SLOW #donnatuttoèpossibile: contro la violenza sulle donne

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SLOW #donnatuttoèpossibile: contro la violenza sulle donne

Oggigiorno l’arte ha il grande potere di essere portatore di messaggi. È questa l’idea di base per la nascita del progetto SLOW #donnatuttoèpossibile presso la Pinacoteca d’Arte Contemporanea di Ruvo di Puglia (BA): sensibilizzare il pubblico, non solo quello che prende parte alla manifestazione. Una manifestazione che dice NO alla violenza di genere, NO alla violenza sulle donne attraverso un percorso dalla plurima valenza: fotografica, pittorica e musicale, con l’intento comune di far comprendere come le Arti e conseguenzialmente la bellezza portino all’educazione e a quel grado di sensibilità che induca a distinguere tra Bene e Male.

La mostra fotografica SIGNA curata dal Professore Pio Meledandri (immagine di copertina) ritrae donne vittime di violenza, in un percorso visivo che ricostruisce in un “falso autentico” storie di tutti i giorni. La ricostruzione in studio e l’aiuto del trucco sulle donne volontarie che autonomamente hanno sposato questa causa decidendo di dare il proprio contributo diventando “modelle dell’orrore”, non deve farci dimenticare il dolore, così come i sogni e le speranze di tutte quelle donne che ogni giorno vivono tale condizione.

L’esposizione pittorica di Daniela Raffaele in arte ClitoRosso, prevede la presentazione di tre opere, a contraddistinguere la sua arte troviamo raffinatezza e un tocco di provocazione, con il carattere della contemporaneità e della dinamicità proiettata al sociale. Il Male è la fluidificazione cromatica tramutata in moto fiammeggiante, che conferisce pulsazione viva a ciò che trasforma la figura epico-fantastica del drago nell’ambivalenza che culturalmente le si attribuisce: l’eterna lotta tra bene e male, luce ed ombra, creazione e distruzione e, nonostante il suo aspetto è portatore di fortuna e mitezza. La personificazione di tale soggetto si accosta a quanto meglio conosciamo, di certo sotto fattezze diverse, l’Uomo. Un Essere in lotta con se stesso, continuamente alla ricerca di equilibrio.

ClitoRosso, Il male

L’opera Espiare ci mostra cosa significa fare ammenda a un errore subendo una punizione: è questa l’idea, traducibile dal titolo e intuibile sensorialmente dalla lentezza della catena umana che porta con sé la drammaticità dei tratti e del colore, piatto e ombroso. La cupezza è fornita dalla violenza dei tagli tonali in uno spaccato prospettico che ha del surreale e al contempo fantasticamente astratto come una realtà parallela nella quale ciascuno di noi è confinato per espiare le proprie colpe.
In Conflitto d’interesse, il cuore pulsante è il sistema RAM: memoria primaria ad accesso casuale dei computer. L’inclusione di tale sistema porta con sé la bivalenza del ricordo e della memoria, l’associazione di una macchina all’organo umano principale, il cervello, arriva conseguentemente. I colori plumbei lasciano trapelare i lividi mnemonici che l’Essere sa nel profondo di possedere archiviati o no e verosimilmente la tendenza umana a ricordare più l’evento negativo rispetto a quello positivo. I tagli cromatici, caratteristica dell’artista vengono interpretati come tagli dell’animo.

La giornata d’apertura dell’esposizione si è conclusa con la Performance musicale a cura di Milena Roselli e Tirsia Ciliberti con i giovani allievi dell’Ass.ne Amico Pianoforte di Ruvo di Puglia.
Tutti insieme per un fine comune fino al 1° di aprile.

Alessandra Mazziotta per MIfacciodiCultura

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