Il fresco profumo di libertà del 21 marzo: in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

mafieIl 21 marzo è una giornata particolare: è infatti la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, istituita da Libera e giunta oramai alla sua XXII edizione. Da quest’anno, però, avrà anche un valore aggiuntivo, visto che lo scorso 1 marzo è stato approvata in Parlamento, all’unanimità, la proposta di legge che la istituzionalizza.

Ma perché proprio il 21 marzo? L’Associazione Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie ha scelto questa data nel lontano 1996 per ricordare tutte le vittime innocenti della mafia, quando per la prima volta, a Piazza del Campidoglio a Roma, ha letto ad alta voce i nomi di chi, per un motivo o per l’altro, è morto a causa della mafia. Celebrati nella giornata che segna il risveglio della natura, nella speranza di «rinnovare la primavera della verità e della giustizia sociale» in tutto il Paese, non lasciando nessuno indietro.

Quest’anno la manifestazione principale si terrà a Locri, in Calabria, dove saranno presenti anche le figure istituzionali del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Presidente del Senato Pietro Grasso e il Ministro della Giustizia Andrea Orlando. In contemporanea alla celebrazione ufficiale di Locri, in oltre 4000 città di tutta Italia si terranno eventi, manifestazioni e momenti di riflessione dedicati non solo al ricordo, ma anche a ribadire l’impegno dello Stato e dei cittadini alla lotta alle mafie e alla criminalità organizzata. Una giornata per stare vicini a chi, in Calabria come nelle altre regioni, non si è arreso, né prima né ora, di fronte alla violenza e alla corruzione, ma decide di combatterla ogni giorno: rifiutando di pagare il pizzo, denunciando, o semplicemente abbracciando, quali semplici cittadini, tutte quelle espressioni di civiltà e legalità che vanno ad arginare e sgretolare quel cancro chiamato criminalità organizzata.

Come nelle scorse edizioni, verranno letti oltre 900 nomi di vittime innocenti: giornalisti, imprenditori, magistrati, politici. Ma anche commercianti, sindacalisti, sacerdoti, madri e padri di famiglia, fratelli, morti solamente per essersi opposti alla mafia, per aver deciso di fare il proprio dovere con coscienza e rigore. Tra questi ci sono nomi conosciuti, resi immortali nella coscienza storica di tutti noi dalla loro continua opposizione alla criminalità, e sconosciuti, a simboleggiare la pari dignità di tutte le vittime, ed il nostro dovere civile di ricordale, a prescindere dalla loro notorietà in vita.

La mafia uccide, il silenzio pure

diceva Peppino Impastato, assassinato da Cosa Nostra nel 1978. Ecco, per non ucciderli anche noi una seconda volta non basta il mero ricordo, ma come suggerisce il nome stesso della Giornata, è necessario l’impegno. L’impegno a ricordarsi che quella contro la mafia non è una lotta contro i mulini a vento, ma una guerra che può essere vinta con le armi della democrazia e della legalità. Perché chi è morto servendo lo Stato non lo ha fatto per essere vuotamente ricordato con targhe o lapidi, ricorda don Luigi Ciotti di Libera, ma per un sogno di democrazia che spetta a noi realizzare.

Dunque spazio nelle scuole, nei centri educativi, nelle piazze a tutte quelle iniziative culturali ed educative mirate alla formazione di una coscienza civica saldata nella legalità che possa formare i cittadini di domani e riformare quelli di oggi, poiché aldilà della retorica, delle feste e della celebrazione istituzionale l’essenza di questa Giornata è racchiusa nell’impegno quotidiano di noi tutti anche nel cambiare il nostro grado di sopportazione nei confronti dei compromessi e dei sotterfugi a cui molte volte ci troviamo di fronte: una facile raccomandazione, uno scambio di favori, una scorciatoia per avanzare professionalmente.

Perché come diceva Paolo Borsellino, la lotta alla mafia non è solo repressione, ma un movimento che

abitui a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.

Solo così sarà il 21 marzo tutto l’anno.

Margherita Scalisi per MIfacciodiCultura

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By on marzo 21st, 2017 in Articoli Recenti, Society

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