Vaccino o non vaccino? E alla fine torna il morbillo

0 1.279

Vaccino o non vaccino? E alla fine torna il morbillo

vaccinoMorbillo, il ritorno del virus morente: no, non è un nuovo film simil horror di serie z, ma la dura realtà. Il morbillo, nel 2017, è ritornato con gran furore: un incremento del 230% nei primi mesi di quest’anno rispetto all’anno scorso, riporta il Ministero della Salute, con più di 700 casi da inizio anno rispetto agli 844 del 2016. La ragione di questo aumento è la sempiterna lotta contro le vaccinazioni, in calo costante di anno in anno: tra i vaccini più diffusi nell’infanzia – morbillo, parotite e rosolia, racchiusi nel vaccino trivalente MPR – si rivela un calo di un punto percentuale negli ultimi due anni. Un punto di percentuale che racchiude al suo interno una grande fetta di bambini che a loro volta potranno infettarne altri.

È il caso di un asilo nido di Milano, dove a gennaio i casi di morbillo sono stati 12: gli untori sono stati due bambini di due anni, che, non vaccinati (il vaccino MPR è raccomandato dai 12 ai 15 mesi, con un secondo richiamo intorno ai 5-6 anni), hanno infettato altri 7 bambini che data la loro tenera età non hanno ancora potuto vaccinarsi e tre maestre, anche loro non vaccinate. Caso analogo quello successo nei giorni scorsi ad Ancona, dove nei giorni è apparso in un studio medico un cartello in cui sarcasticamente si ringraziavo i genitori antivaccinisti per la loro scelta: un bambino di sei mesi è stato infatti ricoverato in ospedale dopo essere stato infettati dai compagni del nido.

Ma perché quest’astio contro i vaccini? Gli antivaccinisti si ritrovano tutti sotto un unico mantra, I vaccini hanno gravi effetti collaterali. Ecco, questo è l’assioma di partenza, subito seguito in ordine da: sempreverdi testimonianze del “quando ero bambino i vaccini non c’erano, eppure sono sano come un pesce”; inutilità dei vaccini “perchè tanto le malattie che coprono non esistono più” (esattamente proprio come doveva esserlo il morbillo); “meglio immunizzarsi prendendo la malattia che il vaccino” e altre simili declinazioni.

vaccinoSe decidiamo di vedere gli antivaccinisti come un sorta di setta, allora il loro libro sacro è un articolo pubblicato nel 1998 sulla rivista medica Lancet, firmato dal dottor Andrew Wakefield e altri dieci medici. In questo articolo il dottor Wakefield sosteneva ci fosse una evidente e dannosa correlazione tra i casi di autismo e il vaccino trivalente MPR: il panico. Poco importa che la pubblicazione venne poi ritirata, dieci autori su dodici ritrattarono le conclusioni e che Wakefield – radiato nel 2010 dall’albo dei medici dal General Medical Council britannico – venne pagato per manipolare i dati dietro la ricerca, oppure che decine di altre ricerche negli ultimi anni abbiano definitivamente confutato l’ipotesi antivaccinale: Wakefield resta il guru e i vaccini fanno più male che bene.

È vero, ci possono essere effetti collaterali, ma come sottolinea Roberto Burioni, virologo dell’ospedale San Raffaele di Milano, autore del libro Il vaccino non è un’opinione e impavido paladino contro gli antivaccinisti attraverso la sua pagina Facebook, i casi sono estremamente sporadici. Si hanno effetti collaterali gravi in circa 1 caso su 2 milioni, mentre le lesioni permanenti causati dal morbillo si rilevano in circa 1 caso ogni 1000. Contando che la natalità in Italia si aggira intorno ai 450mila bambini ogni anno, l’incidenza del morbillo è molto più presente di quanto non si voglia pensare.

vaccinoLa disinformazione e il panico immotivato non sono che cresciuti con l’utilizzo del web come unica fonte di informazione: secondo l’oramai comprovato Teorema del Webete formulato da Enrico Mentana su internet tutti hanno – giustamente – voce in capitolo, ma l’opinione di un esperto viene estremamente svalutata a colpi di “venduto alle lobby!” e oramai vale quanto quella di chiunque.

Non ha neanche aiutato a far chiarezza la separazione tra vaccini obbligatori e facoltativi: automaticamente si è indotti a pensare che gli ultimi siano non necessari e quindi trascurabili, quando invece è il contrario. Una proposta di legge per rendere obbligatorie per l’iscrizione all’asilo nido le vaccinazioni pediatriche è stata depositata lo scorso giugno da Patto Civico e Pd, ma la discussione in aula non c’è mai stata, dieci mesi dopo.

Vaccinare è un atto di responsabilità, verso se stessi e verso gli altri. I bambini colpiti dal morbillo nell’asilo di Milano sono vittime innocenti di persone che – facendo una scelta legittima, essendo il vaccino facoltativo – hanno deciso di non vaccinare i propri figli e quindi di far dilagare il virus. In questo senso il vaccino non dovrebbe essere un diritto, ma un dovere: la mia libertà ha un limite quando va ad intaccare la tua.

Citando l’ormai famoso Roberto Burioni «La scienza non è democratica»: non si può decidere a furor di popolo se qualcosa fa male o no. Specialmente quando in mezzo, alla fine, ci finiscono gli altri.

Margherita Scalisi per MIfacciodiCultura

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.