Cleto Munari: poeta delle forme e designer delle emozioni in mostra a Vicenza

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Cleto Munari: poeta delle forme e designer delle emozioni in mostra a Vicenza

Palazzo Chiericati, Vicenza

Palazzo Chiericati a Vicenza ospita una mostra molto intrigante dedicata alle creazioni di Cleto Munari, designer conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Fino al 10 giugno sarà possibile ammirare ben 100 opere dell’artista per intraprendere un percorso di conoscenza del suo lavoro, ma soprattutto della cura nei dettagli nelle varie forme espressive: dall’arredo ai gioielli, dalle penne ai tappeti, dall’argenteria ai vasi. Gli ambienti del Palladio ospitano un’esplosione di luce e colori: la creatività classica del noto architetto, se a prima vista potrebbe apparire alla mente come un’’anacronistica cornice, in realtà  si sposa pregevolmente con l’esuberanza e la stravaganza del design moderno voluto e ricercato da Cleto Munari.

Nato a Gorizia, ma vicentino d’adozione, Munari intraprende la strada del design negli anni ’70 incoraggiato e stimolato, in particolare, da nomi importanti nel mondo dell’architettura come Carlo Scarpa ed Ettore Sottsass. Mentre l’osservatore cammina lungo le varie stanze della mostra Mondocleto. Il design di Cleto Munari percepisce il graduale svelamento dell’autore che si racconta attraverso la selezione di opere concepite durante quasi tutta la sua carriera.

Cleto Munari

Si possono ammirare, infatti, gli argenti voluti e disegnati dall’artista vicentino durante la collaborazione con i grandi maestri  Carlo Scarpa, Alessandro Mendini e Mario Botta. Si tratta di pezzi unici che hanno conquistato le più famose Gallerie d’Arte di tutto il mondo nonché musei di rilievo mondiale quali il Metropolitan Museo of Art e il MoMA di New York.

Segue la collezione di Gioielli, lavorati in oro e argento, disegnata da architetti di tutti il mondo e ispirata alle donne che hanno avuto una marcata impronta nel passato: sono state omaggiate delle vere e proprie icone che si sono affermate per la loro spiccata personalità, per il loro essere fuori dagli schemi, dalle mode e dalle usanze morali dei loro tempi. Forme sinuose di anelli ricordano il coraggio delle donne della Belle Époque che, senza rinunciare alla loro femminilità, iniziarono la lotta per il diritto di voto e una maggiore uguaglianza tra i generi, una collezione di gioielli omaggia Amelia Earhart, prima donna aviatrice, delle corde di racchette diventano motivi principali di un’altra linea di gioielli per omaggiare la tennista francese Suzanne Lenglen.

La Divina, collezione “Gioielli d’Autore”

Ancora, Cleto Munari in maniera icastica nella sua collezione di penne, derivante dalla collaborazione di quattro architetti e cinque premi Nobel della letteratura, crea un significativo parallelismo tra coloro che con le loro opere hanno eretto dei pilastri fondanti della cultura con chi, fuor di metafora, dei monumenti li ha costruiti davvero con il proprio estro e creatività.

Infine, i pezzi che fanno parte della linea di mobili e di arredo dimostrano la volontà dell’artista di creare un’arte che sia fruibile, che entri nella vita delle persone e che possa essere toccata, aprendo un’anta, spostando un tavolo: che sia arte vissuta e non solo ammirata.

Come riportato sul sito dedicato:

La ricchezza della produzione artistica di Cleto Munari nasce dalla scoperta dell’indeterminatezza di ogni confine e dal conseguente bisogno di creare una “collezione di sillabe”, ovvero una “collezione di figure” che proprio per la loro incompletezza suggeriscano luminosamente lì irrefrenabile ricerca dell’ingegno umano di trasfigurare il mondo in base alla propria visione. È questa perfetta complicità tra il sussurro del “cuore delle cose” e l’urlo della loro “figura” che fa di Cleto Munari il poeta delle forme.

Palafitte, Cleto Munari

In effetti, a prescindere dal gusto molto soggettivo di chi apprezza o meno il design moderno, il visitatore di Mondocleto si ritrova immerso in un universo parallelo in cui luci e ombre, parti integranti dell’opera, si intrecciano con colori vivaci, geometrie inusuali si alternano a insolitamente svettanti sostegni, proiezioni dell’animo si rincorrono con estensioni della mente per richiamare alla memoria il tempo di un qualcosa che fu ma che ancora oggi continua a suscitare sempre nuove emozioni.

Mondocleto. Il design di Cleto Munari
A cura di Diego Peruzzo e Gianluca Peluffo
Palazzo Chiericati, Vicenza
Dal 18 marzo al 10 giugno 2017

Lisa di Iasio per MIfacciodiCultura

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