’obiettivo della kermesse è quello di raccontare il cibo attraverso il linguaggio corretto: per questo motivo interverranno non solo cuochi ma anche nutrizionisti, artisti, blogger (ai quali è dedicato il Cucina blog award), manager ed esperti di marketing del settore. Inoltre, come ha specificato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, Cibo a Regola d’Arte è un’occasione per scoprire la ricca cultura enogastronomica lombarda, non sempre adeguatamente promossa e apprezzata.

Angela Frenda, food editor del Corrierone, e direttore artistico della manifestazione, ha spiegato: «Volevamo raccontare il cibo alla maniera del Corriere non volevamo solo showcooking», perciò c’è da aspettarsi un racconto a 360° gradi oltre che polisensoriale ed emozionale.

Dopotutto il cibo e coloro che lo preparano sono ormai un interesse comune e piuttosto glamour, come dimostrano le varie trasmissioni e i vari reality/talent del caso, oltre che l’importanza acquisita dagli chef nell’immaginario comune. L’alimentazione non è più considerata solo fonte di nutrimento ma è un vero proprio business, hobby, ossessione, spettacolo: ogni piatto lo passiamo sotto la lente di ingrandimento per comprenderne la composizione, la cottura, il contenuto e l’apporto calorico, senza contare il sempre più vivo e maggiore interesse per l’origine delle materie prime e degli ingredienti. L’attenzione verso il cibo è sicuramente aumentata nel senso che mediamente siamo tutti più consapevoli, sempre più persone decidono di eliminare alcuni alimenti perché considerato dannosi e la ricerca di un compromesso tra gusto e salute è l’obiettivo di una ricerca sempre più multidisciplinare.

Quello che compiamo non è più il semplice atto del mangiare, bensì è una “cura” per il nostro corpo, è una filosofia di vita, è una scelta anche politica: cibarsi è un’azione di partecipazione sociale.

L’edizione di quest’anno di Cibo a Regola d’Arte ruota dunque intorno alla concezione del cibo più che al cibo stesso, al suo racconto attraverso i diversi canali comunicativi. Se siete dei veri food addicted e se non c’è piatto che non condividiate su Instagram con l’immancabile hashtag #pornfood, allora questa manifestazione fa decisamente per voi. Ma anche se considerate tutto questo interesse compulsivo per il magiar sano il frutto di un’isteria collettiva, la manifestazione potrebbe regalarvi sorprese: la cultura del cibo è parte integrande del nostro Paese e conoscerne nuovi aspetti non potrà che arricchirvi.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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