#TravelConnection – Briciole del Messico

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Messico
Un Cenote messicano

Messico. La prima cosa che ricordo di Playa del Carmen sono i suoni e i colori fuori dalla finestra alle cinque del mattino. Svegliarsi con ore di anticipo sul mondo è uno degli aspetti positivi del jet lag e lo spettacolo a cui si assiste vale molto più del sonno perso. Il sole che sorge prende fuoco come durante un tramonto e il canto di uccelli esotici mai sentiti prima ti portano in volo diretto in un altro mondo.

La zona di Cancun e Playa del Carmen non è la parte di Messico più verace.

È un’estensione degli Stati Uniti: centri commerciali, negozi in serie, locali per turisti in fila come al patibolo lungo il mare, ma tra le pieghe dell’apparenza si nasconde ancora il sapore di quel vecchio paese di pescatori.

Il cuore messicano ha un battito costante, continuo, forte. La sensazione perpetua è che quella terra sia viva, letteralmente, con un respiro e una volontà propri.

Si può sentirne la sua voce ovunque se si ha la volontà di ascoltare.

In ogni luogo si percepisce un filo diretto con la terra, nel senso più primitivo e spirituale del termine.

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Il Sian Ka’an

E ve ne accorgerete a ogni passo: 

camminando sulla distesa vuota e spaccata dal sole di Chichen Itza, a bocca aperta di fronte a 30 metri di maestosa piramide che fa da ponte al cielo e arsi da un caldo soffocante che sale come fuoco da sotto i vostri piedi, come se l’inferno fosse tanto vicino da poterne sentire il calore;

riempiendovi gli occhi alle rovine de El Castillo di Tulum, costruito sulla scogliera a picco sul mare. Un mare turchese bordato da una spiaggia di sabbia bianca;

navigando sulle acque verdi di Sian Ka’an che si snodano tra le mangrovie che fanno da nido a specie di uccelli mai visti prima. Fino ad arrivare in mare aperto. Nuotare tra delfini e tartarughe marine in un azzurro che sembra arrivare da un altro pianeta;

tuffandovi nelle gelide acque dei Cenote, buchi nella terra che tolgono il fiato. Qualcosa che è simbologia concreta di quanto sotto la superficie della vita si nasconda molto altro;

pedalando in mezzo ai boschi di Cobà, fino a raggiungere la piramide più alta, scalarne i gradini consumati dal tempo e godersi il panorama dalla vetta.

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Il sito archeologico di Cobá

Troverete quel filo con la terra anche soltanto parlando con le persone, percorrendo distanze sui loro pulmini pieni di vite ammassate che chiamano “collettivi“.

Ascoltando un gruppo di Mujeres Mariachi che intonano Paloma Negra come dentro il film Frida.

Scorgendo crocifissi cattolici vicino ad ammiccanti Catrine vestite come dame, figlie della cultura pagana, a rappresentare la Morte e la Santa Vergine in un’unica veste. Perché qui una cosa non esclude l’altra, non si toglie nulla, al contrario si aggiunge, si arricchisce.

Il Messico è questo e chissà quanto altro.

Avrei voluto vederlo tutto invece di averne assaggiato solo poche briciole.

Una mancanza che riempie.

Riempie di immaginazione, di voglia di tornare, di scoprire di più.

Gloria Sacchi per MIfaccioDiCultura

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