La Scapigliata – Marzo al Museo: #creaturefantastiche

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La Scapigliata – Marzo al Museo: #creaturefantastiche

Dal sito del Mibact: «Torna la campagna social del MiBACT, mostri, unicorni, gorgoni e creature fantastiche sono i protagonisti del mese di marzo. Continua la caccia digitale con l’hashtag #creaturefantastiche e #marzoalmuseo».

Il Ministero dei Beni e delle Attività e del Turismo persevera nel suo intento di rendere più accessibili, anche economicamente, e appetibili

i luoghi della cultura: Maratona Museo, Cinema 2Day, e naturalmente il tema del mese.

Le creature fantastiche, o almeno le creature che noi figli della modernità riteniamo fantastiche, hanno affollato vasi, tavole, pareti, camere delle meraviglie per secoli, in alcuni casi millenni. Oggi queste bizzarre creature sono conservate nei musei.

Purtroppo che io sappia – ma sono desiderosa di smentite – i musei italiani non ospitano nelle loro collezioni permanenti Hieronymus Bosch colui che ha fatto delle fantasticherie la propria cifra stilistica. Possiamo però trovare consolazione nella nostra tradizione millenaria: la mitologia greca è ricca di creature quali satiri, ciclopi, chimere, minotauri e via discorrendo orrendi forse ma non necessariamente negativi. Platone nel Simposio paragona Socrate nientemeno che a un sileno – «dico dunque che egli assomiglia moltissimo a quei Sileni, messi in mostra nelle botteghe degli scultori, che gli artigiani costruiscono con zampogne e flauti in mano e che, quando vengono aperti in due, rivelano di contenere dentro immagini degli déi».

Testa di Sileno, V a.C., terracotta dipinta, 11 cm, Museo Archeologico Nazionale, Firenze

Anche la tradizione cristiana non si fa mancare i suoi mostri: medioevo prima e romanticismo poi si interrogano, con risultati differenti, sulla rappresentazione del Diavolo. Secondo Dante, che lo descrive nel Cerchio IX del Canto XXXIV dell’Inferno, «s’el fu sì bel com’elli è ora brutto, e contra ‘l suo fattore alzò le ciglia, ben dee da lui procedere ogne lutto. Oh quanto parve a me gran maraviglia quand’io vidi tre facce a la sua testa! L’una dinanzi, e quella vermiglia; l’altr’ eran due, che s’aggiungnieno a questa sovresso ‘l mezzo di ciascuna spalla, e sé giugnieno al loco de la cresta: e la destra pare tra bianca e gialla». Prosegue poi aggiungendo che sotto ogni testa si trova una coppia di ali coperte di penne ma simili a quelle dei pipistrelli e che piangeva lacrime di sangue.

Giovanni da Modena Storie Sacre, Inferno e Paradiso, 1410-15 ca, affresco Basilica di San Petronio, Bologna

Nel XIII secolo, Marco Polo ne Il Milione sosterrà di aver visto gli unicorni – «somigliano a bufali nel pelame; le loro zampe ricordano quelle degli elefanti. Hanno un corno in mezzo alla fronte, grosso e nero». Gli unicorni compaiono nel testo biblico, nei bestiari medioevali, e i loro corni diventano oggetti preziosi da esibire nelle cosiddette wuderkammer, camere delle meraviglie, ma in realtà si tratta di corni di narvalo, un cetaceo, oppure di corna di orice, un tipo di antilope.

Raffaello Sanzio, Dama col liocorno, 1506 ca, olio su tela, 65×51 cm, Galleria Borghese, Roma

Nell’Ottocento il romanticismo celebra il grottesco, la bellezza torbida e malinconia di soggetti quali la Medusa e la sirena. Gli incubi prendono vita nel mondo al di la del rettangolo della tela gettando le basi per la ricerca Surrealista (1924).

Tra le #creaturefantastiche non possiamo dimenticare l’angelo, dal terribile Michele che abbatte il Demonio ai paffuti puttini di Bouguereau (1825 – 1905), né il drago, celeberrimo nelle scene con San Giorgio ma legato anche alla città di Milano: si raccontava che oltre Porta Orientale avesse nidificato un drago che non uccideva i viandanti ma avvelenava l’aria della zona con il suo “mortifero fiato”, Uberto Visconti «armato non tanto di ferro, quanto di fortezza d’animo, di destrezza, e d’ingegno» lo uccise risanando la zona.

Duomo di Milano, portone centrale, parte bassa del fregio, cucciolo di dinosauro forse il drago Tarantasio

Veronica Benetello per MIfacciodiCultura

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