#SfidaAccettata: quando Facebook sbaglia campagna di sensibilizzazione

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#SfidaAccettata: quando Facebook sbaglia campagna di sensibilizzazione

Gli utenti italiani di Facebook, di recente, hanno aderito – o hanno pensato di farlo – alla nuova campagna tormentone che arriva dall’estero e prende il nome di Challenge Accepted (tradotto in: Sfida Accettata). In pratica, l’utente che aderisce, carica sul proprio profilo una foto di se stesso da bambino in bianco e nero, utilizzando l’hashtag #SfidaAccettata. Facebook si riempie quindi di foto che ricordano con nostalgia l’infanzia degli iscritti e che emulano ad un movimento che arriva da lontano ma che era nato con ben altro scopo.

La “sfida” in realtà era nata mesi fa in Spagna, diffondendosi ben presto in India e Inghilterra ed aveva lo scopo di sensibilizzare alla lotta contro il cancro. Gli utenti avrebbero dovuto modificare la propria foto del profilo – qualsiasi foto – inserendo il filtro in bianco e nero, così da mostrare simbolicamente come la malattia privi la vita di ogni colore. A coloro che mettevano “mi piace” alla foto, l’utente avrebbe dovuto mandare un messaggio in privato spiegando appunto l’idea legata alla lotta contro il cancro e invitando a fare lo stesso con la propria foto profilo.

Siccome hai messo ‘mi piace’ alla mia foto, ora devi postare un’immagine in bianco e nero e scrivere ‘Sfida accettata’. Riempiamo Facebook con foto in bianco e nero per mostrare la nostra lotta contro il cancro. Questa è la sfida. Quando i tuoi amici mettono ‘mi piace’ al post, inviagli questo messaggio.

#SfidaAccettataQuesto il messaggio privato (tradotto), collegato alla Challenge Accepted.

Attraversando mari e continenti, la sfida ha totalmente perso il proprio significato iniziale e si è colorata di tinte completamente diverse, alla luce del protagonismo degli utenti che si è diffuso recentemente tramite i social.

Ma c’è chi criticava questa idea già dall’inizio. Ad esempio, una donna inglese malata di cancro al seno aveva pubblicato un post di questo tenore:

[Il cancro] non è il tema per alcuni selfie finti, come se fosse un’attività divertente. Le persone credono che solo perché mettono una foto in bianco e nero su Facebook sostengono le persone con il cancro. Non lo stanno facendo: dovrebbero visitare davvero le persone con il cancro, tenere loro la mano mentre attraversano il trauma della chemioterapia. È così falso e queste persone sono delle narcisiste.

Un attacco molto duro alla campagna di sensibilizzazione, ma che, in effetti, costringe a riflettere su quale sia la reale portata di queste campagne. Non si tratta, infatti, unicamente della sensibilizzazione al cancro, ma anche di tutti quei link come “un like per un bambino africano”, “metti mi piace per la lotta contro la fame del mondo”. Davvero siamo arrivati al punto di credere che questo significhi sostenere qualcuno o lottare per un ideale? Internet ed i social media ci hanno reso così sicuri di noi da credere che schiacciare un pulsante possa cambiare qualcosa nel mondo? Cambiare la nostra foto profilo non avrebbe aiutato i malati di cancro e, alla fine dei conti, avrebbe avuto le stesse conseguenze del postare una foto che ci ritrae da bambini: nessuna. Il diffondersi di “sfide” del genere non concede nessun aiuto concreto ai malati di cancro o ai bambini poveri. È però vera una cosa: se effettivamente non si aiutano i malati di cancro, almeno si può richiamare l’attenzione intorno al problema e ricordare a chi passa, anche solo di sfuggita, sul nostro profilo che il cancro esiste e ci sono persone che lottano contro di esso ogni giorno. Nessun bambino africano trarrà giovamento dal nostro like alla sua foto, ma nel frattempo quella stessa foto continuerà a circolare e a ricordare alla gente che la povertà esiste ed è un problema. Aggiungere un fiocchetto lilla alla foto del proprio profilo nel giorno mondiale della lotta contro i disturbi alimentari non aiuterà nessuna ragazza anoressica nell’uscire dalla malattia, ma ricorderà alla gente che anoressia e bulimia esistono.

Per quanto sia difficile comprendere da dove abbiano origine simili fenomeni, forse solo questo è il reale significato della Challenge Accepted: richiamare l’attenzione ad un problema reale, nella speranza che qualche utente passi all’azione concreta. Intanto, in Italia rimaniamo in attesa che qualcuno inizi a diffonderne il vero significato.

Veronica Morgagni per MIfacciodiCultura

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