Una guida alle immagini per il XXI secolo: Moleskine Books e il graphic design

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Una guida alle immagini per il XXI secolo: Moleskine Books e il graphic design

Mind, Maps and Infographics

Moleskine Books, in Mind, Maps and Infographics, libro recentemente pubblicato, ci dà conto del fatto che per comprendere immagini di qualsiasi tipo (dai cartelloni alle foto di Instagram), la figura del designer ha acquisito nel tempo sempre maggiore importanza, poiché egli è l’ermeneuta delle immagini. Il modo con cui seleziona o si serve delle immagini determina, utilizzando un termine caro a Hans-Georg Gadamer, la nostra precomprensione di ciò che stiamo osservando e di come lo utilizzeremo. Questo è il contenuto di  Mind, Maps and Infographics, a cura di Pietro Corraini.

Joost Grootens

È significativo il nome della collana che accoglie il volume, Naked Notebooks: sono taccuini nudi perché mettono a nudo un intero sistema di pensiero. Troviamo schizzi e rappresentazioni impressionistiche raccolti romanticamente in un raro momento ispirato che danno contezza agli osservatori di un intero mondo e delle connessioni con l’esterno.
Il lettore potrà ammirare le infografiche di Nicholas Felton, che raccontano la sua attività e il suo lavoro di un anno, oppure i progetti editoriali di Joost Grootens, il grafico nederlandese sempre in cerca del design migliore per i libri nell’epoca dell’ebook (meno male, ci sia concesso di dirlo, esiste ancora qualcuno che non cede al libro elettronico) e ancora le creazioni della designer americana Paula Scher.

Un libro del genere non può che essere il benvenuto: la Moleskine Books indaga, in questo modo, il rapporto primigenio tra uomo e immagine, un rapporto iniziato con le pitture rupestre e che è andato sempre via via consolidandosi nello sviluppo tecnologico e nell’affinamento artistico dell’umanità; se fosse possibile, si potrebbe quasi dire che siamo di fronte a un saggio di formazione che descrive la scintilla creativa nell’uomo.
È opportuno completare la descrizione del processo creativo dell’artista/ermeneuta con un libro che descrive l’effetto che le immagini producono sugli osservatori: sto facendo riferimento al libro Immagini che ci guardano dello storico dell’arte tedesco Horst Bredekamp, dove egli studia l’effetto performativo delle immagini sullo spettatore e su cosa esse ci lasciano, in quanto ogni immagine gode di una propria autonomia e di una propria energeia. 

Horst Bredekamp.

Qual è lo statuto delle figure  nel 21° secolo, in un momento dove viviamo inondati da selfie o da qualsiasi tipo di figura? È possibile definire un’etica della figura? Mind, Maps and Infographics si pone proprio questo obiettivo: ricostruire la relazione binaria uomo/immagine dagli albori, arrivando fino alle più sofisticate tecnologie contemporanee. Questa pubblicazione è innovativa per l’obiettivo che si pone: il processo creativo dei graphic designer è affrontato in modo tale da dimostrare il loro rapporto col mondo che gli circonda, descrivendo i passaggi che li portano all’atto poietico, in una dialettica che va dall’osservazione all’astrazione, fornendo anche una metodologia nuova per capire la psiche del designer.

Moleskine.

È opportuno segnalare un dettaglio decisivo: le Moleskine sono le celebri agende/diari dove ogni fruitori registra le sue impressioni, emozioni o anche appunti (io stesso le utilizzo per prendere appunti) ed è quindi interessante osservare come esse siano diventati anche un mezzo per la registrazione del processo creativo di grafici/artisti contemporanei: dal personale siamo passati all’universale ed è un processo che non può farci che bene, in quanto mette a nudo (i Naked Notebooks) questi talenti del graphic design.

Andrea Di Carlo per MIfacciodiCultura  

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