Cosa c’entra Jane Austen con l’estrema destra americana?

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Cosa c’entra Jane Austen con l’estrema destra americana?

Le opere di Jane Austen (1775 – 1817), secondo una recente ed alquanto bizzarra interpretazione, sono state assurte dalla cosiddetta Alt Right (destra alternativa) americana come testi esemplificativi della superiorità bianca e del buon comportamento che una donna dovrebbe tenere. Insomma, una regressione di circa duecento anni per quanto riguarda i modelli sociali a cui ispirarsi.

A “dare l’allarme” su questa deriva interpretativa, è stata Nicole Wright, studiosa e docente di letteratura inglese presso l’Università del Colorado: dopo un discorso tenuto in ateneo dal “provocatore di professione” Milo Yiannopoulos, ha voluto analizzare le controverse affermazioni di quest’ultimo. Noto per le sue esternazioni tanto forti da venire bannato permanentemente da Twitter, ha affermato: «Come direbbe una scrittrice vittoriana, è una verità universalmente riconosciuta che è più probabile che una donna brutta diventi una femminista rispetto a una bella». Oltre a tutto ciò che vi è di discriminatorio e scorretto, in questa frase salta all’occhio un grande errore storico: Jane Austen morì nel 1817, vent’anni esatti prima che la regina Vittoria salisse al trono. Che qualcuno abbia fatto parecchia confusione non solo sul significato dei libri della scrittrice, ma anche sulla collocazione temporale?
Tutto questo insieme di inesattezze ha spinto la professoressa a scrivere un articolo pubblicato sul The Chronicle of Higher Education in cui oltre a sottolineare che la Austen non visse in epoca vittoriana, ha spiegato come dopo una rapida ricerca su Internet, sia incappata in diverse discussioni online dove appunto si discute sui testi della celebre scrittrice britannica interpretandone in modo erroneo il contenuto e il significato.

Superiorità bianca, purezza sessuale, regola dell’inferiorità femminile: ecco i tre elementi che agli occhi degli esponenti dell’estrema destra statunitense hanno permesso alla nostra Jane di essere presa come modello. Simbolo dunque di una tradizione culturale ormai andata perduta, fa sorridere che per la sua epoca fu invece quasi rivoluzionaria e portatrice di idee innovative e quasi trasgressive. Ma tra rivoluzione e tradizione, la verità sta, come quasi sempre, nel mezzo: Jane Austen non è stata una scrittrice femminista perché era impensabile per il XIX secolo la completa indipendenza femminile a partire dalla scelta di non sposarsi, come è impensabile oggi prendere come modello comportamentale una figura di donna ormai duecentenaria. Possibile che qualcuno nel 2017 auspichi che le donne abbiano come unica aspirazione quella di sposarsi e metter su famiglia? Evidentemente sì, come il fatto che qualcuno ancora voglia credere nella purezza della razza, nella supremazia di una cultura su di un altra, per di più negli Stati Uniti, nazione fondata principalmente su immigrati ormai mescolatisi tra di loro. All’epoca di Austen vi erano i flussi migratori? Vi era la possibilità delle persone di spostarsi? Le cosiddette persone “di colore”, come sottolineano in maniera dispregiativa gli esponenti della destra alternativa, quanto effettivamente si spostavano in libertà e quanto erano costretti a vivere al servizio di qualcun’altro? Ecco perché non sono presenti persone nere nei libri di Jane Austen, perché ce n’erano poche e vivevano ai margini: un modello davvero riproponibile al giorno d’oggi?

Niente sessismo né bigottismo né razzismo in Ragione e Sentimento e Emma, semplicemente il racconto di un’epoca lontana e diversa da interpretare contestualizzandolo. I contributori del sito Countercurrents vorrebbero il ritorno ad uno stato etnico, ma miei cari, siete nati nell’epoca sbagliata. 

Ma al giorno d’oggi, esiste una ragazza che incarna tutte le caratteristiche fondamentali per essere considerata virtuosa come un’eroina austeniana: la risposta è sì ed è Taylor Swift. Il blogger Andrew Anglin ha scritto sul Daily Stormer che la cantante è una pura dea ariana dedita alla lettura casalinga di Jane Austen in compagnia solo del gatto, mica come Miley Cyrus, che è solita partecipare ad orge popolate da uomini “di colore” (ancora). Insomma, fa piacere sapere che una donna viene giudicata in base al (presunto) comportamento sessuale dedotto dall’aspetto fisico e dall’abbigliamento. Fa piacere scoprire che c’è chi ancora non è poi così favorevole alle libertà strettamente personali.

I suprematisti bianchi sono brave persone, sono come voi e leggono Jane Austen: questo è il messaggio di fondo, ma a farne le spese oltre ai diritti civili, è anche la letteratura britannica e una delle sue più amate e celebri esponenti, i cui testi più volte sono stati tirati in ballo dalla politica, come racconterà il libro in uscita The Making of Jane Austen di Devoney Looser, professoressa dell’Università dell’Arizona.

Perché mai un’autrice per signorinelle crea tanto dibattito e scalpore? Forse per il suo potere comunicativo? La sua capacità di smuovere un pensiero negativo o positivo che sia? Fa forse paura che i suoi testi permettano alle donne di confrontarsi con la propria condizione attuale ed evidentemente contestarla? Per indebolire il “nemico” si tenta di sminuirlo, di fraintenderne le opinioni per rigirarle a proprio favore e mostrarne la poca credibilità: sta al buon senso ed alla sensibilità di ognuno comprendere e valutare quale sia il significato reale delle parole.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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